IL PIANTO DI UNA MADRE – GRAZIELLA ACCETTA DOMINO – PER L’ASSASSINIO DEL FIGLIO CLAUDIO

5 gennaio 2017 di palermo Nessun commento »

 

Una domenica di metà novembre scorso, nell’ambito di una manifestazione a Palermo in piazza Verdi dal titolo “La mafia non è mai stata onorevole” è venuta a trovarci e ha partecipato con noi Graziella Accetta Domino, la mamma di Claudio.

Claudio Domino un bambino di 11 anni di San Lorenzo, quartiere di Palermo, che il 7 settembre di 30 anni fa venne ucciso dalla mafia, probabilmente solo perchè aveva visto qualcosa che non “avrebbe dovuto vedere”, mentre giocava in strada.

Il 7 settembre i genitori di Claudio hanno voluto dedicare la commemorazione avvenuta nella via intitolata al bambino e nell’adiacente scuola che porta il suo nome, a tutti i 108 bambini vittime di mafia con una manifestazione dal titolo “Giù le mani dai bambini”.

Il racconto di Graziella è stata l’emozione più forte della manifestazione e oggi scrivo queste righe perchè ci dobbiamo ricordare ogni giorno delle vittime della mafia soprattutto di chi ha perso un figlio, perchè credo non ci sia dolore più grande.

Nel suo emozionante racconto ha anche aggiunto che il trentesimo anniversario di suo figlio è diventato un momento di ricordo per utti i figli, perchè loro sono invisibili e si parla pochissimo delle loro vite. Ci sono bambini molto piccoli, di appena 56 giorni e ci sono ragazzi di 17 anni. Tante storie di bambini che avrebbero avuto bisogno dei loro genitori e viceversa. Per questo Graziella e il marito hanno voluto fortemente questa manifestazione. Perchè non bisogna dimenticare.

E per non dimenticare ci ha lasciato anche questa poesia che ha scritto per Claudio.

Giovanna Pedroni

DEDICATA A MIO FIGLIO

 

Alito di vento

Nella nostra vita sei stato come un alito di vento, lieve,

fresco, come un prato verde, un fiore, il cielo azzurro

intenso

Mi beavo di questa tua dolce freschezza e della tua

bellezza

Poi allìimprovviso un uragano, un ciclone, una tempesta

forse un tornado, non so cosa è stato, con se ti ha portato

Tutto è diventato arido, mi guardo attorno solo altri due

piccoli fiori ed è tutto un deserto

Nel mio prato manca un fiore, dove è andato non so

il vento se lo è portato

Quanti anni la verità ho cercato

Quanti sogni nel mio cuore spezzato.

Ogni tanto passa un alito di vento, mi sfiora, mi accarezza e

so che mi sei accanto perchè è una carezza che conosco, che

non ho mai scordato, bella, lieve, fresca ma intensa

Piccolo mio, lo so non te ne sei mai andato

            Graziella Accetta

70° anniversario assassinio Accursio Miraglia

4 gennaio 2017 di palermo Nessun commento »

Nella ricorrenza del 70° anniversario dell’assassinio di Accursio Miraglia, segretrario della Camera del Lavoro di Sciaccca ( Agrigento), questa mattina  in piazza Lazzarini si è svolta la commemorazione, presente  il  segretario generale della CGIL, Susanna Camusso.
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Accursio Miraglia

 

Un metru e novanta era Miraglia:                          Un metro e novanta era Miraglia:

Bonu di cori, forti e ‘ntelligenti,                             buono di cuore, forte e intelligente,                       

un coraggiusu omu che si scaglia                          un uomo coraggioso che si scaglia

contro l’agiri di lu priputenti.                                contro gli atti dei prepotenti.

Facia giustizia contru li canaglia                           Faceva giustizia contro le canaglie

stu prutitturi di provira genti.                              Questo protettore della povera gente.                    

Sempre primu, di nuddu si scantava,                   Sempre primo, di nessuno si spaventava,

e pri chissu lu populu l’amava.                            E per questo il popolo lo amava.

