Palermo, capitale dei Fasci Siciliani, Città Italiana della Cultura 2018

Piazza Magione 16 giugno 2018 ore 18,00

Palermo città italiana della Cultura 2018

 

Un breve saluto pronunziato da Angelo Ficarra, al termine della processione laica partita da Piazza Pretoria per piazza Bellini, discesa dei Giudici, piazza Sant’Anna, piazza Croce dei Vespri, piazza Rivoluzione per arrivare infine nella grande piazza della Magione.

 

Ringrazio Manifesta, organizzatrice di questa manifestazione – incontro, per avere invitato l’ANPI Palermo Comandante Barbato a pronunziare poche parole di benvenuto a tutti voi in questo che è uno dei momenti di celebrazione di Palermo città italiana della Cultura 2018 .

Benvenuti nella città dell’accoglienza che ha voluto proclamare il suo statuto storico di città antifascista, conferendo la cittadinanza onoraria di Palermo alla Presidente Nazionale dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani, Carla Nespolo proprio l’8 marzo di quest’anno.

L’ANPI Palermo, insieme alle ANPI siciliane, è in questi anni impegnata in un grosso progetto di ricerca e di recupero della memoria di eventi che hanno segnato profondamente la storia di Palermo e della Sicilia.

Mi riferisco precisamente al Movimento dei Fasci dei Lavoratori siciliani e alla partecipazione dei meridionali ed in particolare dei siciliani alla Resistenza e alla lotta della Liberazione.

Del Movimento dei Fasci la Frankfurter Allgemeine scrisse che era il primo grande movimento di Lavoratori in Italia e il più grande in Europa dopo la Comune di Parigi alla fine dell’Ottocento. Si distinse per la grande appassionata partecipazione delle donne oltre che per la grande apertura sociale e culturale nella direzione soprattutto della difesa della dignità umana e dell’accoglienza.

Di questo grande Movimento cancellato nel sangue da Crispi, non c’è memoria.

In modo analogo è stata cancellata la partecipazione siciliana alla lotta di Liberazione. Era necessario bloccare il “vento del Nord”. Per questo anche per la mancata defascistizzazione dello Stato, è passata la vulgata che essendo la Sicilia stata liberata dagli anglo americani non c’entrava la Resistenza.

Pensate che a liberare Torino e il Piemonte il primo gruppo di Partigiani è quello piemontese; il secondo è quello siciliano.

Per entrambi gli eventi si tratta di Storia negata.repressa nel sangue: Portella della Ginestra e una scia di sangue di partigiani e di sindacalisti assassinati.

E’ una memoria che cominciamo a recuperare con tanti anni di ritardo. E’ per questo che ci rivolgiamo pieni di fiducia e di aspettative al nuovo Presidente dell’Istituto Parri Prof. Pezzino coordinatore degli Istituti storici della Resistenza perché ci si rivolga finalmente con nuova attenzione a questa parte della storia fuori da ogni stereotipo e da ogni pregiudizio.

Per questo al termine di questo saluto distribuiremo una cartolina che riproduce una tela ad olio di tre metri per due del pittore veneto Lorenzo Zampirollo sui Fasci Siciliani con l’augurio e la speranza che ritorni a Palermo perché Palermo è stata la capitale dei Fasci Siciliani.

Consentitemi per tutto questo di rivolgere un particolare ringraziamento in onore e gloria dei tanti caduti nelle lotte contro la barbarie della schiavitù, per la libertà e per la dignità umana.

Per i tanti dimenticati nelle galere dei potenti di turno per soffocare il loro urlo per la verità che non abbiamo saputo raccogliere. Ai tanti, donne e uomini, che hanno testimoniato fino alla morte sul pianoro di Portella della Ginestra per il riscatto della condizione umana.

Condannati ad essere cancellati dalla Storia. Condannati perché hanno osato alzare la testa, hanno osato dire di no e perciò eretici. Diversi milioni di siciliani costretti ad emigrare in entrambi gli eventi.

Rimossi per più facilmente accreditare la vulgata, lo stereotipo con cui hanno diffuso la menzogna che gli ha consentito di costruire il loro potere.

Una umanità infinita di perseguitati, di confinati, diseredati, di emigrati morti di fame e di freddo nei lager o a Marcinelle.

Di bruciati vivi nei forni crematori, o sul posto di lavoro dalle donne della fabbrica americana, agli operai della Tyssen Group, di annegati nell’indifferenza ai piedi delle mura di Gerico o sugli scogli di Lampedusa perché diversi passando per il baratro della ragione delle camere a gas della follia fascista e nazista.

