Giuseppe Pietramale “CI AVETE CONDANNATI INNOCENTI”

23 luglio 2016 di palermo Nessun commento »

Locandina_5-agosto_Bisacquino_DEF_Web-2-658x1024VENERDI’ 5 AGOSTO ORE 18,30 MUSEO CIVICO BISACQUINO L’ANPI PALERMO CON IL CIRCOLO NOI DONNE PRESENTA IL LIBRO DI GIUSEPPE PIETRAMALE EDITO, NELLA COLLANA DELL’ANPI SICILIA, DALLA CASA EDITRICE “ISTITUTO POLIGRAFICO EUROPEO”.

PREZIOSO QUESTO RECUPERO DELLA MEMORIA DOVUTO A GIUSEPPE PIETRAMALE JUNIOR  CHE CI DA’ LA TESTIMONIANZA INEDITA, CON LE MEMORIE DEL NONNO, DI UNO SPACCATO DELLE OPINIONI DEI PROTAGONISTI DELLE LOTTE DELL’EPOCA, NELLA SICILIA IN CUI IL TEMPO ERA SCANDITO CON CIECA VIOLENZA, FIN DALLA NOTTE DEL FASCISMO, DA UNA SERIE LUNGHISSIMA DI ELIMINAZIONI DEGLI AVVERSARI POLITICI FINO A PORTELLA DELLA GINESTRA, TRISTE EMBLEMA  DELLE DIVERSE STRAGI CHE HANNO INSANGUINATO LA STORIA ITALIANA.

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La lezione che ci viene dai fatti della Turchia

19 luglio 2016 di palermo Nessun commento »

da Giuseppe Carlo Marino Presidente emerito ANPI Palermo

LA LEZIONE CHE CI VIENE DAI FATTI DELLA TURCHIA

LEZIONE DEL FALLITO GOLPE TURCO
I recenti accadimenti turchi evidenziano che attualmente vige in Turchia un regime totalitario di massa, capace, appunto, di mobilitare a suo sostegno larghe masse popolari manipolate e fanatizzate. Per rimuovere regimi siffatti – che contano sul radicamento “popolare” (come fu per il fascismo, per il nazismo, per il peronismo e per altre analoghe esperienze storiche del Novecento) – non è sufficiente, e addirittura risulta controproducente, il ricorso a strumenti di mera forza militare la cui sorte inevitabile, ben più che il fallimento stesso, è quella di essere condannati come “impopolari” e “antidemocratici”. Tutto questo dovrebbe far iflettere in ogni luogo, al di là della Turchia, e certamente anche in Italia, quegli ingenui che fanno coincidere l’affermazione della “democrazia” con la conquista del potere da parte di movimenti e relativi leader (penso in particolare ai Grillo e ai Salvini, senza escludere il renzismo) sostenuti da evidenti “maggioranze popolari”. Sulla strada dei populismi si corre velocemente verso le dittarure, quali che ne siano le specifiche connotazioni.

da  fb  GIUSEPPE CARLO MARINO

Angelo Ficarra Benissimo. Condivido. Facciamo chiarezza: quello che viviamo è un punto nodale dello attuale scenario italo-europeo-usa. Siamo forse di fronte alla conclusione fallimentare del processo della globalizzazione capitalista, ne sono tra l’altro sintomi gravi la violenza razzista in cui stanno precipitando, non da ora, gli stati uniti d’america, l’uscita-quasi fuga precipitosa- dall’Europa della Gran Bretagna. L’analisi seria a cui ci richiama Giuseppe Carlo Marino dei fascismi europei, che hanno fatto precipitare nel secolo scorso al punto più volgare e umiliante la storia dell’essere umano su questa Terra, banalizzando la violenza eretta a sistema e a ideologia di massa, ci porta ad essere molto più attenti e più cauti, BISOGNA FARE DI PIU’ PER FERMARE QUESTO SCIVOLAMENTO LENTO VERSO NUOVE FORME DI FASCISMO DAL VOLTO “DEM”: Signori ministri e plenipotenziari non basta chiedere alla Turchia di non scegliere la pena di morte; sappiamo bene che questo avamposto delle democrazie capitaliste occidentali conserva nella sua base nato ben 50 bombe nucleari, siamo di fronte a una pericolosa situazione ricattatoria. Non  possiamo fermarci a un Si o un No alla pena di morte nella Costituzione Turca e a chiudere gli occhi sulle migliaia di giudici e le migliaia e migliaia di cittadini già arrestati o uccisi. Apriamo gli occhi. Pensiamo a quello che sta succedento in Italia. Erdogan non fa misteri della sua aspirazione a cambiare la Costituzione per una Repubblica Presidenziale con pieni poteri. Guerra terrorismo pieni poteri. Stiamo attenti a quello che stanno combinando i nostri enfants gàtés a casa nostra. NO LA DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE NON SI DEVE TOCCARE.

