25 APRILE ANPI PALERMO

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 PROGRAMMA25 aprile prog.

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25 Aprile anche in Portogallo

1139702486aPortogallo 25 aprile 1974 la rivoluzione “dei garofani” rovescia la dittatura fascista di Salazar

RESISTENZA SEMPRE

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Lettera Memoria e Libertà

LETTERA Memoria e Libertà 25 aprile 2018

 

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25 Aprile 2018 Comandante Petralia

 

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ANCHE QUEST’ANNO, L’ANPI MAZARA CELEBRA IL 25 APRILE. APPUNTAMENTO IN VIA PETRALIA 

Mercoledì 25 aprile 2018 la sezione “Comandante Petralia” di Mazara del Vallo dell’A.N.P.I. – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia celebrerà il 73° anniversario della Liberazione. La cerimonia di commemorazione si terrà a Mazara del Vallo in via Comandante Petralia, la strada dedicata proprio al comandante partigiano di cui la sezione ANPI mazarese porta il nome. Un tributo alla figura del mazarese Vincenzo Modica, conosciuto appunto come “Comandante Petralia”, valoroso combattente che al fianco di Pompeo Colajanni, il glorioso comandante Barbato, ha contribuito in prima persona alla liberazione del Piemonte divenendo fra i maggiori protagonisti della Resistenza partigiana.

Insieme a Petralia saranno ricordati e onorati tutti i mazaresi che hanno preso parte alla Resistenza e si sono battuti (diversi di loro rimettendoci la vita) per liberare il nostro Paese dal nazifascismo. Nostri gloriosi concittadini la cui memoria, per troppo tempo andata persa, bisogna recuperare non solo per dare loro il giusto riconoscimento ma anche per trasmettere alle nuove generazioni gli ideali e i valori alla base della lotta partigiana in modo che non possano mai più ripetersi gli orrori e gli errori del passato.

Sarà l’occasione per invitare l’Amministrazione Comunale mazarese a mettere subito in campo interventi straordinari di manutenzione e pulizia affinché si possa dare finalmente decoro alla Via Comandante Petralia, una anonima via di periferia per una buona parte senza asfalto e sommersa dall’immondizia, quasi un oltraggio alla dignità, al prestigio e all’onore di questo nostro illustre concittadino che è stato un personaggio di spicco nella Resistenza piemontese e italiana e che sicuramente in città meriterebbe una via più centrale e degna di maggiore attenzione; inoltre sarà l’occasione per invitare la stessa Amministrazione a realizzare un monumento dedicato a tutti i partigiani mazaresi che, incredibilmente, ancora manca nella nostra città.

La cerimonia inizierà alle ore 11.00 con il raduno di partecipanti, autorità civili, militari e religiose; proseguirà con la deposizione di una corona d’alloro sotto la targa toponomastica intitolata al Comandante Petralia, il saluto delle autorità presenti e il discorso celebrativo del 73° anniversario della Liberazione a cura del Presidente della sezione ANPI di Mazara del Vallo On. Giuseppe Pernice; infine si terrà la lettura dei nomi dei partigiani mazaresi.

Durante la celebrazione sarà possibile sottoscrivere l’appello nazionale “Mai più fascismi” attraverso un banchetto per la raccolta firme che sarà allestito appositamente all’interno dell’area.

Grazie alla nascita della sezione ANPI “Comandante Petralia” l’anno scorso a Mazara del Vallo, dopo tanti anni, si è tornati a celebrare il 25 aprile. Quest’anno si è voluta ripetere fortemente l’iniziativa e si ha intenzione di continuare a farlo per ognuno degli anni che verranno cosicché questa data non perda mai il suo reale significato e venga sentita sempre di più in città divenendo patrimonio di tutta la collettività mazarese.

L’idea è pure quella di ripercorrere simbolicamente, in occasione di questa ricorrenza, le vite e le storie dei partigiani mazaresi, cominciando quest’anno dalla Via Petralia e facendo tappa negli anni successivi nelle vie dedicate agli altri partigiani mazaresi fino a quando in città non ci sarà un monumento ad essi dedicato.