Non gridano vendetta ma vogliono memoria per svelare la Storia

   Angelo Ficarra

VicePresidente Anpi Palermo

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Una partigiana di 91 anni eletta consigliere comunale in Sicilia

Una partigiana di 91 anni eletta consigliere comunale in Sicilia

 

“Un’umile categoria di donne, / umile ma gloriosa / come soleva dir Tindaro La Rosa. / La piana di Milazzo, / un tempo verde e profumata / da bianchi fiorellini, i gelsomini, / nascondeva tra i filari / donne e bambini / che con sacrificio e tanto sudore / rubavano al riposo della notte /tante ore: / dai vecchi casolari / uscivano braccianti e contadine, / donne coraggiose e bisognose / di miglior salari e vita regolari; /…”

E’ questa una delle poesie contenute nel libro “ Il senso sognante della vitascritto da Eliana Giorli La Rosa, edito nel dicembre 2016 da “ Lombardo Edizioni” – presentato a Milazzo ( Me) -, dove si racchiude il “senso” della sua lunga e combattiva vita, dedita sempre alla lotta per la libertà e il riscatto degli ultimi e delle donne. Raccolta di “poesie civili”, curata da Graziella Giorgianni.

La notizia, certamente sensazionale, è determinata dal fatto che Eliana Giorli La Rosa all’età di novantuno anni è stata eletta, domenica scorsa, consigliere comunale a Monforte San Giorgio – provincia di Messina -, con 51 voti di preferenza. Un paese di 2733 abitanti, sito a 260 metri di altezza, ai piedi dei monti Peloritani.

La sua, parimenti a tant’altre donne nate e forgiatosi nel corso del Novecento durante la fase più tragica del nostro recente comune percorso: gli anni terribili della guerra e della dittatura fascista, è la storia di Chi non è mai arresa alle sopraffazioni e alle violenze. Mai doma, è sempre stata in prima fila nelle lotte, prima per la Liberazione d’Italia dal nazifascismo, poi nelle battaglie sindacali, quella più dure, a fianco dei contadini,  dei braccianti, delle donne lavoratrici.

Nata Poggibonsi ( Siena)  il 6 ottobre 1926, durante la Resistenza, nella lotta contro il nazifascismo, fu staffetta partigiana e componente del Gruppo di Difesa delle Donne. Agli inizi degli anni 50 da parte del Pci, partito dove militava, fu inviata a Milazzo a sostegno della struttura politica locale. Incontra Tindaro La Rosa, avvocato, dirigente del Pci, successivamente vicesindaco di Milazzo.  Poco tempo dopo ne diventa la moglie. Il marito è impegnato direttamente nella guida delle lotte contadine dell’area del milazzese, in una fase storica caratterizzata dallo sfruttamento più brutale e dalle miserissime condizioni di vita dei lavoratori in agricoltura.

Eliana Giorli in particolare per tanti anni fu organizzatrice, assieme al marito, delle lotte delle gelsominaie. Già dagli anni 30 del novecento la piana del milazzese era caratterizzata da enormi distese di gelsomini. Per vari decenni lavorarono oltre duemila donne. Poi, alla fine degli anni 70, l’attività si concluse; nel frattempo era stata costruita la grande raffineria chimica a ridosso di Milazzo.

Fu quello delle gelsominaie un’attività –  esclusivamente di donne, dato le dimensioni delle mani – caratterizzata da condizioni lavorative di grandissimo disagio e sfruttamento. Molte volte venivano utilizzate ragazzine. Il gelsomino rappresentava la materia prima per la produzione di molti profumi, in particolare era molto consistente l’esportazione in Francia.

Il lavoro si svolgeva nel periodo estivo e autunnale. Spesso le donne si portavano i bambini nei campi di raccolta, dentro delle ceste. Per il mantenimento della fragranza e dell’interezza dei gelsomini si iniziava nel cuore della notte, a partire dalle due, si restava in attività fino a quando il sole non iniziava a diventare caldo. Venivano ingaggiate dai “caporali” nei luoghi di riferimento. Lavoravano scalze, sempre curve, immerse negli acquitrini e nell’umidità. Le lavoratrici venivano pagate in funzione del peso raccolto, l’unità di base era il kilogrammo.