Augusta: il peschereccio della morte. Come è finita dopo dieci giorni dal recupero del relitto?

12 luglio 2016 di palermo Nessun commento »

migranti2-850x478Ringraziamo il compagno Domenico Stimolo per questo intervento che trasuda intelligente, umana attenzione e civile passione

Augusta: il peschereccio della morte.  Come è finita dopo dieci giorni dal recupero del relitto?

Sono passati dieci giorni dalla collocazione, in una apposita area attrezzata con una grande tensostruttura refrigerata nella rada di Augusta – “ Pontile Marina Militare” di Melilli -, del relitto del grande peschereccio, sollevato di fatto dal fondo marino dopo una sofisticata operazione durata parecchi giorni. Giaceva  a 370 metri di profondità con il suo grande carico di morte  dal 18 aprile dello scorso anno, al largo della costa della Libia. I venti profughi salvatosi riferirono di circa 700 persone inabissatosi nel fondale marino, rimaste intrappolate nell’imbarcazione a seguito della collisione con una nave mercantile. Il naufragio più grande  consumatosi nel Mediterraneo negli ultimi settant’anni.

Un’azione di grande valenza civile. Una dinamica di intervento, molto ardua e complessa, senza precedenti per dimensioni, finalizzata al recupero e al riconoscimento delle vittime, quindi alla sepoltura. Per dare ai morti  identità e dignità umana.

Dopo due/tre giorni le informazioni di merito sul recupero dei cadaveri sono scomparse dai notiziari televisivi e giornalistici nazionali. Nei giorni successivi ulteriori brevi note sono state riportate dagli organi informativi siciliani. Ora prevale essenzialmente il silenzio.

Certo, in quest’ultima settimana molti altri cadaveri freschi, frutto di morte violenta, sono “emersi” in molti altri luoghi del mondo, rimbalzando in prima pagina.

Non tutti in verità! I morti, in funzione delle aree territoriali interessaste, vengono divisi sempre in variegate “classi” di appartenenza.  C’è chi merita la nota informativa. Altri, invece, dispersi nelle tante  “polveriere” del mondo, No! La nostra informazione è strutturalmente monocentrica….lo sguardo è rivolto in maniera assolutamente preponderante verso la parte “occidentale” e sui  presunti alleati di cordata. Nella gran parte gli abitanti  di Gaia Terra, sono considerati paria, tranne cataclismi eccezionali non  vengono mai nelle note informative.

E poi, come consolidato in un ripetitivo “mantra” molto alla moda che distilla ampio veleno, erano “stranieri”; bambini, donne e uomini senza volto, identità ed affetti nostrani…..nessuno dei loro cari li aspettava al porto di approdo. Come avvenuto in totale diversità riguardo altre recenti sventure marinare,  rimaste in  evidenza per molti giorni –

Ad oggi sono stati recuperati oltre duecento cadaveri,  ormai scheletrificati, molti  i bambini. Trasportati nelle celle frigorifere per essere esaminati dai medici legali. Scene tremende ed inimmaginabili hanno “accolto” gli operatori che scandagliano i locali del peschereccio. I resti dei corpi accatastati ed avvinghiati nell’esalazione dell’ultimo respiro.

Gli interventi operativi hanno come specifico riferimento la struttura denominata Campo Base, Modulo di Supporto Logistico ( MSL), e sono condotti dal Labanof Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense,  del Dipartimento di Morfologia Umana e Scienze Biomediche Medicina legale dell’Università di Milano – e dai Vigili del Fuoco, principalmente siciliani, supportati dal comando di Teramo dotato di un attrezzatissimo Carro Area. Il Campo Base è stato realizzato e gestito dai Vigili del Fuoco. L’azione di intervento viene effettuata seguendo  le linee guida del Piano di Lavoro Operativo ( messo a punto già dall’inizio del mese di aprile),  che definisce l’organizzazione di lavoro,  i livelli di sicurezza tecnici, fisici e psicologici.

Le squadre di primo intervento sono coadiuvate da  specifici operatori addetti alla rimozione dei materiali schiantatosi durante il naufragio, al taglio delle lamiere, per permettere l’accesso ai vari locali della nave. Ogni unità addetta al recupero dei cadaveri, costituita da due vigili del fuoco,  viene affiancata da un altro consistente gruppo ( tra cinque e sette) con funzione di “sentinella” e con abilitazione Speleo Alpino Fluviale. Particolare attenzione viene rivolta alle attività di “ vestizione, sanitizzazione e svestizione” al fine di annullare gli eventuali rischi di contaminazione biologica. Inoltre, ogni coppia di Vigili del Fuoco operatori dopo un intervento di trenta minuti dispone di una fase di riposo e recupero  con un tempo, senza rigidità protocollari.

