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ANPI – Associazione Nazionale Partigiani d'Italia- Iniziativa 'Remigrazione' a Prato, Aned e Anpi: "Prefettura non autorizzi"Tutti i dettagli su https://www.gonews.it/2026/02/26/iniziativa-remigrazione-a-prato-aned-e-anpi-prefettura-non-autorizzi/
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- Pagliarulo: "Nordio avvelena i pozzi screditando ogni giorno la magistratura. È una dichiarazione di guerra alla separazione dei poteri conquistata dopo vent'anni di fascismo. Non cadremo nella trappola della rissa""Il ministero della Giustizia ha chiesto alla ANM i nomi dei finanziatori del Comitato “Giusto dire NO” formato da magistrati, ma autonomo dall’ANM, ricevendo una educata e correttissima risposta dal presidente dell’ANM. Nordio ha dichiarato il suo “massimo disprezzo” per il Procuratore generale di Napoli, ha evocato “gli infermieri” per il Sostituto Procuratore generale della […]
- «Con la sentenza del Tribunale di Bari contro CasaPound vengono riconosciute le ragioni dell'ANPI e il valore della memoria antifascista sancita dalla Costituzione"«Con la sentenza del Tribunale di Bari "vengono riconosciute le nostre ragioni e il valore della memoria antifascista sancita dalla Costituzione". Lo dice all'ANSA l'avvocato Emilio Ricci, vicepresidente nazionale Anpi esprimendo "soddisfazione" da parte dell'Associazione per la condanna di 12 militanti di CasaPound per violazione della legge Scelba-Mancino. "La decisione rappresenta un segnale chiaro […]
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Giovanni Ortoleva: 69° anniversario della strage di Salussola
Pubblicato in Anpi notizie, ANTIFASCISMO, memoria, Movimento Fasci Lavoratori Siciliani, Resistenza
Contrassegnato "Pittore", ANPI Isnello, ANPI Palermo, Giuseppe Mogavero, Giusy Vacca, Matteo Di Figlia, Ottavio Terranova, Partigiano Jacon, Roberto Rossellini, Roma città aperta, Salussola
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Magris: uno Stato che tratta con la mafia “ha già perduto la guerra, una guerra fondamentale per la sua esistenza”
da “PERSICILIA” questa recensione di Luigi Ficarra sul libro di Fiandaca e Lupo pubblicato da Laterza.
Il libro di Fiandaca e Lupo pubblicato da Laterza, “La mafia non ha vinto – Il labirinto della trattativa”, è interessante anche per chi, come me e penso molti altri, non condivida la tesi che vi è sostenuta, della legittimità della trattativa Stato – Mafia. Dai due autori giustificata con ricorso alla categoria giuridica dello “stato di necessità”.
Entrambi, il giurista ed il cattedratico, sanno e riconoscono – come fanno altri, ad esempio Bianconi sul Corriere del 17 febbraio – che “interessi tutt’altro che nobili e aspetti di forte ambiguità hanno contribuito a rendere poco chiaro e poco trasparente lo scenario di allora”. Ma, dicono, “ciò non è sufficiente per escludere la possibile liceità di concessioni a Cosa Nostra”, dove quel ‘possibile’ sta a significare un forte dubbio presente pure in loro. I quali, però, attaccano ugualmente, senza mezzi termini e senza riserva del dubbio, il processo in corso a Palermo, che definiscono tout court “sbagliato sul piano giuridico”, prima che esso si concluda. Errore di precipitazione che degli studiosi seri dovrebbero sempre evitare di commettere.
Anche perché c’è, a mio avviso, un errore nell’assunto del Fiandaca, supportato in ciò dal prof. Lupo.
Infatti, il giurista Fiandaca dopo aver accusato i magistrati di Palermo di una visione complottistica che instilla nell’opinione pubblica l’idea che fu commesso qualcosa di losco, si sofferma sul reato inserito nel capo d’imputazione di “violenza o minaccia a un corpo politico”. E vi si sofferma per definire tale accusa un mero ‘espediente giuridico’, teso a ‘colorare indirettamente di criminosità la stessa trattativa’. E qui sbaglia, perché l’accusa, come Egli ben sa, deve essere provata nel processo, e non può essere definita a priori un mero ‘espediente giuridico’. Cosa, questa, che può ben fare e fa Dell’Utri al fine di delegittimare la magistratura inquirente. Tra l’altro, osservo che trattasi di un capo d’accusa, che, leggendo gli atti ad oggi conosciuti, sembra sia molto fondato.