 

 

Con queste parole il poeta popolare di Sciacca Ignazio Russo, nel testo dal titolo Miraglia e li braccianti, celebrò le gesta di Accursio Miraglia, sindacalista, segretario della Camera del Lavoro di Sciacca ( la prima Camera del lavoro costituita in Sicilia dopo la dittatura fascista), dirigente comunista,  ucciso nel suo paese il 4 gennaio 1947.

Un martire della violenza fascista-mafiosa. Non sono stati mai individuati mandanti ed esecutori del delitto. Non a caso a coordinare le indagini intervenne il capo della Polizia in Sicilia, l’Ispettore Generale di Pubblica Sicurezza Ettore Messana fascista della prima ora, Questore a Lubiana durante la occupazione della Jugoslavia dove si distinse per gravissimi atti che gli valsero l’accusa di criminale di guerra.

Un gigante, nell’aspetto fisico, e nella sua integerrima e tenace attività di impegno sindacale e sociale che lo mise alla testa del grande movimento di riscatto dei contadini di quella grande area territoriale dell’agrigentino. L’obiettivo era di modificare in maniera drastica le condizioni di oppressione secolare che avevano condannato i contadini alla miseria più devastante.

Fu promotore, il 5 novembre del 1944 presso la Camera del Lavoro di Sciacca,  della cooperativa agricola “ La Madre Terra”. L’obiettivo era di utilizzare gli innovativi  benefeci della legge “ Gullo-Segni” sulla riforma agraria appena varata  il 4 novembre 1944 dal II° governo Badoglio ( Fausto Gullo era il Ministro comunista dell’Agricoltura) , ancora in piena fase di guerra, che dava alle cooperative la possibilità di ottenere le terre dei feudi non coltivati –  la condizione che ancora caratterizzava la stragrande maggioranza della proprietà fondiaria siciliana –  ( La Cooperativa  Madre Terra nel corso dei decenni si è allargata e strutturalizzata, con gli attuali oltre mille soci che curano i frutteti e gli oliveti; la superfice olivetata è di oltre 2000 ettari).

 

L’applicazione della nuova legge, dirompente, dato che rompeva la struttura feudale, fu molto difficile. I latifondisti misero in atto tutte le azioni possibile, in stretta alleanza con la mafia che di fatto erano il braccio armato dei latifondisti del territorio che vivevano nelle città;  lasciando il controllo delle terre ai campieri e ai gabelloti pur di non dare le terre incolte e abbandonate da sempre ai braccianti.

Giovanni Miraglia, nella sua azione di guida dei contadini, sempre in prima fila,  si fece molti nemici. Tante le memorabili occupazioni e gli eventi di lotta.

Avendo già ricevuto molte minacce, negli ultimi mesi della sua vita era molto preoccupato. La voce di “essere nel mirino” circolava, tant’è che i suoi compagni, a turno, lo accompagnavano sempre nei suoi spostamenti.

Anche quella sera, del 4 gennaio 1947, era stato lasciato fin quasi sull’uscio della casa.

Poi, gli spari dell’assassinio. Accursio aveva 51 anni.

 

Accursio si era diplomato all’Istituto Tecnico  Commerciale di Agrigento. Aveva iniziato a lavorare in una banca a Catania, poi fu trasferito come capo ufficio a Milano. Si iscrisse al gruppo anarchico di Porta Ticinese. Licenziato rientrò a Sciacca, iniziando a svolgere attività commerciali; per tanti anni gestì un magazzino di pesci, attività che continuava a svolgere fino all’assassinio. Per passione fu pittore, poeta e amava suonare il violino. Fu sempre al fianco dei diseredati.