Tutte le operazioni sono coadiuvate in tempo reale dal Centro di Documentazione Video, con la messa in opera di telecamere telescopiche intromesse nelle stive,  per tutelare gli operatori e tenere sotto controllo il contesto dell’azione. Infine si affiancano in maniera determinante le strutture dei Vigili con funzioni direttive e di controllo del Piano operativo.

Uno sforzo di intervento, un clima di solidarietà ed umanità, eccezionale, da parte del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, con la partecipazione attiva di quasi cento operatori.

Essenziale il ruolo del Labanof , coordinato dalla dottoressa Cristina Cattaneo, rivolto ad acquisire nelle ispezioni cadaveriche effettuate dai sanitari – medici legali e antropologi forensi  di diverse università ( in particolare di Catania e Palermo) – tutte le informazioni utili per costruire una “banca dati” che possa permettere di dare identità ai corpi recuperati, con il supporto fondamentale di componenti del ceppo parentale. Per ogni individuo viene creato un dossier personale costituito da elementi qualificanti : campione di dna, fotografie degli indumenti e di tatuaggi, oggetti presenti nel corpo, protesi, verifica delle arcate dentali.  La documentazione  elaborata è messa a disposizione delle strutture associative umanitarie ( ong….) e degli organismi pubblici preposti, compreso le strutture della Croce rossa Italiana, Internazionale e la Mezzaluna rossa, confidando che  la diffusione delle notizie sulla soggettività dei corpi possa trovare riscontro con le famiglie, determinanti per il riconoscimento.

Queste attività scientifiche “ introspettive”, applicate per la prima volta nel riconoscimento dei 366 annegati del naufragio accaduto il 3 ottobre 2013 vicino a Lampedusa,  permisero il riconoscimento di venti annegati. Gli altri, a centinaia, sono stati sepolti in cimiteri siciliani ( la gran parte ad Agrigento). Ogni singola “posizione” è contraddistinta  solo da un numero.

Nel cimitero di Catania  il quattro marzo di quest’anno, in una apposita piazzola allestita in un’area centrale, sono stati tumulati i resti dei 17 profughi/migranti annegati davanti al porto  il 14 maggio del 2015. Non ci sono nomi!

Un dato è ormai certo. Nel corso dei  quindici mesi dal tragico naufragio del 18 aprile 2015 molti cadaveri giacenti nella stiva del peschereccio sono stati definitivamente “risucchiati” dalla acque del Mar Mediterraneo. Dispersi e “ frantumati ” per sempre nelle componenti biologiche marine. All’inizio del recupero dei corpi si stimava una presenza tra le 250-300 unità.

Il mare chiamato baldanzosamente “nostrum” è colmo di cadaveri. Dal 2010 ad oggi, da parte delle organizzazioni internazionali sono stati quantificati quasi 13.000 morti. Un enorme “peso umano” di grandissimo dolore: bambini, donne e uomini,  affogati per sfuggire alle guerre e per cercare di raggiungere una vita migliore, senza fame, carestie, dissesti ambientali…….e libertà.

Una vera  e propria moria di “pesci” umani.

 

domenico stimolo

La foto si riferisce al recupero di un altro triste naufragio

SEMPRE PIU’ GRANDE PARTECIPAZIONE NEL RICORDO DELL’OTTO LUGLIO 1960

10 luglio 2016 di palermo Nessun commento »

