MEMORIA: I Decorati della Resistenza Siciliana

Lucia Vincenti – I Decorati al valore della Resistenza Siciliana
MEDAGLIE D’ORO

Vito Artale, (Palermo) Tenente Generale
Salvatore Bono (Campobello di Mazara) Sottotenente di fanteria
Luigi Briganti (Lentini – Siracusa) Medico-chirurgo – Rgt Fanteria
Gaetano Butera (Riesi) Soldato Carrista
Giacomo Crollalanza (Modica – Ragusa) Capitano s.p.e. fanteria ‘granatieri’
Salvatore Cutello (Chiaramente Gulfi) Maggiore di Artiglieria
Alfredo Di Dio (Palermo) Capitano dell’esercito
Antonio Di Dio (Palermo) Tenente carrista
Francesco gallo (Catania) Maresciallo capo dei Carabinieri
Calcedonio Giordano (Palermo) Corazziere
Giuseppe pietro La Marca (Piazza Armerina) Tenente colonnello
Ermanno Maciocio (Lercara Friddi) partigiano
Arturo Maira (Canicattì) Capitano di Fanteria
Francesco Martelli (Catania) Maggiore di cavalleria
Salvatore Micale (Acicastello) Sergente maggiore paracadutista
Carmelo Onorato (Palermo) Tenente del 17° Reggimento di Fanteria
Vincenzo Pandolfo (Palermo) Capitano dei Granatieri
Salvatore Pellagra (Comiso ) Generale di Brigata
Luigi Rizzo (Palermo) tenente di fanteria
Gaspare Santoro (Alcamo) Tenente dei carabinieri
Giusepe Scagliosi (Palermo) Capitano medico
Antonino Silicato (Limina – ME) sergente nocchiere
Salvatore Pennini (Catania)
Antonino Amato (Cianciana)
Giovanni Gallo (Favara)
Gerlando Mandracchia (Agrigento)MEDAGLIE D’ARGENTO