 

( domenico stimolo)

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IL 1° GENNAIO 1948 E’ NATA LA NOSTRA COSTITUZIONE SALVATA DAL POPOLO ITALIANO CON IL VOTO SUL REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE

1 gennaio 2017 di palermo Nessun commento »

LA COSTITUZIONE REPUBBLICANA VA APPLICATA

INCOMINCIAMO A FARE RISPETTARE I DIRITTI SANCITI DALLA COSTITUZIONE

Valsusa: illegittimi gli arresti No Tav. la Cassazione rimette in libertà Nicoletta

Valsusa: illegittimi gli arresti No Tav. la Cassazione rimette in libertà Nicoletta

Da un articolo di Ezio Locatelli pubblicato il 30 dic 2016

Adesso non ci sono più dubbi. Gli arresti domiciliari a carico di Nicoletta Dosio, arresti decisi dalla Procura di Torino, erano del tutto mancanti di fondamento giuridico, detto in altre parole erano una misura arbitraria, vessatoria, priva di qualsiasi ragion d’essere. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che in ragione di ciò ha provveduto anche ad annullare le varie ordinanze applicative delle varie misure restrittive poste a carico di Nicoletta e di Fulvio, altro attivista NoTav. La disobbedienza di Nicoletta portata vanti in questi mesi sottraendosi a misure restrittive illegittime  – la sua “evasione” dichiarata, esibita –  ha sortito un risultato importante: la demistificazione e l’annullamento di provvedimenti intimidatori rivolti contro la lotta portata avanti dal  movimento NoTav in Val Susa . La Procura di Torino si faccia un esame di coscienza sulla linea di condotta repressiva portata avanti in tutti questi anni nei confronti del  movimento Notav.  Da oggi Nicoletta è a tutti gli effetti libera.

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4 dicembre 2016 l’Italia vota NO Il popolo italiano ha salvato la Costituzione e la Democrazia

27 dicembre 2016 di palermo Nessun commento »

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Abbiamo voluto avviare una pagina di ricordi, di suggestioni, di emozioni della lunga campagna referendaria conclusasi con il voto del 4 dicembre 2016. Lo facciamo a partire dal messaggio di ringraziamento inviato sabato 3 dicembre a  Carlo Smuraglia:

3 dicembre 2016  Carissimo Presidente

Ti vogliamo inviare, questa sera alla vigilia del voto referendario, il nostro più cordiale ed affettuoso ringraziamento per la tua fondamentale guida nella  bellissima importante fondamentale battaglia per la democrazia, per la difesa della sovranità popolare, per la difesa della dignità umana. Lo vogliamo fare ora, in attesa  dell’esito anche se siamo fiduciosi, per dirti con affetto grazie a nome di tutte le compagne e i compagni delle ANPI siciliane con le quali abbiamo vissuto questo straordinario momento. Abbiamo imparato di più ad amare la nostra Costituzione, a ricostruirne la storia, ad approfondirne la conoscenza, ad impossessarci del suo grande valore sociale morale e civile. Ti siamo tanto grati per il coraggio che ci hai dato, per l’esempio di coerenza e di volontà che non dimenticheremo mai, per le tante nuove compagne e compagni che si sono iscritti all’ANPI.
Le compagne e i compagni dell’ANPI Palermo e della Sicilia ti abbracciano con grande affetto

ANPI – Dichiarazione del giorno dopo la vittoria

Ha vinto il popolo italiano che, così, ha salvato la Costituzione della Repubblica nata dalla Resistenza da manomissioni e stravolgimenti inutili e pericolosi.

E ciò ha fatto come espressione di quella sovranità  che i cosiddetti auproclamatisi riformatori volevano comprimere, impartendo una lezione di democrazia che, come partigiani della Costituzione, faremo in modo, assieme a tutte le forze del  progresso, possa generare una rinnovata  stagione di conquiste sociali e civili.

Il popolo italiano ha dimostrato fortemente che la Costituzione si può amare e che il suo vero cambiamento è costituito dalla sua completa attuazione.

L’ANPI continuerà a svolgere la propria funzione di coscienza critica del presente e di attiva custode  della memoria storica del Paese.

