Palermo antifascista sempre

28279883_10215676211529402_3210471828696083961_nANTIFASCISMO OGGI E’ ESSENZIALMENTE DIFESA DELLA DIGNITA’ UMANA RECUPERO DELLA MEMORIA, RECUPERO DELLA PARTECIPAZIONE E DELLA VOLONTA’ POPOLAREPHOTO-2018-06-26-13-59-39

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Le strutture sanitarie pubbliche catanesi non sono luoghi di bivacco degli estremisti di destra

Da Domenico Stimolo

NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA

COORDINAMENTO REGIONALE SICILIA

COMUNICATO STAMPA DI ANPI SICILIA:

Le strutture sanitarie pubbliche catanesi non sono luoghi di bivacco degli estremisti di destra

 

L’ ANPI – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia –  Sicilia stigmatizza in maniera totale l’iniziativa assunta dall’organizzazione di estrema destra “ Casa Pound” rivolta a stazionare nelle ore notturne, in forma di “presidio”, a fianco di  alcune pubbliche strutture sanitarie del catanese, sostengono “ a tutela dei medici”: le guardi mediche di Trecastagni e Gravina di Catania. Nei prossimi giorni vorrebbero estendere la loro presenza nei pronto soccorso di due importanti ospedali di Catania.

E’ questo un atto di irrisione degli organismi preposti al mantenimento della sicurezza,  si violano tutte le regole di discrezione e di tutela della vita personale e privata dei cittadini, si infrangono altresì le leggi fondamentali di legalità in vigore nel nostro Paese che, tra l’altro, prevedono in maniera vincolante specifiche normative sulle modalità di attuazione della vigilanza nei luoghi pubblici e privati, con l’uso di personale specializzato e la preventiva concessione di apposite licenze da parte delle prefetture.

Pertanto, poiché suddetti “presidi” sono totalmente illegali, richiediamo l’intervento immediato degli organismi giudiziari e di mantenimento dell’ordine pubblico al fine di rimuovere con immediatezza i bivacchi che nelle ore notturne sono praticati a ridosso di tutti i luoghi sanitari della provincia di Catania.

Invitiamo il Ministro della Salute Giulia Grillo –residente a Catania – ad avviare con grande urgenza le iniziative necessarie per ripristinate la legalità d’uso nelle strutture sanitarie del catanese.

Esprimiamo infine vivo sostegno al giornalista Riccardo Orioles – direttore de “ I Siciliani giovani”- che nei giorni scorsi ha presentato un esposto alla Procura di Catania.

Ottavio Terranova  – Vice Presidente Nazionale Anpi, Coordinatore Anpi Sicilia

 

Palermo 23 giugno 2018

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Palermo, capitale dei Fasci Siciliani, Città Italiana della Cultura 2018

Piazza Magione 16 giugno 2018 ore 18,00

Palermo città italiana della Cultura 2018

 

Un breve saluto pronunziato da Angelo Ficarra, al termine della processione laica partita da Piazza Pretoria per piazza Bellini, discesa dei Giudici, piazza Sant’Anna, piazza Croce dei Vespri, piazza Rivoluzione per arrivare infine nella grande piazza della Magione.

 

Ringrazio Manifesta, organizzatrice di questa manifestazione – incontro, per avere invitato l’ANPI Palermo Comandante Barbato a pronunziare poche parole di benvenuto a tutti voi in questo che è uno dei momenti di celebrazione di Palermo città italiana della Cultura 2018 .

Benvenuti nella città dell’accoglienza che ha voluto proclamare il suo statuto storico di città antifascista, conferendo la cittadinanza onoraria di Palermo alla Presidente Nazionale dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani, Carla Nespolo proprio l’8 marzo di quest’anno.

L’ANPI Palermo, insieme alle ANPI siciliane, è in questi anni impegnata in un grosso progetto di ricerca e di recupero della memoria di eventi che hanno segnato profondamente la storia di Palermo e della Sicilia.

Mi riferisco precisamente al Movimento dei Fasci dei Lavoratori siciliani e alla partecipazione dei meridionali ed in particolare dei siciliani alla Resistenza e alla lotta della Liberazione.

Del Movimento dei Fasci la Frankfurter Allgemeine scrisse che era il primo grande movimento di Lavoratori in Italia e il più grande in Europa dopo la Comune di Parigi alla fine dell’Ottocento. Si distinse per la grande appassionata partecipazione delle donne oltre che per la grande apertura sociale e culturale nella direzione soprattutto della difesa della dignità umana e dell’accoglienza.