La sezione ANPI “Comandante Petralia” di Mazara del Vallo, invita la cittadinanza tutta a partecipare nel ricordo di quanti rischiando e spesso sacrificando la propria vita hanno lottato per donarci la libertà e i diritti di cui oggi tutti noi godiamo.

Tommaso Ardagna

Ufficio stampa ANPI sez. “Comandante Petralia” di Mazara del Vallo

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MANIFESTIAMO CONTRO la GUERRA a PALERMO

SABATO 21 Aprile  ore 17,30

PER LA PACE

concentramento  Piazza Massimo

CONTRO la GUERRA GLOBALE, CONTRO l’attacco occidentale alla SIRIA. CONTRO le aggressioni dei governi a danno dei Popoli..

La sfacciata aggressione Usa, Francese ed Inglese, con il lancio di oltre 100 missili contro la Siria , con il pretesto di impedire l’uso di armi chimiche il cui utilizzo doveva essere ancora dimostrato dall’indagine ispettiva indipendente che era stata autorizzata, ed il cui inizio non è stato atteso, e’ avvenuta in piena violazione e sfregio del diritto internazionale.

L’Onu, la Corte Penale internazionale, l’Unione Europea sono ormai istituzioni che escono totalmente a pezzi da questa realtà, sbattuta in faccia al mondo intero.
Anche ISRAELE – che, in queste settimane, a GAZA si sta macchiando di crimini contro l’umanità, del sangue di tanti palestinesi, manifestanti inermi della Grande marcia per il ritorno, colpiti, spietatamente, da cecchini assassini, che hanno avuto l’ordine di sparare per uccidere dal governo del boia NETANYAU, con il bilancio di oltre 30 morti e di oltre 3000 feriti, diversi dei quali colpiti, scientificamente, per renderli invalidi o costringerli a mutilazioni, – ha profittato dell’occasione per colpire in Siria, una base di miliziani iraniani.
Non possiamo accettare, specie dopo l’eccidio in atto a GAZA ed il coinvolgimento diretto nelle azioni militari in Siria, che il Giro d’Italia ciclistico, parta, proprio da Israele, e che, in una delle sue tappe, passi per Gerusalemme, che il governo israeliano considera la capitale del suo stato, e poi arrivi in Italia, ed in Sicilia, come prima tappa del suo percorso nazionale.
Non lo consentiremo. e promuoviamo, sin da ora, una MANIFESTAZIONE per l’8 Maggio a Catania ..per fermare il Giro d’Italia, macchiato di sangue.
Ormai vige la legge del più forte e sotto gli occhi del mondo si commettono abusi, prepotenze, aggressioni a danno di paesi o popolo più deboli, e tutto questo, oltre che a difendere i propri interessi economici e geostrategici nelle varie aree, serve a mandare un messaggio simbolico che suggerisce di arrendersi a questa realtà ed abbassare la testa ..
Ma le resistenze in atto, in varie parti del mondo, mostrano che questo disegno Viene duramente contrastato e combattuto e che cresce la volontà di non subire e non piegarsi alle logiche imperialiste..
Noi NON vogliamo essere servi di nessuno, NON siamo amici degli STATI UNITI.
Noi NON siamo atlantisti e non vogliamo restare all’interno della NATO,
come, invece, sostengono, in questo, veramente omogenei e trasversali, quasi tutti i soggetti politici presenti in Parlamento.
Ma, sopratutto non accettiamo che la Sicilia, sia adoperata come una grande portaerei ed una base militare nel Mediterraneo al servizio degli Stati Uniti.
Birgi, Niscemi, Sigonella, Augusta, Pantelleria, Lampedusa, tutta la nostra isola e’ coinvolta nelle avventure di guerra, per tutelare interessi e per scontri di potere globale, che non ci riguardano, rischiando di restare pesantemente coinvolti e di subirne le gravi conseguenze ..

MANIFESTIAMO CONTRO la GUERRA a PALERMO e SIGONELLA. CONTRO la MILITARIZZAZIONE della SICILA,
CONTRO l’arrivo in SICILIA del GIRO D’ITALIA, macchiato di sangue palestinese.

SABATO 21 Aprile, concentramento ore 17,30 Piazza Massimo

A.N.P .I.

ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA COMITATO NAZIONALE

Ordine del giorno del Comitato Nazionale ANPI sulla grave situazione internazionale

Il Comitato nazionale dell’ANPI esprime profonda preoccupazione per la situazione internazionale, che diviene sempre più complessa e pericolosa e sembra allontanare, ogni giorno di più, quello che è il nostro obiettivo primario: la pace.

Nella zona della Siria si stanno compiendo ripetute stragi di civili e di bambini. Il minacciato intervento militare degli Stati Uniti, sostenuto da Francia e Gran Bretagna, può avviare una escalation dall’esito imprevedibile, che potrebbe condurre a un conflitto globale. La UE deve avere finalmente una propria e autonoma e pacifica politica. Iniziative unilaterali o di “volonterosi” portano a situazioni peggiori, come già successo in Iraq e Libia. Il governo italiano, come rigorosamente disposto dall’art. 11 della Costituzione, non deve coinvolgere in alcun modo il nostro Paese in questa nuova avventura bellica. Per questo destano gravissima preoccupazione le notizie relative all’uso già in atto delle basi di Sigonella da parte dell’aviazione USA verso il teatro siriano e l’eventuale futuro uso di altre basi italiane.

L’ONU assiste, più o meno impassibile, riuscendo a fornire un’immagine di preoccupante impotenza.

Infine, il governo turco di Erdogan, approfitta della situazione per sferrare un altro colpo al popolo curdo, dimenticando il contributo, anche di sangue, da esso recato nel corso della guerra contro l’ISIS. Ovunque incombe

Insomma sono ampiamente compromessi, un po’ ovunque, gli stessi diritti umani.

Tutto ciò richiede un governo europeo unitario e solidale all’altezza della complessità e della gravità della situazione ed un contrasto senza incertezze nei confronti dei Paesi UE che, in risposta all’emergenza guerre e migranti, hanno alzato mura materiali, politiche, ideologiche e culturali.

In Palestina è bastata una manifestazione pacifica per scatenare reazioni violente, da parte del governo israeliano, sul piano militare e civile, con morti e migliaia di feriti e prosegue, nonostante il motivato e diffusissimo dissenso internazionale e la radicale opposizione palestinese, il progetto dell’apertura da parte degli USA della sede diplomatica a Gerusalemme.

Si ha l’impressione che i diritti umani, che dovrebbero essere un valore prioritario per tutti, perdano quota, ogni giorno, a fronte di più o meno sopiti interessi nazionalistici e, talvolta, religiosi.

Non cessa l’allarme per lo spostamento a destra (e spesso verso una destra nera) di diversi Paesi d’Europa; ed è preoccupante, certamente, il risultato del voto in Ungheria, oltre ad alcune posizioni tipicamente retrograde della Polonia, che sembrano perfino negare un passato che non si può cancellare né distorcere.l’ombra dei foreign fighters. Distrutto, o ridotto quasi all’impotenza il cosiddetto Stato islamico, rimane quanto mai evidente il rischio di azioni terroristiche da parte dei kamikaze legati a Daesh. Grave è anche la situazione dell’Ucraina, nel cui governo siedono persino ministri esplicitamente filo-nazisti, mentre nel Paese infuria dal 2014 una sanguinosa guerra civile.

 Nello scenario coreano, dopo reciproche provocazioni e minacce, sembrano per ora superate le posizioni bellicose di Corea del nord e USA: occorre tenere aperti canali e prospettive di un accordo pacifico fra tutti i protagonisti di quell’area.

Questo è il quadro in cui si è sviluppata una migrazione di dimensioni planetarie, accompagnata dal fenomeno criminale degli scafisti. Chi fugge dalla guerra e dalla fame non deve essere fermato con l’avvio a veri e propri campi di concentramento ma le migrazioni vanno regolate nella direzione della inclusione, ove ricorrano gli estremi, non dimenticando mai che l’art. 2 della Costituzione fa riferimento esplicito ai “doveri inderogabili” di solidarietà politica, sociale, economica.

Per l’ANPI resta fondamentale e prioritario l’obiettivo della pace nel mondo, perché ormai non c’è vicenda che non ci riguardi da vicino. Cosi come è fondamentale che la democrazia ed i suoi valori vengano preservati in ogni Paese e prima di tutto in Europa, respingendo ogni tipo di tentativo autoritario, fascista e razzista.