Abbiamo voluto raggruppare impressioni, commenti, messaggi per farne memoria, per non perdere uno spaccato di umanità che prepotente affiora da questi ricordi. Ringraziamo fin d’ora le compagne e i compagni che che ci inviano e che vorranno ancora inviarci  testimonianze di una battaglia che è stata vissuta in gran parte come una battaglia per la democrazia. Certo non è stato tutto semplice e lineare. Ci sono stati momenti di sconforto come per esempio quando ci siamo resi conto, (comunque senza mollare),  che non ce l’avremmo fatta a raccogliere le firme necessarie per essere tra i promotori del referendum, ma sopratutto quando incontrando amiche, compagni/e dei quali davamo per scontata la scelta per il no ci siamo trovati di fronte ad un fermo, convinto si. Questo ci ha messo in difficoltà; a volte ci ha ammutolito sopratutto di fronte a compagne/i di cui avevamo, e abbiamo, piena stima e rispetto. Ci veniva difficile renderci conto di quale era il percorso logico per arrivare a quella scelta, della quale avevamo comunque pieno rispetto. Il fatto comunque non ha mai scalfito la nostra profonda convinzione.

Di seguito alcune prime interessanti missive: “Carissima Giusi, come stai? Desideravo gioire con te, per il risultato del referendum ma sopratutto ringraziarTi. In questo momento in cui tutti esultano e si considerano vincitori, nessuno dice che un anno e mezzo fa,proprio la Tua Associazione, l’ANPI, aveva lanciato l’allarme su come Renzi e la sua pseudo-riforma stava tentando di privare i cittadini della loro Democrazia. GRAZIE. Grazie a Te e all’ANPI, mi avete convinto a votare NO prima ancora che iniziasse la campagna referendaria. Un abbraccio e a presto. (Era Milena Murania a scrivermi. Fa parte di Scorta Civica e ha fatto la tessera ANPI.

Mi ha scritto pure Lorenzo Baldo il giornlista di Antimafia 2000 ; “Cara Giusy, in questa giornata di liberazione ti abbraccio forte e ringrazio te e tutta l’Anpi per il grande lavoro che avete fatto! Ti giro il mio pezzo con un pensiero per Peppino Benincasa. Un abbraccio forte e a presto.”

Mi ha fermato una architetta, durante la vicenda referendaria, per dirmi ti dobbiamo ringraziare, te e l’ANPI per esserci, per l’importantissimo lavoro che fate. Analoghi messaggi negli incontri con i ragazzi delle scuole. Il ringraziarti per esserci, rivolto all’ANPI, è sempre  stato un messaggio meditato, convinto, espresso con profonda commossa convinzione.

70° anniversario assassinio NICOLO’ AZOTI

22 dicembre 2016 di palermo Nessun commento »

15390921_10202513579718210_1473130578543075079_n15541869_10202512025919366_833227201849059088_n7O° ANNIVERSARIO ASSASSINIO NICOLO’ AZOTI – INTERVENTO DELLA FIGLIA ANTONELLA – VILLA NICOLO’ AZOTI

PALERMO, 21 DICEMBRE 2016

E’ commovente, per me, essere qui a COMMEMORARE, a ricordare con tutti voi, mio padre a settant’anni da quella notte, quando, bambina di quattro anni e mezzo, sorretto dalla mamma, lo vidi trascinarsi a fatica e abbandonarsi sul letto. Il mio letto! Straziato più che dalle ferite sanguinanti, dalla consapevolezza che stava per andare via per sempre, lasciando soli la sua Mimi’ e i suoi bambini.            Quella fu l’ultima. Da allora, mai più.

Chi ci aveva strappato papà, ci rubava la nostra forza, le nostre certezze, la spensieratezza, il diritto alla vita. Senza di lui, non avevamo futuro, ma neanche presente.

Ci furono compagni patimenti, rinunce, sacrifici e l’ assenza di lui, che ne teneva vivo il ricordo. Un ricordo dolorosissimo, coltivato e custodito nel silenzio e nella solitudine tra le pareti domestiche; un lutto mai elaborato perchè vissuto in una dimensione solo privata, per una morte clamorosamente pubblica! Della quale lo Stato avrebbe dovuto farsi carico, scoprire la verità, punire i colpevoli, curare le ferite dei familiari! Ma le indagini, frettolosamente chiuse, pure in presenza di testimonianze rese nell’immediato dai compagni più fedeli, non diedero gli esiti dovuti. In alcuni casi, neanche in presenza degli stessi autori, rei confessi! (vedi caso Accursio Miraglia, Slvatore Carnevale e…. altri).