Il Fiandaca, così operando, si è comportato non da giurista terzo, come si pone nel succitato libro, ma da difensore di parte, soprattutto politico, difensore che ha interesse a instillare nell’opinione pubblica l’idea di una magistratura prevenuta e complottista.
Oltretutto, Fiandaca e Lupo dimostrano di non sapere, come ricorda loro Claudio Magris sul Corriere del 20 febbraio, che uno Stato che tratta con la Mafia “ha già perduto la guerra, una guerra fondamentale per la sua esistenza” , e quindi non ha logicamente vinto, come essi, senza tema di vergogna, osano al contrario affermare.
Pubblicato da PERSICILIA: Storia – Cultura – Arte a 02:11
Pubblicato in Anpi notizie, ANTIFASCISMO, memoria, Movimento Fasci Lavoratori Siciliani, Resistenza
Contrassegnato Claudio Magris, Giovanni Fiandaca, Giuseppe Carlo Marino, Luigi Ficarra, Salvatore Lupo, Salvatore Vaiana
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LETTERA APERTA di ANPI SICILIA AL PRESIDENTE ROSARIO CROCETTA
A.N.P.I.
ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA
_______________COORDINAMENTO REGIONALE SICILIA_________________
LETTERA APERTA di ANPI SICILIA AL PRESIDENTE ROSARIO CROCETTA
Presidente Crocetta perché rifiuta la valorizzazione della Memoria?
Caro Presidente,
sono ormai trascorsi parecchi mesi dalle nostre due comunicazioni, inviate alla sua diretta attenzione in data 6 giugno e 28 novembre dello scorso anno.
Il riscontro “pervenuto” è costituito solo….. dal silenzio e, quindi, dal conseguente percettibile e sordo diniego alla nostra richiesta di incontro finalizzata ad individuare un “comune impegno sul terreno della Memoria, della Legalità e dell’ Antifascismo”.
Restiamo stupiti ed amareggiati, incapaci di fatto ad interpretare questo Suo atteggiamento nei riguardi di un’Associazione che per la sua storia, l’articolata ricchezza ideale costituente e l’ampia consolidata strutturazione a livello nazionale e regionale, costituisce la tempra aggregativa più energica e vitale del complessivo patrimonio valoriale, civile e democratico, teso a potenziare e difendere le fondamenta democratiche della nostra Repubblica.
L’indifferenza dimostrata alle questioni poste, nell’ambito del ruolo istituzionale da Lei ricoperto, risulta ancor più stupefacente conoscendo il Suo percorso sociale e politico.
Eppure, la Sicilia nel corso della nostra storia è stata epicentro di eventi di primo piano che, con il supporto di grandi partecipazioni popolari, hanno contribuito in modo determinante a modificare in maniera propositiva il percorso umano, civico, sociale e democratico dell’isola e del nostro Paese.
La coltura e la valorizzazione quotidiana della Memoria sono radici assolutamente e strutturalmente prioritarie nella gestione del pubblico Bene comune, faro imprescindibile per realizzare condizioni migliori per l’oggi e il domani, per l’etica e la materialità della vita dei cittadini, in vivibilità e qualità.
La Memoria civile e sociale è insegnamento ed educazione fondamentale, patrimonio inderogabile, per tutti, specie per le nuove generazioni.
Anche in Sicilia ben conosciamo, quali potenti forze più o meno oscure sono presenti ancora nelle pieghe della Società, rivolte costantemente a minare i valori della legalità, delle conquiste e delle coesione sociali, del riscatto democratico e partecipativo dei cittadini.
Dallo corso anno, due anniversari particolarmente rilevanti stiamo celebrando anche in Sicilia che hanno caratterizzato il nostro vissuto:
- Il 70° dello sbarco in Sicilia, l’inizio dell’ assalto liberatorio alla “fortezza” Europa nazi-fascista da parte degli Alleati. La caduta del Regime il 25 luglio e l’armistizio dell’ 8 settembre firmato in terra siciliana a Cassibile. Quindi, il 70° anniversario dell’inizio della Resistenza armata da parte del popolo italiano per la riconquista della libertà e della democrazia violentemente soppresse per oltre un ventennio dalla dittatura fascista.