Poi,  a partire dal 1946, si ruppe il silenzio, i ricatti, lo schiavismo. Iniziarono le rivendicazioni e intense lotte sindacali con molti scioperi. Durarono diversi anni, arrivarono anche le repressioni. Fu in questa fase che iniziò il diretto impegno operativo organizzativo, sui campi di raccolta e nelle case, di Eliana Giorli. Molte donne divennero volano di riferimento nell’aggregazione collettiva. Si conquistarono migliori condizioni di lavoro e di salario. Rivendicarono, ottenendole, stivali, grembiuli, cesoie, paghe più alte, abbassamento dell’orario lavorativo, riconoscimento dei contributi previdenziali, diritto alla disoccupazione.

Nel 2016 da parte del Comune di Milazzo è stata insignita di benemerenza civile.

Auguri cara partigiana, per un ottimo impegno  sociale e democratico dallo scanno comunale.

      * Intervista a Eliana Giorli a cura di Rainews:

http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/media/Sicilia-nonna-Eliana-ex-partigiana-eletta-in-consiglio-b078013b-1ffd-406e-b945-1db32ccb39d0.html

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INIZIATIVE DELLA SCUOLA “CIRO SCIANNA” DI BAGHERIA

Sito web della Scuola Secondaria di I grado “Ciro Scianna” ad indirizzo musicale di Bagheria

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25 APRILE 2018 ANPI BARBATO PALERMO

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Voglio ringraziare ancora le compagne ed i compagni dell’ANPI Palermo, in particolare il presidente Ottavio, Angelo Ficarra ed anche Leoluca Orlando per avere riposto la questione Palestinese come tema caratterizzante di oggi, e per avere difeso la bandiera Palestinese, resta il fatto che lo staff comunale abbia tentato di impedire l’esposizione della bandiera palestinese alle spalle del comizio al giardino inglese (ma non ci è riuscito, ma grazie all’intervento di Angelo ), è invece riuscito ad impedire che io porti, come ogni anno, la bandiera sulla scalinata del massimo.
C’è un’architettura congegnata e concordata? Perché a differenza di ogni anno, è stato oggi impedito l’accesso al massimo(anche alla coljanni) , obbligando una forzatura!?
Sono dei dettagli?! Temo di no!?

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25 APRILE ANPI PALERMO

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 PROGRAMMA25 aprile prog.

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25 Aprile anche in Portogallo

1139702486aPortogallo 25 aprile 1974 la rivoluzione “dei garofani” rovescia la dittatura fascista di Salazar

RESISTENZA SEMPRE

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Lettera Memoria e Libertà

LETTERA Memoria e Libertà 25 aprile 2018

 

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25 Aprile 2018 Comandante Petralia

 

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ANCHE QUEST’ANNO, L’ANPI MAZARA CELEBRA IL 25 APRILE. APPUNTAMENTO IN VIA PETRALIA 

Mercoledì 25 aprile 2018 la sezione “Comandante Petralia” di Mazara del Vallo dell’A.N.P.I. – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia celebrerà il 73° anniversario della Liberazione. La cerimonia di commemorazione si terrà a Mazara del Vallo in via Comandante Petralia, la strada dedicata proprio al comandante partigiano di cui la sezione ANPI mazarese porta il nome. Un tributo alla figura del mazarese Vincenzo Modica, conosciuto appunto come “Comandante Petralia”, valoroso combattente che al fianco di Pompeo Colajanni, il glorioso comandante Barbato, ha contribuito in prima persona alla liberazione del Piemonte divenendo fra i maggiori protagonisti della Resistenza partigiana.

Insieme a Petralia saranno ricordati e onorati tutti i mazaresi che hanno preso parte alla Resistenza e si sono battuti (diversi di loro rimettendoci la vita) per liberare il nostro Paese dal nazifascismo. Nostri gloriosi concittadini la cui memoria, per troppo tempo andata persa, bisogna recuperare non solo per dare loro il giusto riconoscimento ma anche per trasmettere alle nuove generazioni gli ideali e i valori alla base della lotta partigiana in modo che non possano mai più ripetersi gli orrori e gli errori del passato.

Sarà l’occasione per invitare l’Amministrazione Comunale mazarese a mettere subito in campo interventi straordinari di manutenzione e pulizia affinché si possa dare finalmente decoro alla Via Comandante Petralia, una anonima via di periferia per una buona parte senza asfalto e sommersa dall’immondizia, quasi un oltraggio alla dignità, al prestigio e all’onore di questo nostro illustre concittadino che è stato un personaggio di spicco nella Resistenza piemontese e italiana e che sicuramente in città meriterebbe una via più centrale e degna di maggiore attenzione; inoltre sarà l’occasione per invitare la stessa Amministrazione a realizzare un monumento dedicato a tutti i partigiani mazaresi che, incredibilmente, ancora manca nella nostra città.