Andava così allora, ce lo conferma la Storia! Una magistratura che assolveva, giudicando INSUFFICIENTI le prove, INATTENDIBILI i testimoni, ESTORTE la confessioni. Menzogne!!! Era il prezzo convenuto, che barattava servigi in cambio di immunità e coperture totali, in una realtà nella quale la mafia uccideva, ma non esisteva.

Una Giustizia che, se ha sottratto alla giusta condanna i colpevoli, ha inflitto una pena durissima alle famiglie, che nessun Valore vedevano attribuito all’impegno e alla vita del proprio caro. Per l’omicidio di Calogero Cangelosi, Segretario della CdL di Camporeale, ucciso nell ‘aprile del 1948, il prezzo pagato al killer fu di quattro tumoli di grano, 64 chili in tutto!

Uno Stato inadempiente, incapace, inefficiente, perchè colluso. Un ministro dell’Interno, Mario SCELBA, siciliano, che negava la matrice politico/mafiosa di quei delitti definendoli ” fisiologici”, regolamenti di conti, ” vendette private”.

Alticcio e litigioso” era Andrea            Raja.            “intrallazzista del salato e            malvisto” era            Accursio Miraglia; “profittatore del suo ruolo per interessi personali” era Placido Rizzotto….e ”

non era limpido” Salvatore Carnevale. E poi….., poi c’era quel movente che andava bene per tutti i delitti, come il tubino nero delle donne, adatto a tutte le occasioni: IL DELITTO PASSIONALE!

Calunnie e maldicenze, finalizzate alla distruzione anche morale della vittima. Sospetti e illazioni radicati nel tempo e duri a morire! La verità? Una sola: bisognava BLOCCARE, con ogni mezzo, l’avanzata delle forze di sinistra che minacciavano il sistema del latifondo. E la strage dei sindacalisti, che culmina con l’eccidio di Portella della Ginestra, ne è la dimostrazione!

Ma il sindacato faceva il suo lavoro e i sindacalisti attendevano alla corretta applicazione di            una legge, i DECRETI GULLO, che il Governo nazionale aveva emanato. Strano che lo Sato non fosse al loro fianco a sostenerli!.

In tale realtà, cosa restava alle famiglie, sole e impotenti, se non isolarsi nel silenzio destinato a diventare oblìo? Non era omertà, non era mancanza di coraggio! Era il tentativo di proteggersi e proteggere la vittima. Purtroppo è stato anche l’alleato più prezioso della mafia! Enzo, Dino, nasce da qui la vostra difficoltà a conoscere il numero esatto dei sindacalisti uccisi. Forse è troppo tardi. Dobbiamo riflettere su questo!

E mio padre, nel buio, c’è rimasto per 46 anni! Anni durissimi! In cui soli, senza strumenti, senza equipaggiamento, senza appigli, abbiamo dovuto scalare le montagne, nell’affannosa ricerca di una normalità mai raggiungibile. Un fardello gravosissimo che ci poneva davanti a responsabilità sempre più grandi di noi, che soffocava ogni richiesta, e ci spingeva al dovere oltre ogni limite.

Papà teneva moltissimo alla scuola, ce lo ricordava la mamma, ripetendoci quel saggio che lui pronunziava spesso: “I libbra sunnu labbra”. Pinuccio ed io lo abbiamo fatto nostro, impegnandoci nello studio al massimo delle nostre possibilità. Perché noi non POTEVAMO, DOVEVAMO!

Era questa la nostra maniera di sostenere la mamma, solitamente pensierosa, preoccupata, irrigidita, poco incline al sorriso e alle espansioni d’affetto, che considerava “sdolcinatezze”, inopportune. L’ho vista ammorbidirsi quando Pino ha incominciato a lavorare. Aveva solo sedici anni, mio fratello e…. diventava capofamiglia!