- Il 120° dei Fasci Siciliani. Quel grande movimento di uomini e donne autorganizzato che in breve tempo si consolidò in tutte le provincie della Sicilia. A partire dagli ultimi, più emarginati e sfruttati, da sempre “schiavi”, cercando il riscatto sociale sempre negato, al grido di “ terra, pane, lavoro libertà e legalità”, finendo violentemente schiacciati da un potente e sanguinario potere repressivo, con l’imposizione di scioglimento del Movimento del 3 gennaio 1894, la decretazione dello stato di guerra ed una lunghissima scia di morti, di arresti e processi di massa, ad opera del siciliano Francesco Crispi, ancora oggi tanto ricordato in Sicilia con strade, piazze e monumenti a lui dedicate.
- I germi di questo grande movimento, solo secondo per importanza in Europa dopo la Comune di Parigi, rimasero a germogliare. Dopo la furia fascista ripresero la lotta contro il feudalesimo terriero ancora imperante, con le imponenti lotte contadine del dopo guerra.
Ebbene, la Regione Sicilia ha eluso questi fondamentali appuntamenti. Non ha svolto nessun specifico ruolo propositivo nell’incentivare la giusta Memoria dei cittadini siciliani.
Lei, Presidente, è stati assente!
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Contrassegnato ANPI Palermo, ANPI Sicilia, Domenico Stimolo, Ottavio Terranova, Rosario Crocetta
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Deprechiamo indebite pressioni sulla magistratura
Il segretario dell’ANPI Palermo e il coordinatore regionale delle ANPI siciliane, rispettivamente Angelo Ficarra e Ottavio Terranova, condividono pienamente e fanno propria l’indignazione espressa dallo storico Giuseppe Carlo Marino sull’inquietante iniziativa editoriale annunciata vistosamente dal “Corriere della sera” del 17 febbraio ultimo scorso. Si tratta del libro di G. Fiandaca e S. Lupo sulla trattativa Stato-mafia, che, secondo quanto riferisce la stampa, delegittimerebbe il lavoro dei magistrati della Procura di Palermo che proprio per questo processo sono oggetto delle minacce di morte della mafia. Soprattutto colpisce la tempistica dell’iniziativa che indubbiamente esercita una non indifferente ma indebita pressione sulla magistratura inquirente mentre è ancora in corso il procedimento giudiziario. Tra l’altro ricordano altre iniziative dello stesso tenore assunte in passato in occasione del processo per la trattativa Stato-mafia che riguardava l’allora presidente del consiglio Giulio Andreotti del quale una definitiva sentenza della Cassazione accertò rapporti con cosa nostra fino all’anno 1980, pur dichiarandoli non perseguibili per avvenuta prescrizione.
Pubblicato in Anpi notizie, ANTIFASCISMO, Lotte contadine, memoria, Movimento Fasci Lavoratori Siciliani, Resistenza
Contrassegnato "no trattativa Stato-mafia", Angelo Ficarra, Di Matteo, Giovanni Fiandaca, Giuseppe Carlo Marino, Ottavio Terranova, Salvatore Lupo
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Corte di Cassazione e strage di Piazza della Loggia
La Corte di Cassazione ha annullato, in parte, la più recente sentenza della Corte d’appello di Brescia, nel procedimento che si occupa, ancora una volta, della strage di Piazza della Loggia, avvenuta – come è noto – alla fine di maggio del 1974. Sono trascorsi quarant’anni e che cosa abbiamo in mano?
L’assoluzione di Delfo Zorzi, per anni considerato il sospettato – indiziato numero 1 è ormai definitiva; ma c’è la prospettiva di un nuovo giudizio, in Assise d’Appello, nei confronti di Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonti. Certamente, quest’ultima parte è positiva, perché lascia aperta una strada ed una prospettiva. Ma se si pensa ai dodici processi, ai quarant’anni trascorsi da allora, agli otto morti ed ai cento feriti, si ha la sensazione orribile di una giustizia che non riesce a farsi strada, a darci almeno una verità giudiziaria su un fatto così tremendo(…)
Pubblicato in Anpi notizie, ANTIFASCISMO, memoria, Resistenza
Contrassegnato ANPINEW;, Brescia, Carlo Smuraglia, strage di Piazza della Loggia
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LETTERA APERTA ALLA SCORTA CIVICA
Sentito, partecipato incontro fra una delegazione dei dipendenti della Procura della Repubblica di Palermo capeggiata dalle signore Gisella Taormina e Maria Antonietta Zagra e i rappresentanti delle associazioni ANPI dei Partigiani italiani, dei Professionisti liberi, del Forum acqua e beni comuni, Cittadinanza per la Magistratura e vari cittadini anche di varie città di Italia (oggi era presente una cittadina di Bergamo) che questa mattina 21 febbraio erano di turno come “Scorta Civica” a manifestare la solidarietà ai magistrati della Procura di Palermo e particolarmente al dott. Di Matteo pesantememnte minacciati dalla mafia. Un caloroso solidale abbraccio e applauso ha accolto la lettura della lettera dei dipendenti della Procura che qui di seguito riproduciamo.