Di questo grande Movimento cancellato nel sangue da Crispi, non c’è memoria.

In modo analogo è stata cancellata la partecipazione siciliana alla lotta di Liberazione. Era necessario bloccare il “vento del Nord”. Per questo anche per la mancata defascistizzazione dello Stato, è passata la vulgata che essendo la Sicilia stata liberata dagli anglo americani non c’entrava la Resistenza.

Pensate che a liberare Torino e il Piemonte il primo gruppo di Partigiani è quello piemontese; il secondo è quello siciliano.

Per entrambi gli eventi si tratta di Storia negata.repressa nel sangue: Portella della Ginestra e una scia di sangue di partigiani e di sindacalisti assassinati.

E’ una memoria che cominciamo a recuperare con tanti anni di ritardo. E’ per questo che ci rivolgiamo pieni di fiducia e di aspettative al nuovo Presidente dell’Istituto Parri Prof. Pezzino coordinatore degli Istituti storici della Resistenza perché ci si rivolga finalmente con nuova attenzione a questa parte della storia fuori da ogni stereotipo e da ogni pregiudizio.

Per questo al termine di questo saluto distribuiremo una cartolina che riproduce una tela ad olio di tre metri per due del pittore veneto Lorenzo Zampirollo sui Fasci Siciliani con l’augurio e la speranza che ritorni a Palermo perché Palermo è stata la capitale dei Fasci Siciliani.

Consentitemi per tutto questo di rivolgere un particolare ringraziamento in onore e gloria dei tanti caduti nelle lotte contro la barbarie della schiavitù, per la libertà e per la dignità umana.

Per i tanti dimenticati nelle galere dei potenti di turno per soffocare il loro urlo per la verità che non abbiamo saputo raccogliere. Ai tanti, donne e uomini, che hanno testimoniato fino alla morte sul pianoro di Portella della Ginestra per il riscatto della condizione umana.

Condannati ad essere cancellati dalla Storia. Condannati perché hanno osato alzare la testa, hanno osato dire di no e perciò eretici. Diversi milioni di siciliani costretti ad emigrare in entrambi gli eventi.

Rimossi per più facilmente accreditare la vulgata, lo stereotipo con cui hanno diffuso la menzogna che gli ha consentito di costruire il loro potere.

Una umanità infinita di perseguitati, di confinati, diseredati, di emigrati morti di fame e di freddo nei lager o a Marcinelle.

Di bruciati vivi nei forni crematori, o sul posto di lavoro dalle donne della fabbrica americana, agli operai della Tyssen Group, di annegati nell’indifferenza ai piedi delle mura di Gerico o sugli scogli di Lampedusa perché diversi passando per il baratro della ragione delle camere a gas della follia fascista e nazista.

Non gridano vendetta ma vogliono memoria per svelare la Storia

   Angelo Ficarra

VicePresidente Anpi Palermo

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Una partigiana di 91 anni eletta consigliere comunale in Sicilia

Una partigiana di 91 anni eletta consigliere comunale in Sicilia

 

“Un’umile categoria di donne, / umile ma gloriosa / come soleva dir Tindaro La Rosa. / La piana di Milazzo, / un tempo verde e profumata / da bianchi fiorellini, i gelsomini, / nascondeva tra i filari / donne e bambini / che con sacrificio e tanto sudore / rubavano al riposo della notte /tante ore: / dai vecchi casolari / uscivano braccianti e contadine, / donne coraggiose e bisognose / di miglior salari e vita regolari; /…”

E’ questa una delle poesie contenute nel libro “ Il senso sognante della vitascritto da Eliana Giorli La Rosa, edito nel dicembre 2016 da “ Lombardo Edizioni” – presentato a Milazzo ( Me) -, dove si racchiude il “senso” della sua lunga e combattiva vita, dedita sempre alla lotta per la libertà e il riscatto degli ultimi e delle donne. Raccolta di “poesie civili”, curata da Graziella Giorgianni.

La notizia, certamente sensazionale, è determinata dal fatto che Eliana Giorli La Rosa all’età di novantuno anni è stata eletta, domenica scorsa, consigliere comunale a Monforte San Giorgio – provincia di Messina -, con 51 voti di preferenza. Un paese di 2733 abitanti, sito a 260 metri di altezza, ai piedi dei monti Peloritani.

La sua, parimenti a tant’altre donne nate e forgiatosi nel corso del Novecento durante la fase più tragica del nostro recente comune percorso: gli anni terribili della guerra e della dittatura fascista, è la storia di Chi non è mai arresa alle sopraffazioni e alle violenze. Mai doma, è sempre stata in prima fila nelle lotte, prima per la Liberazione d’Italia dal nazifascismo, poi nelle battaglie sindacali, quella più dure, a fianco dei contadini,  dei braccianti, delle donne lavoratrici.