Salvatore Auria (Sommatino – CL) partigiano
Nunzio Barbagallo (Bronte) Capitano complemento Genio
Leonida Bertè (Milazzo – ME) Capitano della regia Guardia di Finanza
Fausto Biondolillo (Agrigento) Capitano artiglieria
Eolo Boccato (Lipari – ME) partigiano
Antonio Cabanè (geniere- partigiano)
Antonio Caldarella (Lentini – SR) Sottotenente Fanteria
Gaetano castiglione (Castroreale – ME) partigiano
Vito castiglione (Rgalbuto – EN) partigiano
Alfonso Castronovo (Grotte – AG) Soldato Reggimento fanteria
Salvatore Cormaci (lentini – SR) Sottotenente Reggimento Alpini
Gregorio Costa (Spatafora – ME) Tenente Fanteria
Armando Culotta (PA) Capitano fanteria
Antonino De Domenico (ME) Maggiore fanteria
Giuseppe Antonio De Franciscis (Sant’Agata di Militello – ME) partigiano
Giuseppe D’Elia (Altofonte- PA) partigiano
Carlo Matteo Deodato (Messina) Ten. Colonnello artiglieria divisione Acqui
Giuseppe Di Pietro (Comiso – RG) partigiano
Saverio Failla (Catania) partigiano
Gaetano Familiari (Piazza Armerina – EN) partigiano
Gaetano Favaloro (Palermo) Tenente colonnello
Manlio Fazio (Caltanissetta) partigiano
Giusepe Ferrara (Linguaglossa – CT) partigiano deceduto a Buchenwald
Domenico Ferrara (Palermo) ufficiale di cavalleria
Antonio Florida (Palermo) Carabiniere
Pietro Galati (Cinisi – PA) partigiano
Luigi Gallerani (Belpasso – CT) Vice brigadiere CC
Mario Ghy (PA) partigiano
Giosuè Ghirlanda (Messina) Tenente fanteria
Emilio Guarnera (Palermo) Partigiano
Alfonso Cuffaro (Catania) partigiano
Santo Lo Corte (Cianciana – AG) partigiano
Michelangelo Placa (Polizzi Generosa – PA) Aiutante di battaglia
Emanuele Lena (Ragusa) Sottotenente artiglieri
Angelo Lionti (piazza Armerina – EN) Vice brigadiere carabiniere
Giacomo Lisacchi ( Gela – CL) Bersagliere
Pietro Lungarno (Monte S. Giuliano – TP) Vice brigadiere PS
Pietro Malerba ( Catania) Maggiore fanteria
Gaetano Mancuso (S. Cataldo – CL) Capitano complemento fanteria
Pietro Mancuso (Palermo) Aspirante guardia marina
Paolo Marano (Palermo) Sottotenente divisione Acqui
Alfonso Messina (Agrigento) Allievo Ufficiale
Gaetano Morelli (Alcara Li Fusi – ME) Maggiore medico
Giovanni Muriana (Modica – RG) Allievo accademia
Bartolomeo Padovano (Capitano a.cpl. 150° Batteria)
Benedetto Palazzolo (Palermo) Tenente colonnello
Vito Palazzolo (Regalbuto – EN) partigiano
Cirino Paone (Lentini – SR) Sottotenente
Filippo Papa (Castiglione – CT) partigiano
Sebastiano Parisi (Barcellona Pozzo di Gotto – ME) carabiniere
Antonio Patti (Mazzarino – CL) Allievo ufficiale
Salvatore Pepi (Grammichele – CT) Capitano medico
Vincenzo Perrone (Trapani) Soldato 56° fanteria
Concetto Piro ( Acireale – CT) Maggiore fanteria
Angelo Pistritto – (Francoforte – SR) partigiano
Giuseppe Pitio (Modica – RG) artigliere
Mariano Polizzi (Santa Cristina Gela – PA) carabiniere
Vincenzo Prestianni (Palermo) Sottotenente
Benedetto Privitera ( Cefalù – PA) capitano medico
Giuseppe Pugliesi (Randazzo – CT) Capitano
Antonio Radice (bronte – CT) Tenente fanteria complemento
Marc’Aurelio Raggio (Palermo) Capitano di fregata
Giovanni Rampolla (Patti – ME) Tenente fanteria
Salvatore Ribillotta (Mirabella Imbeccari – CT) Soldato di fanteria
Giuseppe Ricca (Acireale – CT) Carabiniere
Michele rinaudo (Trapani) Sottotenente
Basilio Vincenzo Rosano (Leonforte – EN) partigiano
Raffaele Rosso di San Secondo (Valguarbnera – EN) partigiano
Antonio Ruggeri (Catania) Capitano a. s.p.e. 60° raggruppamento
Giovanni Russo (Messina) Carabiniere
Vincenzo Saettone (Messina) Capitano s.p.e. Artiglieria Divisione Acqui
Ignazio Scarso (Rosonini – SR) Partgiano
Luigi Scimè (Racalmuto – AG) partigiano
Giuseppe Sciuto (Acireale – CT) ufficiale medico
Raffaele Selvaggi (Messina) Sottotenente Fanteria
Francesco Spadaio (Randazzo – CT) partigiano
Giuseppe Spampanato (San Michele da Ganzeria – CT) Caporal maggiore
Ernesto Speranza (Agira – EN) Aviere
Salvatore Spinello (Catanissetta) Sottotenente
Eligio Stabile (Alcamo – TP) Soldato Fanteria
Antonino Verro (Corleone – PA) Capitano artiglieria Divisione Acqui
Francesco Villari (Gela – CL) Sottotenente Scuola applicazione fanteria
Agostino Zerilli (Bidona – AG) Ufficiale di complemento dell’esercito
Roberto Zingale – Sottotenente Fanteria

CROCI DI GUERRA

Salvatore Glorioso (Cafalù – PA) partigiano
Vincenzo Grimaudo (Monreale – Pa) partigiano

 

 

 

DOCUMENTO CHE E’ STATO ALLA BASE DELLE RIFLESSIONI VERSO IL XV CONGRESSO ANPI PALERMO

Credo sia necessaria quanto salutare la più ampia e approfondita riflessione sulla straordinaria risposta del popolo italiano alla intelligente decisione dell’ANPI di aprire le porte dell’associazione a quanti, pur non avendo partecipato direttamente alla Lotta di Liberazione di essa avvertono non solo il prezioso inesauribile contributo ai valori fondanti della nostra Carta Costituzionale ma l’ampio, unitario, ricco messaggio che da quella lotta contro la barbarie nazifascista ancora oggi arriva alle nostre coscienze.

