Un elogio rivolto ad una grande persona che abbiamo avuto il privilegio di avere con Noi e tra Noi: ANGELO FICARRA, Vice Presidente di Anpi provinciale Palermo, recentemente scomparso e che abbiamo ricordato, mercoledì 7 gennaio, alle 10,30, nella cerimonia di commiato, presso il salone della Camera del Lavoro di Palermo, in via Meli 5.
Di Angelo, oltre ai tantissimi pregi, ampiamente noti: correttezza intellettuale, bontà d’animo, capacità di dialogo con tutti (grandi e giovani) e generosità infinita, ci piace porre in risalto DUE parziali vicende che hanno contribuito a rilanciare, nel corso del suo ultradecennale impegno, la storia di Anpi a Palermo. La prima, quella sui “Fasci dei Lavoratori Siciliani” di fine ottocento alla quale si è dedicato, spinto dalla frequentazione e lettura di un saggio di Umberto Santino (uno dei più autorevoli e rigorosi studiosi del fenomeno mafioso siciliano). Quello dei Fasci dei Lavoratori Siciliani, che Lui definiva come “Il più grande Movimento di massa dell’Ottocento europeo dopo la Comune di Parigi”, è stato uno dei più grandi crucci di Angelo, per la constatata mancata conoscenza tanto da aver coniato il termine di “Memoria negata” e contro cui ha trascinato l’impegno della intera segreteria dell’Anpi provinciale. Angelo Ficarra, nativo di Canicattì e fisico di formazione universitaria, dopo anni di studi a Roma e laurea acquisita presso l’Ateneo di Palermo, comincia la sua attività professionale di abile ricercatore presso la locale Facoltà di Ingegneria. Aderisce, subito, alla CGIL ed abbraccia la causa dell’associazionismo tra i docenti universitari che segue in posizione di “distacco”, contribuendo alla nascita del comparto Scuola/Università della CGIL. Da vero democratico antifascista con l’impegno per il riscatto sociale si rende, pure, artefice del coordinamento antimafia, alla vigilia dell’importante Maxiprocesso contro il gotha mafioso palermitano. E, subito dopo il rientro all’Università, sposa – infine – la causa dei “Fasci dei Lavoratori Siciliani” che si impegna a fare uscire dall’oblio di una colpevole rimozione dalla memoria collettiva, partecipando alla costituzione del Comitato promotore del centenario (1893 – 1993). La seconda vicenda è riferita al 2011, allorchè Ficarra, aderendo alle sollecitazioni di Ottavio Terranova e della prof.ssa M.Letizia Colajanni, si unisce ad un nugolo di altri idealisti per dare manforte agli altri continuatori della storia dell’Anpi istituita, anche a Palermo, da Pompeo Colajanni (al rientro a Palermo dopo le sue dimissioni da sottosegretario nel II° Governo De Gasperi). Con l’impegno corale di tutti è stato, poi, possibile il significativo momento espansivo dell’Anpi di Palermo, grazie alla successiva intuizione di Ottavio Terranova e la convinta partecipazione organizzativa di Angelo Ficarra, con cui si riuscì a convincere l’intera Anpi nazionale, proposta condivisa dalla CGIL, ad essere presenti, assieme, alla manifestazione del Primo Maggio 2010, a Portella della Ginestra. E fu un avvenimento che segnò uno spartiacque di incredibile valore simbolico, 63 anni dopo la strage. Per la prima volta, accanto alla CGIL vi è stata l’ANPI, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. La lotta alla mafia e le istanze contadine si incontrarono con l’antifascismo, nel luogo dove si intrecciarono storie diverse e che venne definita come la prima strage nell’era repubblicana – perché lì ed allora – ambienti deviati dello Stato si coniugarono con gli interessi degli agrari, della mafia e del banditismo, in un unico progetto di natura reazionaria e di vile conseguenza, in una giornata di festa, che provocò la morte iniziale di 12 innocenti ed il ferimento di tanti altri. Per queste semplici testimonianze e per le numerosissime altre pervenute, senza alcun dubbio, Angelo Ficarra occuperà, per sempre, un posto stabile nel “Memoriale” dell’Anpi provinciale di Palermo, assieme a M. Letizia Colajanni, quest’ultima cugina di Pompeo Colajanni, primo iniziatore delle vicende Anpi di Palermo. Ad Angelo, vada il ringraziamento di tutti i democratici ed antifascisti di Palermo e della Sicilia. Alla moglie Pina, a Davide, Marco, Cecilia, Sara ed Andrea, il profondo cordoglio e la più affettuosa vicinanza.