Nata Poggibonsi ( Siena)  il 6 ottobre 1926, durante la Resistenza, nella lotta contro il nazifascismo, fu staffetta partigiana e componente del Gruppo di Difesa delle Donne. Agli inizi degli anni 50 da parte del Pci, partito dove militava, fu inviata a Milazzo a sostegno della struttura politica locale. Incontra Tindaro La Rosa, avvocato, dirigente del Pci, successivamente vicesindaco di Milazzo.  Poco tempo dopo ne diventa la moglie. Il marito è impegnato direttamente nella guida delle lotte contadine dell’area del milazzese, in una fase storica caratterizzata dallo sfruttamento più brutale e dalle miserissime condizioni di vita dei lavoratori in agricoltura.

Eliana Giorli in particolare per tanti anni fu organizzatrice, assieme al marito, delle lotte delle gelsominaie. Già dagli anni 30 del novecento la piana del milazzese era caratterizzata da enormi distese di gelsomini. Per vari decenni lavorarono oltre duemila donne. Poi, alla fine degli anni 70, l’attività si concluse; nel frattempo era stata costruita la grande raffineria chimica a ridosso di Milazzo.

Fu quello delle gelsominaie un’attività –  esclusivamente di donne, dato le dimensioni delle mani – caratterizzata da condizioni lavorative di grandissimo disagio e sfruttamento. Molte volte venivano utilizzate ragazzine. Il gelsomino rappresentava la materia prima per la produzione di molti profumi, in particolare era molto consistente l’esportazione in Francia.

Il lavoro si svolgeva nel periodo estivo e autunnale. Spesso le donne si portavano i bambini nei campi di raccolta, dentro delle ceste. Per il mantenimento della fragranza e dell’interezza dei gelsomini si iniziava nel cuore della notte, a partire dalle due, si restava in attività fino a quando il sole non iniziava a diventare caldo. Venivano ingaggiate dai “caporali” nei luoghi di riferimento. Lavoravano scalze, sempre curve, immerse negli acquitrini e nell’umidità. Le lavoratrici venivano pagate in funzione del peso raccolto, l’unità di base era il kilogrammo.

Poi,  a partire dal 1946, si ruppe il silenzio, i ricatti, lo schiavismo. Iniziarono le rivendicazioni e intense lotte sindacali con molti scioperi. Durarono diversi anni, arrivarono anche le repressioni. Fu in questa fase che iniziò il diretto impegno operativo organizzativo, sui campi di raccolta e nelle case, di Eliana Giorli. Molte donne divennero volano di riferimento nell’aggregazione collettiva. Si conquistarono migliori condizioni di lavoro e di salario. Rivendicarono, ottenendole, stivali, grembiuli, cesoie, paghe più alte, abbassamento dell’orario lavorativo, riconoscimento dei contributi previdenziali, diritto alla disoccupazione.

Nel 2016 da parte del Comune di Milazzo è stata insignita di benemerenza civile.

Auguri cara partigiana, per un ottimo impegno  sociale e democratico dallo scanno comunale.

      * Intervista a Eliana Giorli a cura di Rainews:

http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/media/Sicilia-nonna-Eliana-ex-partigiana-eletta-in-consiglio-b078013b-1ffd-406e-b945-1db32ccb39d0.html

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INIZIATIVE DELLA SCUOLA “CIRO SCIANNA” DI BAGHERIA

Sito web della Scuola Secondaria di I grado “Ciro Scianna” ad indirizzo musicale di Bagheria

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25 APRILE 2018 ANPI BARBATO PALERMO

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Voglio ringraziare ancora le compagne ed i compagni dell’ANPI Palermo, in particolare il presidente Ottavio, Angelo Ficarra ed anche Leoluca Orlando per avere riposto la questione Palestinese come tema caratterizzante di oggi, e per avere difeso la bandiera Palestinese, resta il fatto che lo staff comunale abbia tentato di impedire l’esposizione della bandiera palestinese alle spalle del comizio al giardino inglese (ma non ci è riuscito, ma grazie all’intervento di Angelo ), è invece riuscito ad impedire che io porti, come ogni anno, la bandiera sulla scalinata del massimo.
C’è un’architettura congegnata e concordata? Perché a differenza di ogni anno, è stato oggi impedito l’accesso al massimo(anche alla coljanni) , obbligando una forzatura!?
Sono dei dettagli?! Temo di no!?