Certamente il balzo in avanti degli aderenti all’ANPI che inevitabilmente sarà oggetto di analisi al prossimo Congresso, è anche in gran parte dovuto alla sempre più diffusa percezione, da parte di tutti ma soprattutto da parte delle giovani generazioni, del grave pericolo di una deriva antidemocratica che ormai da troppo tempo mina e caratterizza la situazione italiana. Pericolo sul quale giustamente in più punti  è richiamata la nostra attenzione nel Documento Congressuale. Situazione alla quale purtroppo non sono estranei i molteplici tentativi che grosse campagne di revisionismo storico hanno, a vario titolo in questi ultimi trent’anni, fatto da sfondo e da sponda a diverse operazioni politiche e ideologiche che hanno tentato di demolire il patrimonio antifascista che costituisce la base morale e politica del nostro Paese.

Per questo non sottolineremo mai abbastanza l’importanza della difesa dell’autonomia dell’ANPI,  innanzi tutto da ogni partito, perché questa riflessione sia la più ampia e proficua possibile. Autonomia posta giustamente nel Documento congressuale come condizione fondamentale e decisiva per assicurare all’ANPI, come è stato scritto, la sua funzione di coscienza critica della democrazia e della società. Prima di tutto non dobbiamo meravigliarci della straordinaria massiccia risposta dei giovani; nel percorso di recupero identitario della memoria a cui ci chiama l’ANPI ci siamo imbattuti più volte in questo decisivo apporto delle giovani generazioni a partire dalla adesione alla lotta partigiana; al massiccio rifiuto, certamente in parte prepolitico, di aderire alla repubblichina di Salò da parte dei diciottenni e ventenni che pure cresciuti sotto il vuoto retorico del regime fascista dissero di no a costo della deportazione e spesso della morte; al decisivo e anche qui inatteso apporto dei giovani che l’otto luglio sessanta scesero in piazza a difesa della democrazia e della Costituzione abbattendo, a costo di tanti morti, il tentativo fascista del golpe tambroniano.

Sul percorso del recupero-rilettura della memoria, nel processo ricerca per liberarla dagli stereotipi costruiti dalle classi dominanti, ci è sembrato illuminante e foriero di più approfondite riflessioni, lo straordinario momento dell’abbraccio a Portella della Ginestra della lotta partigiana di tutta Italia con le lotte di liberazione del movimento contadino in difesa della dignità degli esseri umani. Significativo  lo riscoprire qui, a tanti anni di distanza, l’apporto in quella strage e nella lunga scia di sangue che la seguì dei più nefandi relitti repubblichini in combutta con la borghesia agraria e mafiosa. Illuminante per una riflessione, che deve essere anche nazionale, e per una rilettura della nostra storia la presenza di un criminale di guerra, questore fascista a Lubiana, che invece di essere processato a Norimberga per i nefandi crimini contro l’umanità di cui si era macchiato, lo ritroviamo ai massimi vertici della polizia scelbiana in Sicilia con l’incarico depistante dell’indagine, dopo quella dell’assassinio di Accursio Miraglia,  proprio della strage di Portella.

In questo quadro ci è sembrato un contributo importante per la rilettura della nostra storia la riflessione che l’ANPI ha avviato in questa fase congressuale, in occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia. Questa riflessione la abbiamo avviata con i  giovani a Caltavuturo, come ANPI,  Arci e Libera, nel 118° anniversario di quella  strage che segnò profondamente il Movimento dei fasci dei Lavoratori siciliani, il più grande movimento di lavoratori in Europa dopo la Comune di Parigi, come è stato da più parti allora definito.   E’ con una rinnovata coscienza antifascista, e soprattutto sentendoci sempre più europei cittadini del mondo,  che abbiamo unitariamente rilanciato un più diffuso recupero della memoria di quei fatti e assunto l’impegno per una nuova definitiva lotta di liberazione dalla mafia.

Riteniamo di dovere fare molto di più soprattutto verso i giovani per intercettare con un lavoro serio e scientifico di recupero della memoria, il loro bisogno di conoscenza e con essa di identità. Dobbiamo fare di più per una vigile e capillare  difesa dei valori della democrazia e dei diritti; per la difesa dei valori internazionali e fondamentali della libertà e della dignità umana.

Documento Anpi Palermo a cura Angelo Ficarra. Articolo di Ottavio Terranova pubblicato sul sito nazionale Anpi//