Era orgogliosissima mamma dei suoi figli ma, si mortificava non poco, quando anche tra i parenti, qualcuno teneva a precisare che il merito non era suo. Erano state le nostre sofferenze a farsi Valori: volontà, senso del dovere, compostezza… Sarà. lo ammetto con amarezza, ma anche con orgoglio, perché tutti e tre, forti del nostro amore, ne abbiamo fatto la nostra arma vincente.)

Quanto diversa sarebbe stata la nostra vita se ci fossero stati vicini quelli che, a vario titolo, avrebbero dovuto!

E’ stato questo vissuto a spingere i miei passi, in direzione dell’Albero Falcone, a un mese dalla strage. Quella deflagrazione che aveva disintegrato cinque corpi e devastato l’mmagine della città, come acido corrosivo, agiva sulla mia concrezione stratificata di dolore, di rabbia, di impotenza, consentendole di sciogliersi e lentamente defluire. (Era) Il momento che da sempre attendevo, ma che mai avrei immaginato dover collocare in un’altra strage!

E’ lì che la mia Memoria taciuta diventa Memoria rivendicata, ed è lì che inizia la mia corsa verso il riscatto. Da allora sono state centinaia le occasioni d’incontro con le scuole, con le associazioni, con le amministrazioni comunali, con i volontari dei campi estivi di Libera, ……..e tante le iniziative per ricordare Nicolò Azoti: Targhe, tesi di laurea, vie, la villa che ci ospita, il busto bronzeo a Baucina, il presidio “Springer Azoti” di Libera-Biella, citazioni, saggi, articoli e anche la dedica un vino pregiato il vino GRILLO) della Casa “Centopassi” prodotto dalla coop.Placido Rizzotto. E….. il mio libro “AD ALTA VOCE”. Tanti i contributi e tanti i Memoriali che, se non possono fare Giustizia, di certo servono a fare Memoria, compresa l’odierna Commemorazione.

Non c’è mia madre e non c’e mio fratello, ma mi conforta la vostra vicinanza e mi scalda il vostro affetto. Volti amici con cui ho camminato in questi anni e che, col loro sostegno, hanno reso più proficuo ed efficace il mio percorso di MEMORIA. Per questo ringrazio tutti: l’Amministrazione comunale, la CGIL, Enzo…. la funzione pubblica. Lo SPI CGIL Provinciale, Regionale e Nazionale; le compagne del coordinamento donne, l’ANPI che ha realizzato la bella iniziativa dell’annullo postale, Libera….l’ARCI, Vito e il Centro Pio La torre; Dino…. gli amici, i conoscenti … i parenti e la mia famiglia.

GRAZIE DI CUORE A TUTTI15665861_10202512039079695_8267418837550408323_n15589770_10202512026199373_2076447334531812458_n15673032_10202512037999668_9093065925201579035_n

 

Un nuovo giallo di Pietro Moceo

10 dicembre 2016 di palermo Nessun commento »

Con immenso piacere pubblichiamo questa recensione che annuncia un nuovo giallo del nostro carissimo Pietro Moceo che sarà presentato venerdì 16 dicembre all’Auditorium Rai di Palermo

IL GIALLO DEL MEDICO PIERO MOCEO, GENOMA KILLER,

SARA’ PRESENTATO VENERDI 15 DICEMBRE NELL’AUDITORIUM RAI

 

Il romanzo “Genoma killer” del medico palermitano Pietro Moceo (pubblicato da Mohicani Edizioni nella seconda metà di dicembre) è un giallo ambientato nel mondo della scienza e della medicina, in un contesto di omicidi, misteri, clonazioni e sette. Il volume sarà presentato in anteprima assoluta venerdì 16 dicembre, nell’Auditorium della Rai di Palermo, in viale Strasburgo.

Al dibattito, introdotto dal direttore della sede siciliana della Rai, Salvatore Cusimano, interverranno: Santina Acuto, Dirigente biologo responsabile di terapie avanzate presso l’U.O. di Ematologia e Malattie rare degli Ospedali Unificati “Villa Sofia-Cervello”; Salvatore Amato, Presidente Ordine dei Medici di Palermo; Lino Buscemi, scrittore e Docente di Comunicazione Pubblica nell’Università di Palermo; Paolo Procaccianti, Direttore dell’Istituto e della Scuola di Specializzazione di Medicina Legale dell’Università di Palermo; Giovanni Ruffino, Professore Benemerito della Facoltà di Lettere dell’Università di Palermo.