La cerimonia inizierà alle ore 11.00 con il raduno di partecipanti, autorità civili, militari e religiose; proseguirà con la deposizione di una corona d’alloro sotto la targa toponomastica intitolata al Comandante Petralia, il saluto delle autorità presenti e il discorso celebrativo del 73° anniversario della Liberazione a cura del Presidente della sezione ANPI di Mazara del Vallo On. Giuseppe Pernice; infine si terrà la lettura dei nomi dei partigiani mazaresi.

Durante la celebrazione sarà possibile sottoscrivere l’appello nazionale “Mai più fascismi” attraverso un banchetto per la raccolta firme che sarà allestito appositamente all’interno dell’area.

Grazie alla nascita della sezione ANPI “Comandante Petralia” l’anno scorso a Mazara del Vallo, dopo tanti anni, si è tornati a celebrare il 25 aprile. Quest’anno si è voluta ripetere fortemente l’iniziativa e si ha intenzione di continuare a farlo per ognuno degli anni che verranno cosicché questa data non perda mai il suo reale significato e venga sentita sempre di più in città divenendo patrimonio di tutta la collettività mazarese.

L’idea è pure quella di ripercorrere simbolicamente, in occasione di questa ricorrenza, le vite e le storie dei partigiani mazaresi, cominciando quest’anno dalla Via Petralia e facendo tappa negli anni successivi nelle vie dedicate agli altri partigiani mazaresi fino a quando in città non ci sarà un monumento ad essi dedicato.

La sezione ANPI “Comandante Petralia” di Mazara del Vallo, invita la cittadinanza tutta a partecipare nel ricordo di quanti rischiando e spesso sacrificando la propria vita hanno lottato per donarci la libertà e i diritti di cui oggi tutti noi godiamo.

Tommaso Ardagna

Ufficio stampa ANPI sez. “Comandante Petralia” di Mazara del Vallo

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MANIFESTIAMO CONTRO la GUERRA a PALERMO

SABATO 21 Aprile  ore 17,30

PER LA PACE

concentramento  Piazza Massimo

CONTRO la GUERRA GLOBALE, CONTRO l’attacco occidentale alla SIRIA. CONTRO le aggressioni dei governi a danno dei Popoli..

La sfacciata aggressione Usa, Francese ed Inglese, con il lancio di oltre 100 missili contro la Siria , con il pretesto di impedire l’uso di armi chimiche il cui utilizzo doveva essere ancora dimostrato dall’indagine ispettiva indipendente che era stata autorizzata, ed il cui inizio non è stato atteso, e’ avvenuta in piena violazione e sfregio del diritto internazionale.

L’Onu, la Corte Penale internazionale, l’Unione Europea sono ormai istituzioni che escono totalmente a pezzi da questa realtà, sbattuta in faccia al mondo intero.
Anche ISRAELE – che, in queste settimane, a GAZA si sta macchiando di crimini contro l’umanità, del sangue di tanti palestinesi, manifestanti inermi della Grande marcia per il ritorno, colpiti, spietatamente, da cecchini assassini, che hanno avuto l’ordine di sparare per uccidere dal governo del boia NETANYAU, con il bilancio di oltre 30 morti e di oltre 3000 feriti, diversi dei quali colpiti, scientificamente, per renderli invalidi o costringerli a mutilazioni, – ha profittato dell’occasione per colpire in Siria, una base di miliziani iraniani.
Non possiamo accettare, specie dopo l’eccidio in atto a GAZA ed il coinvolgimento diretto nelle azioni militari in Siria, che il Giro d’Italia ciclistico, parta, proprio da Israele, e che, in una delle sue tappe, passi per Gerusalemme, che il governo israeliano considera la capitale del suo stato, e poi arrivi in Italia, ed in Sicilia, come prima tappa del suo percorso nazionale.
Non lo consentiremo. e promuoviamo, sin da ora, una MANIFESTAZIONE per l’8 Maggio a Catania ..per fermare il Giro d’Italia, macchiato di sangue.
Ormai vige la legge del più forte e sotto gli occhi del mondo si commettono abusi, prepotenze, aggressioni a danno di paesi o popolo più deboli, e tutto questo, oltre che a difendere i propri interessi economici e geostrategici nelle varie aree, serve a mandare un messaggio simbolico che suggerisce di arrendersi a questa realtà ed abbassare la testa ..
Ma le resistenze in atto, in varie parti del mondo, mostrano che questo disegno Viene duramente contrastato e combattuto e che cresce la volontà di non subire e non piegarsi alle logiche imperialiste..
Noi NON vogliamo essere servi di nessuno, NON siamo amici degli STATI UNITI.
Noi NON siamo atlantisti e non vogliamo restare all’interno della NATO,
come, invece, sostengono, in questo, veramente omogenei e trasversali, quasi tutti i soggetti politici presenti in Parlamento.
Ma, sopratutto non accettiamo che la Sicilia, sia adoperata come una grande portaerei ed una base militare nel Mediterraneo al servizio degli Stati Uniti.
Birgi, Niscemi, Sigonella, Augusta, Pantelleria, Lampedusa, tutta la nostra isola e’ coinvolta nelle avventure di guerra, per tutelare interessi e per scontri di potere globale, che non ci riguardano, rischiando di restare pesantemente coinvolti e di subirne le gravi conseguenze ..