Il Comitato Nazionale ANPI e tutte le strutture periferiche dell’Associazione sono impegnati, in ogni forma possibile, a recare il proprio contributo per la pace, per la convivenza pacifica dei popoli, per il rispetto dei diritti umani, per il pieno radicamento della democrazia nel mondo.

Proprio in relazione al rispetto dei diritti umani il Comitato Nazionale ribadisce l’urgenza di un impegno del governo italiano nei confronti delle autorità egiziane al fine di far emergere con chiarezza le responsabilità dei mandanti e degli assassini di Giulio Regeni. La verità è la giustizia non posso essere negate in nome di qualsiasi ragion di stato.

Il Comitato Nazionale, inoltre, si impegna per avviare una nuova stagione dell’antifascismo su scala europea e per questo ritiene indispensabile ed urgente valorizzare le strutture transnazionali antifasciste esistenti e realizzarne delle nuove.

L’ANPI è in prima fila nella ricostruzione di un grande movimento per la pace, perché, come è scritto nel documento approvato dal 16° Congresso nazionale dell’ANPI nel maggio 2016: “la via della pace e della lotta contro la violenza e i soprusi è ardua, ma è l’unica che possa produrre qualche risultato concreto”.

La raccolta firme sotto l’appello “Mai più fascismi mai più razzismi” è un momento fondamentale del nostro impegno e invitiamo tutti i coordinamenti regionali e provinciali a proseguire con impegno nella sua realizzazione.

12 aprile 2018

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100 tiratori israeliani hanno solo ucciso 17 cittadini palestinesi inermi !!!!!!

vergogna questo è l’odio proprio della natura dei fascismi contro i popoli che lottano, anche a mani nude, per la libertà e la difesa della dignità umana

Tutti lodino i 100 tiratori israeliani schierati sul terrapieno di Gaza

Non hanno difeso solo se stessi e il loro Stato, hanno difeso un’idea universale. Se le torme ululanti di palestinesi avessero superato quel confine nessuno avrebbe più potuto dormire tranquillo, da nessuna parteSenza titolo

di Camillo Langone – Il Foglio 3 Aprile 2018

Soldati israeliani schierati al confine con la Striscia di Gaza (foto LaPresse)
Tutti lodino i 100 tiratori israeliani schierati sul terrapieno al confine con Gaza. Non solo il primo ministro Netanyahu, non solo il ministro della difesa Lieberman, non solo gli ebrei, non solo gli ebrei israeliani, non solo l’esercito israeliano (in cui militano, ricordarselo, molti drusi, beduini, arabi cristiani…), non solo i filo-semiti: anche gli anti-semiti. Anche un anti-semita la notte vuole dormire in pace, una volta chiusa la porta del proprio appartamento. E i 100 tiratori israeliani non hanno difeso solo se stessi e il loro Stato, hanno difeso un’idea universale. Il terrapieno di Gaza è un archetipo del confine. “Abbattere le frontiere vuol dire consegnare il mondo al caos” avvisa Jean Clair. Se le torme ululanti di palestinesi avessero superato quel terrapieno nessuno avrebbe più potuto dormire tranquillo, da nessuna parte. Tutti lodino i 100 tiratori israeliani schierati sul terrapieno di Gaza contro la violenza del numero.

 
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E’ morto, novantaquattrenne, Nicolò Di Salvo, partigiano di Palagonia ( Ct)bjkhgnpkcffijlfn

 

 

Nel giorno di Pasqua, a meno di due mesi dai festeggiamenti per il raggiungimento dei 94 anni, è morto Nicolò Di Salvo, detto “ Cola”, partigiano di Palagonia ( Catania). 

Nato a Palagonia ( Catania) il 17 febbraio 1924. Dopo l’armistizio del’8 settembre 1943 fu preso prigioniero dai tedeschi a Parma nella caserma ove era militare, nel XIX cavalleria. Fuggito, raggiunse il fratello Francesco in Emilia Romagna. Nel maggio del 1944 si aggregò alle formazioni partigiane operative nell’Appenino modenese, nell’area di Montefiorito, in una brigata Garibaldi. Partecipò attivamente alla Resistenza contro i nazifascisti fino all’ultimazione della Lotta di Liberazione, con il nome di battaglia “ Corsaro”.