LA TRAMA.

Con il rapimento di un ragazzo brasiliano sbarcato a Palermo con la famiglia, ha inizio questa storia, che si snoda tra il capoluogo siciliano dove poi si conclude, New York, e Cina, in un susseguirsi di omicidi di stampo mafioso e sette sataniche.

E’ un medical thriller in cui le ricerche genetiche sono il filo conduttore che da un colosso mondiale per le ricerche nel superamento dei confini della scienza biomolecolare, porta alla periferia di Palermo, in un sotterraneo di una clinica privata, un ospedale moderno a prevalente indirizzo chirurgico e una costruenda radiologia diagnostico-interventistica di eccellenza. E’ qui che lavora un giovane medico, Luca Tesco che, provenendo da un paese lontano da Palermo, alloggia nell’albergo materialmente attaccato alla parte ovest del vecchio edificio della clinica, costruito con l’intento di favorire i familiari degli ammalati. Un giorno, mentre il medico è seduto in portineria in attesa di andare a cena, si imbatte in un personaggio molto strano, di un’età tra i quaranta e i cinquanta anni, pieno di tic e dall’aria pazzoide. Se lo vede passare davanti all’improvviso proveniente dall’ala destra dell’albergo rispetto a dove lui è seduto, proprio dalla parte dove, oltre i servizi, non dovrebbe esserci altro. Questo suscita la sua curiosità che lo spinge ad indagare su questo personaggio; su quello che fa e su dove.

Ben presto scopre che si tratta di uno scienziato nativo americano, Apenimon Harris che, su richiesta di uno dei fondatori della Alma approfondisce la ricerca sulle IPS, cellule staminali pluripotenti. In realtà bazzica, con fare misterioso, in un sotterraneo della clinica privata dove dovrebbe sorgere la struttura di Medicina Nucleare.

Il medico lo spia a lungo fino a quando lo vede entrare nel sotterraneo aprendo una prima porta con la chiave e una seconda profferendo ad alta i suoi nome e cognome.

Luca Tesco, trovatosi invischiato in un complotto crudelmente geniale, giunge a una verità che mai avrebbe immaginato. Dopo vari originali sotterfugi riesce a introdursi nel sotterraneo e scopre, e per fortuna blocca, non solo un commercio di organi, ma anche attentati alla razza umana.

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IL POPOLO ITALIANO SALVA LA COSTITUZIONE E LA DEMOCRAZIA

6 dicembre 2016 di palermo Nessun commento »

3 dicembre 2016

Carissimo Presidente

Ti vogliamo inviare, questa sera alla vigilia del voto referendario, il nostro più cordiale ed affettuoso ringraziamento per la tua fondamentale guida nella  bellissima importante fondamentale battaglia per la democrazia, per la difesa della sovranità popolare, per la difesa della dignità umana. Lo vogliamo fare ora, in attesa  dell’esito anche se siamo fiduciosi, per dirti con affetto grazie a nome di tutte le compagne e i compagni delle ANPI siciliane con le quali abbiamo vissuto questo straordinario momento. Abbiamo imparato di più ad amare la nostra Costituzione, a ricostruirne la storia, ad approfondirne la conoscenza, ad impossessarci del suo grande valore sociale morale e civile. Ti siamo tanto grati per il coraggio che ci hai dato, per l’esempio di coerenza e di volontà che non dimenticheremo mai, per le tante nuove compagne e compagni che si sono iscritti all’ANPI.
 Le compagne e i compagni dell’ANPI Palermo e della Sicilia ti abbracciano con grande affetto.

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5 dicembre 2016

ANPI – Dichiarazione del giorno dopo la vittoria

Ha vinto il popolo italiano che, così, ha salvato la Costituzione della Repubblica nata dalla Resistenza da manomissioni e stravolgimenti inutili e pericolosi.