MANIFESTIAMO CONTRO la GUERRA a PALERMO e SIGONELLA. CONTRO la MILITARIZZAZIONE della SICILA,
CONTRO l’arrivo in SICILIA del GIRO D’ITALIA, macchiato di sangue palestinese.

SABATO 21 Aprile, concentramento ore 17,30 Piazza Massimo

A.N.P .I.

ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA COMITATO NAZIONALE

Ordine del giorno del Comitato Nazionale ANPI sulla grave situazione internazionale

Il Comitato nazionale dell’ANPI esprime profonda preoccupazione per la situazione internazionale, che diviene sempre più complessa e pericolosa e sembra allontanare, ogni giorno di più, quello che è il nostro obiettivo primario: la pace.

Nella zona della Siria si stanno compiendo ripetute stragi di civili e di bambini. Il minacciato intervento militare degli Stati Uniti, sostenuto da Francia e Gran Bretagna, può avviare una escalation dall’esito imprevedibile, che potrebbe condurre a un conflitto globale. La UE deve avere finalmente una propria e autonoma e pacifica politica. Iniziative unilaterali o di “volonterosi” portano a situazioni peggiori, come già successo in Iraq e Libia. Il governo italiano, come rigorosamente disposto dall’art. 11 della Costituzione, non deve coinvolgere in alcun modo il nostro Paese in questa nuova avventura bellica. Per questo destano gravissima preoccupazione le notizie relative all’uso già in atto delle basi di Sigonella da parte dell’aviazione USA verso il teatro siriano e l’eventuale futuro uso di altre basi italiane.

L’ONU assiste, più o meno impassibile, riuscendo a fornire un’immagine di preoccupante impotenza.

Infine, il governo turco di Erdogan, approfitta della situazione per sferrare un altro colpo al popolo curdo, dimenticando il contributo, anche di sangue, da esso recato nel corso della guerra contro l’ISIS. Ovunque incombe

Insomma sono ampiamente compromessi, un po’ ovunque, gli stessi diritti umani.

Tutto ciò richiede un governo europeo unitario e solidale all’altezza della complessità e della gravità della situazione ed un contrasto senza incertezze nei confronti dei Paesi UE che, in risposta all’emergenza guerre e migranti, hanno alzato mura materiali, politiche, ideologiche e culturali.

In Palestina è bastata una manifestazione pacifica per scatenare reazioni violente, da parte del governo israeliano, sul piano militare e civile, con morti e migliaia di feriti e prosegue, nonostante il motivato e diffusissimo dissenso internazionale e la radicale opposizione palestinese, il progetto dell’apertura da parte degli USA della sede diplomatica a Gerusalemme.

Si ha l’impressione che i diritti umani, che dovrebbero essere un valore prioritario per tutti, perdano quota, ogni giorno, a fronte di più o meno sopiti interessi nazionalistici e, talvolta, religiosi.

Non cessa l’allarme per lo spostamento a destra (e spesso verso una destra nera) di diversi Paesi d’Europa; ed è preoccupante, certamente, il risultato del voto in Ungheria, oltre ad alcune posizioni tipicamente retrograde della Polonia, che sembrano perfino negare un passato che non si può cancellare né distorcere.l’ombra dei foreign fighters. Distrutto, o ridotto quasi all’impotenza il cosiddetto Stato islamico, rimane quanto mai evidente il rischio di azioni terroristiche da parte dei kamikaze legati a Daesh. Grave è anche la situazione dell’Ucraina, nel cui governo siedono persino ministri esplicitamente filo-nazisti, mentre nel Paese infuria dal 2014 una sanguinosa guerra civile.