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25 APRILE ANPI PALERMO

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 PROGRAMMA25 aprile prog.

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25 Aprile anche in Portogallo

1139702486aPortogallo 25 aprile 1974 la rivoluzione “dei garofani” rovescia la dittatura fascista di Salazar

RESISTENZA SEMPRE

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Lettera Memoria e Libertà

LETTERA Memoria e Libertà 25 aprile 2018

 

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25 Aprile 2018 Comandante Petralia

 

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ANCHE QUEST’ANNO, L’ANPI MAZARA CELEBRA IL 25 APRILE. APPUNTAMENTO IN VIA PETRALIA 

Mercoledì 25 aprile 2018 la sezione “Comandante Petralia” di Mazara del Vallo dell’A.N.P.I. – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia celebrerà il 73° anniversario della Liberazione. La cerimonia di commemorazione si terrà a Mazara del Vallo in via Comandante Petralia, la strada dedicata proprio al comandante partigiano di cui la sezione ANPI mazarese porta il nome. Un tributo alla figura del mazarese Vincenzo Modica, conosciuto appunto come “Comandante Petralia”, valoroso combattente che al fianco di Pompeo Colajanni, il glorioso comandante Barbato, ha contribuito in prima persona alla liberazione del Piemonte divenendo fra i maggiori protagonisti della Resistenza partigiana.

Insieme a Petralia saranno ricordati e onorati tutti i mazaresi che hanno preso parte alla Resistenza e si sono battuti (diversi di loro rimettendoci la vita) per liberare il nostro Paese dal nazifascismo. Nostri gloriosi concittadini la cui memoria, per troppo tempo andata persa, bisogna recuperare non solo per dare loro il giusto riconoscimento ma anche per trasmettere alle nuove generazioni gli ideali e i valori alla base della lotta partigiana in modo che non possano mai più ripetersi gli orrori e gli errori del passato.

Sarà l’occasione per invitare l’Amministrazione Comunale mazarese a mettere subito in campo interventi straordinari di manutenzione e pulizia affinché si possa dare finalmente decoro alla Via Comandante Petralia, una anonima via di periferia per una buona parte senza asfalto e sommersa dall’immondizia, quasi un oltraggio alla dignità, al prestigio e all’onore di questo nostro illustre concittadino che è stato un personaggio di spicco nella Resistenza piemontese e italiana e che sicuramente in città meriterebbe una via più centrale e degna di maggiore attenzione; inoltre sarà l’occasione per invitare la stessa Amministrazione a realizzare un monumento dedicato a tutti i partigiani mazaresi che, incredibilmente, ancora manca nella nostra città.

La cerimonia inizierà alle ore 11.00 con il raduno di partecipanti, autorità civili, militari e religiose; proseguirà con la deposizione di una corona d’alloro sotto la targa toponomastica intitolata al Comandante Petralia, il saluto delle autorità presenti e il discorso celebrativo del 73° anniversario della Liberazione a cura del Presidente della sezione ANPI di Mazara del Vallo On. Giuseppe Pernice; infine si terrà la lettura dei nomi dei partigiani mazaresi.

Durante la celebrazione sarà possibile sottoscrivere l’appello nazionale “Mai più fascismi” attraverso un banchetto per la raccolta firme che sarà allestito appositamente all’interno dell’area.

Grazie alla nascita della sezione ANPI “Comandante Petralia” l’anno scorso a Mazara del Vallo, dopo tanti anni, si è tornati a celebrare il 25 aprile. Quest’anno si è voluta ripetere fortemente l’iniziativa e si ha intenzione di continuare a farlo per ognuno degli anni che verranno cosicché questa data non perda mai il suo reale significato e venga sentita sempre di più in città divenendo patrimonio di tutta la collettività mazarese.

L’idea è pure quella di ripercorrere simbolicamente, in occasione di questa ricorrenza, le vite e le storie dei partigiani mazaresi, cominciando quest’anno dalla Via Petralia e facendo tappa negli anni successivi nelle vie dedicate agli altri partigiani mazaresi fino a quando in città non ci sarà un monumento ad essi dedicato.

La sezione ANPI “Comandante Petralia” di Mazara del Vallo, invita la cittadinanza tutta a partecipare nel ricordo di quanti rischiando e spesso sacrificando la propria vita hanno lottato per donarci la libertà e i diritti di cui oggi tutti noi godiamo.

Tommaso Ardagna

Ufficio stampa ANPI sez. “Comandante Petralia” di Mazara del Vallo

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