Per molti anni  ha portato ai giovani nelle scuole la sua fervida testimonianza di partigiano, di combattente per la Libertà e la Pace. Divulgatore integerrimo dei valori fondativi della Repubblica italiana inculcati nella Costituzione, in giustizia, uguaglianza e solidarietà, contro tutte le forme di discriminazione e di razzismo.

Sempre presente in prima fila al corteo del 25 Aprile, ancora luminoso dicitore della memoria diretta della lotta contro i nazifascisti. Catania e la sua provincia, la Sicilia, perdono uno degli ultimissimi partecipanti alla Resistenza. Pochissimi rimangono ancora viventi, per raccontare le sofferenze e gli enormi sacrifici che furono affrontati e vissuti coraggiosamente da centinaia di migliaia di uomini e donne, per ridare al nostro Paese dignità civile e sociale, in una cruenta lotta contro i nefandi invasori coadiuvati dai fascisti che dopo vent’anni di dittatura avevano coperto di lutti l’intera Europa.

Nell’aprile dell’anno scorso, nella ricorrenza del 72° anniversario della Liberazione, Nicolò Di Salvo aveva trasmesso un vivo messaggio di ricordo, guardando in avanti. Il video è visibile su:

https://www.youtube.com/watch?v=wY7A1M2m_JY

Inoltre, intervista per la Giornata della Memoria 2018

http://sonialafarinanews.it/news-attualita/giornata-della-memoria-intervista-con-nicolo-di-salvo-94-anni-uno-degli-ultimi-partigiani/

Domenico Stimolo ( per Lettera di Memoria e Libertà)

 

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POMPEO COLAJANNI COMANDANTE BARBATO, SIMBOLO DELLA PARTECIPAZIONE SICILIANA ALLA RESISTENZA E ALLA LOTTA DI LIBERAZIONE

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Carla Nespolo Cittadina onoraria di Palermo Citta’ Capitale italiana della Cultura 2018

Carla Nespolo Cittadina onoraria di Palermo Citta’ Capitale italiana della Cultura 2018

Un evento di particolare significatività storica e ideale ha segnato la giornata dell’8 marzo in Sicilia con il conferimento alla Presidente Carla Nespolo della cittadinanza onoraria di Palermo, Città Capitale italiana della cultura 2018.Pa1t

La solenne celebrazione ha avuto luogo nella sala delle lapidi del palazzo delle aquile dal quale Giuseppe Garibaldi, oltre un secolo e mezzo fa, aveva guidato una fase decisiva della guerra di popolo destinata a concludere vittoriosamente, con la conquista dell’unità nazionale, il primo Risorgimento italiano. In stretta continuità con quel popolo (che poi avrebbe offerto alla Patria altre importanti, seppure sofferte e drammatiche prove della sua vitalità democratica dal movimento dei Fasci Siciliani di fine Ottocento alle lotte per la giustizia sociale e contro la mafia del secondo dopoguerra) il conferimento della cittadinanza onoraria a Carla Nespolo è stata preceduta dalla toccante cerimonia per la deposizione di una corona di alloro ad una lapide che nell’atrio del palazzo di Città ricorda la partecipazione dei siciliani alla Resistenza e alla guerra di Liberazione, una partecipazione eroica e inponente, di cui soltanto recentemente si sta riacquistando la memoria, assicurandole il giusto onore per troppo tempo misconosciuto e negato e avviandone – come già a Napoli nell’importante Convegno del Gennaio 2015 – l’opportuna conoscenza e valorizzazione in sede storiografica.

Ad un siffatto ambito di riflessioni si è opportunamente attenuto il Sindaco Leoluca Orlando nel presiedere – a nome del Consiglio Comunale e dell’intera Amministrazione cittadina – entrambi i momenti della manifestazione e nell’illustrarne il significato: Palermo, iscrivendo Carla Nespolo nel suo registro di cittadinanza, ha inteso proclamare e perfezionare il suo statuto storico di “città antifascista” e sottolineare proprio l’antifascismo come uno dei grandi e accertati valori che costituiscono il patrimonio civile della Città a fondamento della sua identità di capitale della cultura e della accoglienza; e, onorando Carla Nespolo, ha voluto sottolineare, offrendone ufficiale rilievo, i particolari meriti spettanti all’ANPI, alle sue organizzazioni siciliane, per un’edificazione, in Sicilia, della consapevolezza collettiva di tale patrimonio civile.