LETTERA APERTA ALLA SCORTA CIVICA
“Siamo dipendenti della Procura della Repubblica di Palermo e vogliamo far sentire la nostra voce sulle manifestazioni che in questi ultimi mesi si sono tenute nel piazzale..
Abbiamo visto grande partecipazione e udito la voce di tanti cittadini, giovani, ed anziani, i quali, benché assillati da problemi personali e familiari, hanno voluto dare la loro presenza ed esprimere fortemente la loro affettuosa solidarietà ai magistrati in atto impegnati nei processi, di cui la stampa e la televisione hanno dato molto risalto.
Gruppi di cittadini, associazioni, istituzioni, si sono voluti costituire in scorta civica, ed hanno dato prova di una effettiva vicinanza a quei magistrati della Procura di Palermo e particolarmente al dott. Di Matteo, che oggi vengono minacciati dalla mafia e la cui vita è a rischio.
L’iniziativa presa ha un alto valore morale e sociale perché esalta la funzione giudiziaria che è posta dalla Costituzione a presidio della legalità e della giustizia.
Noi pubblici dipendenti, dobbiamo attenerci alle norme del rapporto di lavoro, per cui non possiamo, nelle ore di lavoro, allontanarci dall’ufficio cui siamo assegnati, né tantomeno abbandonarlo.
Non possiamo non dire a chiara voce che in questi momenti avremmo voluto scendere dai piani alti e con la scorta civica vivere insieme queste meravigliose giornate, ma non è stato possibile.
Nonostante ciò, ci sentiamo con il cuore e con la mente vicini a Voi cittadini, e condividiamo pienamente lo spirito e le finalità della iniziativa.
Palermo lì 09-02-2014 I DIPENDENTI DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI PALERMO
SEGUONO LE FIRME
Pubblicato in ANTIFASCISMO, Lotte contadine, memoria, Movimento Fasci Lavoratori Siciliani, Resistenza
Contrassegnato "Scorta Civica", Adriana Castelli, Angelo Ficarra, Anna Ficarra, Antonella Leto, Antonino Di Matteo, e di Cittadinanza per la Magistratura, Franco Carollo, giovane Palazzotto, Giovanni Palazzotto, Gisella Taormina, Maria Antonietta Zagra, rappresentante dei Professionisti liberi, Sabatino
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IL MUOS È ILLEGITTIMO, la repressione arbitraria e immorale
Dietro la costruzione del MUOS ci sono responsabilità istituzionali gravissime, ma ad essere sanzionati sono le attiviste e gli attivisti del movimento NO MUOS.
Il MUOS è illegittimo perché
- La base non poteva essere concessa perché mai autorizzata dal Parlamento ai sensi dell’art. 80 della Costituzione
- Le autorizzazioni erano illegittime e carenti, come evidenziato dalla Verificazione ordinata dal TAR
- Privo delle autorizzazioni necessarie, come le concessioni edilizie e il nulla osta del Genio Civile
- Le revoche regionali del 29 marzo erano in realtà degli annullamenti, quindi i lavori sono abusivi
- Non si capisce come la Soprintendenza di Caltanissetta abbia rilasciato il nulla osta paesaggistico a un’opera per la cui esecuzione è stata sventrata un’intera collina in piena riserva naturale
- Altrettanto inspiegabile è il nulla osta dell’Azienda Foreste Demaniali malgrado l’installazione sia incompatibile con il regolamento della stessa riserva
- · Ai lavori partecipa una ditta priva di certificazione antimafia scortata in pompa magna dalle forze dell’ordine pronte a rimuovere i tappeti umani dei manifestanti (poi sanzionati e denunciati) che protestavano legittimamente.