13592633_1725549981049006_5395900401567482200_n Grande partecipazione alla commemorazione della “battaglia di Palermo” dell’otto luglio 1960. Presente oltre l’ANPI e la Fillea, CGIL, FIOM, la rete degli studenti universitari e medi, l’ARCI, Democrazia Costituzionale, PRC, Movimento ex carcere, moviamocinsieme. Fiori rossi sui luoghi dove vennero uccisi i compagni e alla lapide in via Maqueda che li ricorda posta dalle antifasciste e dagli antifascisti di Palermo l’otto luglio 2010. Letizia Colajanni con Antonella Azoti e Giusy Vacca hanno deposto fiori dove fu ucciso Andrea Gangitano 18 anni in via Spinuzza. Lo commemora Francesco Piastra segretario della Fillea Cgil. Da quì piazza Massimo parte il corteo per via Maqueda. Angolo via Bari altra sosta. Angelo Ficarra ricorda Francesco Vella segretario della Fillea ucciso mentre incitava i suoi edili a mettersi al sicuro, “riparatevi non fatevi ammazzare”. Poi siamo alla lapide via Maqueda angolo via Celso che ricorda, con Rosa La Barbera uccisa mentre chiudeva le persiane di casa sua in via Rosolino Pilo, i 4 caduti di Palermo. Quì è stato ucciso Giuseppe Malleo 16 anni. Alla presenza di Sonia Sanfilippo nipote di Francesco Vella,  prima Ottavio Terranova Presidente dell’Anpi Palermo e coordinatore dell’Anpi Sicilia e poi Enzo Campo segretario della Camera del Lavoro, ricordano il valore della battaglia dell’otto luglio per la difesa della democrazia. Infine la celebrazione nella sala delle Lapidi al Palazzo delle Aquile. Quì gli interventi, dopo l’apertura di Enzo Campo, di Angelo Ficarra che ricorda i passaggi cruciali dell’otto luglio a Palermo, Licata Reggio Emilia e Catania, mettendo in rilievo la cieca violenza riservata ai 330 fermati nella Prefettura allora a Palazzo Comitini, la relazione di Francesco Piastra che lega quelle lotte a quelle della fillea di oggi, di Marcello Costa giurista e di Emilio Arcuri vice sindaco che interviene nello specifico di una lotta della Fillea per la difesa e l’aumento della occupazione nel settore. Bellissimo, appassionato intervento di Fausto D’Alessandro allora presidente dell’Unione degli studenti universitari che vede morire Andrea Gangitano accanto a lui. Profonda riflessione sul valore laicamente  “religioso” della memoria legato in senso alto  alla politica come bisogno-testimonanza di fratellanza, solidarietà centralità della difesa della dignità umana. Interessante, appassionato e intelligente  intervento di un giovane rappresentante  della rete degli studenti universitari, Marco Campagna,  che si richiama alle lotte di oggi per il diritto allo studio e per la democrazia. Infine la conclusione di Alessandro Genovesi segretario nazionale della Fillea che alla fine non si sente di condividere l’augurio espreso dall’Anpi di essere assieme a difendere la democrazia costituzionale aspettando la decisione che annunzia sarà presa solo in settembre.13627234_10210286408220829_5878239959194043861_n 13606604_10210286407700816_5901024225484637818_n 13567234_10210286406900796_7881899813074712784_n 13619852_10210286405820769_6929624682651522989_n 13620883_10210286404820744_4445693644274921678_n 13600091_10210286404540737_7941907266478273231_n 13606647_10210286403380708_8105341308191304370_n 13590287_10210286400780643_3000068817109845837_n 13606827_10210286398380583_8788795002087164900_n

MOMENTI IMPEGNATI FELICEMENTE NELLA CAMPAGNA REFERENDARIA

10 luglio 2016 di palermo Nessun commento »

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4 luglio Teatro Mediterraneo Occupato: ASSEMBLEA REFERENDUM immagini

10 luglio 2016 di palermo Nessun commento »

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LA BATTAGLIA PER LA DEMOCRAZIA CONTINUA

5 luglio 2016 di palermo Nessun commento »

13131372_10206159827095148_1070160418482450145_oCOMPAGNI SIETE STATI MERAVIGLIOSI, UN GRAZIE DAL PROFONDO DEL CUORE A TUTTI, A PARTIRE DA SALVO, ANTONELLA, ALESSANDRO, GIUSY, MICHELE, GIUSEPPE, ARMANDO,CATERINA,CALOGERO, ETC, ETC, A TUTTI I COMPAGNI CHE ANCHE DA CASA SI SONO PRODIGATI A CHIAMARE AMICI E PARENTI, AI GIOVANI, AGLI STUDENTI A QUANTI SONO ANCORA IMPEGNATI A RACCOGLIERE FIRME PER IL REFERENDUM COSTITUZIONALE. GRAZIE PER ESSERCI, GRAZIE PER AVERE SOPPORTATO ANCHE INCOMPRENSIONI E MARGINALIZZAZIONI SUPPOSTE. MA DOBBIAMO SAPERE CHE ABBIAMO MANCATO PER POCO L’OBIETTIVO, CHE ABBIAMO PARLATO CON MIGLIAIA E MIGLIAIA DI PERSONE, ABBIAMO FATTO INFORMAZIONE SUPPLENDO QUELLA UFFICIALE CHE E’ STATA SOLO DI REGIME, ABBIAMO AVVIATO UNA BATTAGLIA PER LA DEMOCRAZIA E NON CI FERMEREMO. CI HANNO DIPINTI COME PRIGIONIERI DEL PASSATO QUANDO TENTIAMO, CON MODESTIA MA CON FORZA, DI FARE UN GROSSO BALZO IN AVANTI CULTURALE ED IDEALE CHE SAPPIA DARE CONCRETEZZA ALLA SPERANZA DI FUTURO DELLE GIOVANI GENERAZIONI. CORAGGIO LA BATTAGLIA PER LA DEMOCRAZIA CONTINUA.

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RIFORMA COSTITUZIONALE: assemblea cittadina

4 luglio 2016 di palermo Nessun commento »

referendum al TMO[2]

LEGA NAVALE PALERMO CENTRO

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INVITO a che serve guardare le nuvole