L’atto, pertanto, al di là di ogni aspetto contingente e cerimoniale – si può ben rilevare sulla linea delle riflessioni del sindaco Orlando – assume valore simbolico di grande rilievo a conferma – e, se si vuole, ad esaltazione – della consapevolezza che la memoria della Resistenza ha largamente maturato come secondo Risorgimento in un processo nazionale unitario Nord-Sud e Sud-Nord, un processo indivisibile, senza centro e senza periferie, da cui è nata, sancita dalla Costituzione, la nostra democrazia repubblicana.

Palermo – città-martire dello scontro protrattosi nel tempo contro le perverse ed oscure forze mafiose che hanno ostacolato gli sviluppi della stessa democrazia repubblicana – può vantare un ruolo di primo piano e di grande evidenza proprio nella continuità dei valori del secondo Risorgimento quale città esemplare dell’antirazzismo e dell’incontro tra i popoli e le culture.

Giuseppe Carlo Marino

Presidente onorario dell’ANPI Palermo

 

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PATRIA : Chiuse su facebook pagine fasciste

Chiuse su Facebook molte pagine fasciste

Il picco della scomparsa delle pagine apologetiche avvenuto in concomitanza con la campagna elettorale. L’impegno di questo periodico e dell’Anpi nella denuncia della presenza neofascista e razzista sul web

Uno dei prodotti dell’inchiesta “Galassia Nera” di Patria Indipendente è stato una lista di pagine Facebook apologetiche del fascismo. Un fenomeno a cui abbiamo dedicato un approfondimento, andando a guardare da vicino le attività di quelle più seguite.

Già dopo la pubblicazione di un anticipo dell’inchiesta, a dicembre 2016, sono state molte le voci che si sono levate contro il fascismo nel web, con interrogazioni parlamentari e la Presidente della Camera che in più di un’occasione si è pubblicamente rivolta a Mark Zuckerberg. E, soprattutto dopo la pubblicazione dell’inchiesta completa a maggio 2017, c’è stata grande attenzione da parte della stampa nazionale. Infine il dibattito si è ulteriormente allargato quando la proposta di legge Fiano ha passato un primo vaglio del Parlamento.
Le conseguenze pratiche invece erano state fino ad adesso solo saltuarie e a fine ottobre 2017 si contavano su Facebook ancora oltre 600 pagine del nostalgismo fascista.

Recentemente però abbiamo assistito ad una chiusura sistematica e in rapida sequenza che, pur tenendo conto delle pagine che poi sono state riaperte, ha ridotto il numero totale di queste pagine a circa 400.

Dai dati da noi registrati pare evidente che la chiusura delle pagine apologetiche ha avuto un picco nei mesi in cui il dibattito pubblico è stato percorso dalla discussione della proposta di legge Fiano, ma è stato l’avvicinarsi delle elezioni politiche a far gradualmente impennare il numero di pagine chiuse.

lug 2017ago 2017set 2017ott 2017nov 2017dic 2017gen 2018feb 2018010203040506070

 
 

meseNumero di pagine chiuse

 

Il numero di pagine non più raggiungibili nel giorno 1 marzo 2018 la cui ultima attività da noi registrata cade nel mese indicato.

La cosa davvero notevole è che nel periodo pre-elettorale risultano particolarmente colpite proprio le pagine più seguite: delle venti pagine apologetiche con più fan presenti su Facebook ad ottobre 2017 solo due sono raggiungibili il primo marzo 2018.

Per dare un’idea: se si somma il numero di “mi piace” delle pagine apologetiche chiuse nel solo mese di febbraio si ottiene una cifra che rasenta 850.000.