E ciò ha fatto come espressione di quella sovranità  che i cosiddetti auproclamatisi riformatori volevano comprimere, impartendo una lezione di democrazia che, come partigiani della Costituzione, faremo in modo, assieme a tutte le forze del  progresso, possa generare una rinnovata  stagione di conquiste sociali e civili.

Il popolo italiano ha dimostrato fortemente che la Costituzione si può amare e che il suo vero cambiamento è costituito dalla sua completa attuazione.

L’ANPI continuerà a svolgere la propria funzione di coscienza critica del presente e di attiva custode  della memoria storica del Paese.15317960_1165894160114102_5232515921894590182_n-1 numero-speciale-5-dicembre-201615326378_1165894170114101_1662128761132127171_n15337631_10154757584154346_6640566301574682517_n15318005_10209246150408163_8414560418630938386_n15107232_10211553595980662_7810707205621025951_n

2 DICEMBRE COMUNICATO DEGLI STUDENTI DI PALERMO

2 dicembre 2016 di palermo Nessun commento »
Oggi, 2 dicembre, Matteo Renzi è venuto a Palermo per la terza volta in quasi due mesi per fare l’ennesimo comizio elettorale a favore del “Sì” per il referendum e, per la terza volta, c’è stata una contestazione, o quantomeno, c’è stato un tentativo di contestazione. Perché solo un tentativo? Solo un tentativo perché, a circa 200 metri dal teatro Politeama (dove il premier teneva il comizio), i manifestanti sono stati bloccati da un cordone di carabinieri in assetto antisommossa che con l’uso della forza hanno impedito l’accesso alla piazza. Gli studenti erano intenzionati ad andare a contestare il presidente del consiglio all’esterno del teatro e hanno cercato di oltrepassare il blocco dei carabinieri i quali hanno risposto caricando il corteo composto interamente da ragazzi disarmati e a volto scoperto, con manganellate e calci. Durante la carica i carabinieri hanno arrestato un nostro compagno di scuola e militante del Collettivo Cannizzaro con metodi discutibili (dato che riporta varie escoriazioni e contusioni). Tutto questo è avvenuto perché le forze dell’Arma (e chi le comanda) vogliono tenere lontano dalle televisioni e dalla vista del premier il dissenso popolare verso questa riforma e verso questo governo poiché, ora più che mai, si intende lottare per cambiare le cose in meglio e non in peggio.
Inviato da Samsung Mobile

Diretta steaming per il NO

25 novembre 2016 di palermo Nessun commento »

Lia Blanda

Stamattina si è svolta la Staffetta ANPI in diretta telefonica streaming ed è partita da Palermo insieme agli amici e compagni dell’ANPI con Armando Sorrentino, Angelo Ficarra, Salvo Li Castri , Giusy Vacca , 15181621_1157377934299058_2641395428447782510_nGiorgio Mannino e il giornalista del Fatto Quotidiano Giuseppe Lo Bianco! A seguire l’intervista al nostro carissimo Nicola Cipolla che ha reso attraverso un breve messaggio-video le sue ragioni del NO! Se Camilleri andrà a votare NO anche a occhi chiusi ,il nostro caro Nicola Cipolla anche senza un braccio !

Con la carisima Katia Boschieri Presidente dell’ANPI di Montebelluna, ci impegnamo nella campagna contro la violenza sulle donne.15107232_10211553595980662_7810707205621025951_n

CERDA COMITATO DEL NO

23 novembre 2016 di palermo Nessun commento »

STUPENDA APPASSIONATA SERATA RESISTENTE PER IL NO A CERDA FRA IMPORTANTI RECUPERI DI MEMORIA DELLA LOTTA PER LA LIBERTA’ RICORDANDO CON LA FIGLIA NINETTA E LE ALTRE SORELLE IL PARTIGIANO VITTORIO GERACI COMANDANTE ‘PALERMO’.15171013_10209195332055221_8911865845610712864_n15095044_10209195334895292_4183313487060003333_n15203242_10209195333015245_8160868885562811408_n15095466_10209195341455456_6914166651669079844_n 15109467_10209195335615310_8316924270812615782_n