 Nello scenario coreano, dopo reciproche provocazioni e minacce, sembrano per ora superate le posizioni bellicose di Corea del nord e USA: occorre tenere aperti canali e prospettive di un accordo pacifico fra tutti i protagonisti di quell’area.

Questo è il quadro in cui si è sviluppata una migrazione di dimensioni planetarie, accompagnata dal fenomeno criminale degli scafisti. Chi fugge dalla guerra e dalla fame non deve essere fermato con l’avvio a veri e propri campi di concentramento ma le migrazioni vanno regolate nella direzione della inclusione, ove ricorrano gli estremi, non dimenticando mai che l’art. 2 della Costituzione fa riferimento esplicito ai “doveri inderogabili” di solidarietà politica, sociale, economica.

Per l’ANPI resta fondamentale e prioritario l’obiettivo della pace nel mondo, perché ormai non c’è vicenda che non ci riguardi da vicino. Cosi come è fondamentale che la democrazia ed i suoi valori vengano preservati in ogni Paese e prima di tutto in Europa, respingendo ogni tipo di tentativo autoritario, fascista e razzista.

Il Comitato Nazionale ANPI e tutte le strutture periferiche dell’Associazione sono impegnati, in ogni forma possibile, a recare il proprio contributo per la pace, per la convivenza pacifica dei popoli, per il rispetto dei diritti umani, per il pieno radicamento della democrazia nel mondo.

Proprio in relazione al rispetto dei diritti umani il Comitato Nazionale ribadisce l’urgenza di un impegno del governo italiano nei confronti delle autorità egiziane al fine di far emergere con chiarezza le responsabilità dei mandanti e degli assassini di Giulio Regeni. La verità è la giustizia non posso essere negate in nome di qualsiasi ragion di stato.

Il Comitato Nazionale, inoltre, si impegna per avviare una nuova stagione dell’antifascismo su scala europea e per questo ritiene indispensabile ed urgente valorizzare le strutture transnazionali antifasciste esistenti e realizzarne delle nuove.

L’ANPI è in prima fila nella ricostruzione di un grande movimento per la pace, perché, come è scritto nel documento approvato dal 16° Congresso nazionale dell’ANPI nel maggio 2016: “la via della pace e della lotta contro la violenza e i soprusi è ardua, ma è l’unica che possa produrre qualche risultato concreto”.

La raccolta firme sotto l’appello “Mai più fascismi mai più razzismi” è un momento fondamentale del nostro impegno e invitiamo tutti i coordinamenti regionali e provinciali a proseguire con impegno nella sua realizzazione.

12 aprile 2018

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100 tiratori israeliani hanno solo ucciso 17 cittadini palestinesi inermi !!!!!!

vergogna questo è l’odio proprio della natura dei fascismi contro i popoli che lottano, anche a mani nude, per la libertà e la difesa della dignità umana

Tutti lodino i 100 tiratori israeliani schierati sul terrapieno di Gaza

Non hanno difeso solo se stessi e il loro Stato, hanno difeso un’idea universale. Se le torme ululanti di palestinesi avessero superato quel confine nessuno avrebbe più potuto dormire tranquillo, da nessuna parteSenza titolo

di Camillo Langone – Il Foglio 3 Aprile 2018

Soldati israeliani schierati al confine con la Striscia di Gaza (foto LaPresse)
Tutti lodino i 100 tiratori israeliani schierati sul terrapieno al confine con Gaza. Non solo il primo ministro Netanyahu, non solo il ministro della difesa Lieberman, non solo gli ebrei, non solo gli ebrei israeliani, non solo l’esercito israeliano (in cui militano, ricordarselo, molti drusi, beduini, arabi cristiani…), non solo i filo-semiti: anche gli anti-semiti. Anche un anti-semita la notte vuole dormire in pace, una volta chiusa la porta del proprio appartamento. E i 100 tiratori israeliani non hanno difeso solo se stessi e il loro Stato, hanno difeso un’idea universale. Il terrapieno di Gaza è un archetipo del confine. “Abbattere le frontiere vuol dire consegnare il mondo al caos” avvisa Jean Clair. Se le torme ululanti di palestinesi avessero superato quel terrapieno nessuno avrebbe più potuto dormire tranquillo, da nessuna parte. Tutti lodino i 100 tiratori israeliani schierati sul terrapieno di Gaza contro la violenza del numero.

 
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