Inoltre va sottolineato come per ogni pagina non raggiungibile tutti i contenuti pubblicati dalla pagina sono a loro volta irraggiungibili. Di nuovo, è proprio nel periodo pre-elettorale che le pagine più prolifiche sono state chiuse: nel solo mese di febbraio 2018 sono scomparsi oltre 60.000 post.

lug 2017ago 2017set 2017ott 2017nov 2017dic 2017gen 2018feb 2018010k20k30k40k50k60k

 
 

meseNumero di post irraggiungibili

 

Il numero di post non più raggiungibili nel giorno 1 marzo 2018 a causa della chiusura delle pagine che li avevano pubblicati, nel mese indicato.

Oltre alle pagine apologetiche del fascismo storico, che sono di gran lunga la categoria più colpita, abbiamo notato anche la chiusura di pagine culturalmente vicine come Vecchie Maniere (54.000 fan), Resistenza Nazionale (33.000 fan) o la pagina del gruppo musicale di “rock ariano” Katastrof (1000 fan) legato al Veneto Fronte Skinheads, la cui pagina Facebook ha a sua volta avuto una vita effimera iniziata e finita nel settembre 2017. Sono state rese irraggiungibili, ma in numero decisamente inferiore, anche pagine che fanno riferimento a partiti politici dell’estrema destra come la pagina principale del Movimento Fascismo e Libertà o quella di Forza Nuova Milano, che con regolarità hanno pubblicato contenuti politicamente o culturalmente riferibili al fascismo storico.

In tutto questo è bene sottolineare che non sappiamo se le pagine siano definitivamente chiuse o se, come a volte accade, risultino irraggiungibili solo in via temporanea, né sappiamo se tutto questo sia avvenuto per una precisa scelta a priori di Facebook o sia dovuto a segnalazioni mirate da parte di utenti nei confronti di queste pagine o dei loro contenuti.
In ogni caso appare evidente che si tratti di un fenomeno strettamente collegato alla scadenza elettorale.

La presenza di queste pagine su Facebook è naturalmente motivo di preoccupazione perché, come sottolineavamo in chiusura del recente articolo “Nostalgia canaglia“, il bombardamento con almeno 100 post al giorno provenienti da queste pagine ha come effetto a lungo termine “un cambio del senso comune: con una estrema semplificazione e una effettiva destoricizzazione del regime fascista e delle sue figure di spicco, implicitamente si recide il legame diretto fra fascismo e pericolo per la democrazia.“.
Gli aspetti legali della faccenda sono però intricati. Se da una parte ci sono le parole chiarissime della legge Scelba che punisce chi […] rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito [il partito fascista, ndr] o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista, dall’altra è evidente che ci si muove sullo spinosissimo terreno dei reati di opinione, la cui libertà di espressione è sancita dall’articolo 21 della Costituzione.

In tutto questo va aggiunto il ruolo di Facebook. È un contenitore neutro o è invece un editore a cui chiedere conto della propria linea editoriale? Ha delle responsabilità verso l’opinione pubblica? È in grado di incidere sul dibattito politico e sulla vita democratica del nostro paese?
Queste sono domande importanti da porsi non solo a proposito di Facebook, ma per tutti i social network e più in generale per tutti quei contenitori che si vorrebbero disintermediati.
Anche perché il caso Cambridge Analytica dimostra che la potenza di Facebook e dei dati raccolti va ben oltre Facebook stesso.

Vi sono importanti segnali in questo senso, con il dibattito innescato dalla elezione di Donald Trump e con la recente espulsione da Facebook dell’organizzazione di estrema destra inglese Britain First e dei suoi leader.

C’è da augurarsi quindi che la chiusura delle pagine apologetiche del fascismo sia il segno di un’attenzione permanente su questo tema da parte di Facebook, che finalmente inizi a dar maggiore concretezza al divieto di uso della propria piattaforma per “incitazione all’odio o alla violenza” o con scopi “discriminatori“, come affermato nella propria policy.
Senza naturalmente dimenticare gli analoghi gruppi Facebook, che raccolgono lo stesso tipo di contenuti.
L’apologia di fascismo è sempre un vero e proprio messaggio politico, che mira ad esaltare le idee e le persone che hanno trasformato in leggi dello stato l’odio, la violenza e la discriminazione.
Non c’è alcuna possibilità, neppure volendolo, di essere neutri di fronte a messaggi che hanno conseguenze inevitabili e dirette sulla qualità della nostra democrazia.

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