- Sicuramente della Regione Siciliana, con le sue autorizzazioni e il balletto delle revoche e contro-revoche
- Sicuramente del Governo Nazionale che ha sottoscritto trattati internazionali ai quali non era stato autorizzato appropriandosi di competenze del Parlamento
- Sicuramente della Soprintendenza di Caltanissetta che ha concesso un nulla osta “inspiegabile”
- Sicuramente dell’Azienda Foreste Demaniali con il proprio nulla osta altrettanto “leggero”
- Sicuramente del Prefetto di Caltanissetta, che come apprendiamo dai file di Anonymus, mentre i lavori erano sospesi, brigava con Governo Nazionale, Regione e Governo Statunitense perché i lavori non si interrompessero e progredissero
- Sicuramente della Questura di Caltanissetta che ha scortato in cantiere gli operai della ditta priva di certificazione antimafia, sanzionando chi protestava
- · Sicuramente di chi non ha vigilato sulla correttezza delle autorizzazioni e legittimità dei lavori.
Quali e di chi sono le responsabilità di un’opera illegittima oggi completata?
Ma allora chi paga per queste responsabilità?
Solo le attiviste e gli attivisti per essersi opposti e puntato il dito contro chi calpestava il diritto, mettendo in pericolo la salute, l’incolumità, l’avvenire, l’identità culturale di un territorio pur di costruire una criminale base di guerra degli USA!
Sono tantissime le persone multate e denunciate perché si opponevano: contro di loro anche una campagna di autentica intimidazione che serve a sfiancare e a indebolire la protesta.
Terrorista è chi devasta, deturpa e militarizza i territori
Il coordinamento regionale dei Comitati NoMuos continuerà a battersi fino alla completa smilitarizzazione della Sughereta.
PROTESTIAMO CONTRO LA REPRESSIONE A NISCEMI e in Italia, per la libertà di tutte/i gli attivisti delle lotte sociali (No Muos, NoTav, disoccupati, occupanti di case, attivisti per i beni comuni, ecc.).
Additiamo CHI HA GRAVISSIME RESPONSABILITÀ NELLA VICENDA MUOS e 46 ANTENNE NRTF.
Sabato 22 febbraio tutti/e a Caltanissetta: inizio del corteo alle ore 9,30 da piazza Falcone Borsellino fino al Palazzo del governo in Viale Regina Margherita. Al termine della manifestazione, intorno alle 12,30 si terrà una conferenza stampa davanti alla Prefettura.
Sabato 1 marzo alle 14,00 tutti/e a Niscemi in contrada Ulmo nel cuore della Sughereta.
Coordinamento regionale dei comitati NoMuos
Pubblicato in ANTIFASCISMO, Lotte contadine, memoria, Movimento Fasci Lavoratori Siciliani, Resistenza
Contrassegnato CALTANISSETTA, NOMUOS
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Notazioni del Presidente Nazionale ANPI, Carlo Smuraglia:
Notazioni del Presidente Nazionale ANPI, Carlo Smuraglia:
► I fatti politici non hanno smentito le mie preoccupazioni della settimana scorsa e si sono affrettati a disperdere i miei sogni. Non entrerò, come sempre, nelle vicende interne del PD e neppure – specificamente – in quelle relative al Governo del Paese. Ma se la mia indicazione di fondo era che bisognava occuparsi rapidamente dei problemi reali del Paese, ottenendo da subito una vera riforma della politica, da me considerata prioritaria rispetto ad ogni altra cosa, devo dire che la smentita è stata rapida e netta
Nella news-letter uscita la settimana scorsa, esprimevo giudizi preoccupati sulla situazione politica e poi indicavo una mia “agenda” ideale, considerandola come una sorta di sogno, probabilmente destinato a morire. I fatti non hanno smentito le mie preoccupazioni e si sono affrettati a disperdere i miei sogni. Non entrerò, come sempre, nelle vicende interne del PD e neppure – specificamente – in quelle relative al Governo del Paese.Ma se la mia indicazione di fondo era che bisognava occuparsi rapidamente dei problemi realidel Paese, ottenendo da subito una vera riforma della politica, da me considerata prioritaria rispetto ad ogni altra cosa, devo dire che la smentita è stata rapida e netta.
E’ ben difficile parlare di “nuova politica” di fronte al rapidissimo mutamento di situazione che si è verificato nel giro di una settimana, col Governo Letta “indotto” alle dimissioni e il “trionfo” del nuovo Segretario del PD, che si avvia alla conquista di gran carriera del posto di Presidente del Consiglio, sulla base semplicemente delle decisioni adottate dal suo partito(…)
Pubblicato in ANTIFASCISMO, memoria, Movimento Fasci Lavoratori Siciliani, Resistenza
Contrassegnato ANPINEW;, Carlo Smuraglia
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