ANPI CONVEGNO NAPOLI: MEZZOGIORNO E RESISTENZA

http://youtu.be/_S2_F9LaS88

 

Sulla scia di un rinnovamento degli studi sull’argomento, dopo decenni di sottovalutazione, si affronteranno i numerosi episodi resistenziali nel sud, il diretto coinvolgimento di meridionali in formazioni partigiane nel centro-nord, percorsi biografici esemplari, il tema del “ritorno” e il riconoscimento dell’esperienza partigiana nel dopoguerra.

 

 

I partigiani e il Sud che fece la Resistenza:

Una clip dal convegno “Il contributo del mezzogiorno alla liberazione d’Italia”.

https://www.youtube.com/watch?v=_S2_F9LaS88

“Vogliamo ribaltare la vulgata che vuole la Resistenza come Resistenza del nord, e vogliamo dimostrare che invece si è trattato di un fenomeno che ha avuto carattere nazionale, con centinaia di azioni di civili e militari, di grandi e piccole ribellioni, tantissime in Campania, in Sicilia, in Puglia, in Sardegna.”- da La Repubblica, intervista a Carlo Smuraglia, dal convegno di Napoli.

ARTICOLO LA REPUBBLICA.IT

Smuraglia: “Napoli e il Sud protagonisti della Resistenza”

IL PRESIDENTE DELL’ANPI APRE IL CONVEGNO ALLA SOCIETÀ NAPOLETANA DI STORIA PATRIA

ANTONIO FERRARA

AD APRIRE i lavori il presidente nazionale Anpi Carlo Smuraglia, volontario della Divisione Cremona. I saluti sono affidati al sindaco Luigi de Magistris, a Renata De Lorenzo di Storia patria e al combattente delle Quattro Giornate Antonio Amoretti, responsabile dell’Anpi di Napoli.

Presidente Smuraglia, perché il convegno a Napoli?

«Vogliamo ribaltare la vulgata che vuole la Resistenza come Resistenza del nord, e vogliamo dimostrare che invece si è trattato di un fenomeno che ha avuto carattere nazionale, con centinaia di azioni di civili e militari, di grandi e piccole ribellioni, tantissime in Campa- nia, in Sicilia, in Puglia, in Sardegna. Abbiamo ricostruito esattamente i tanti episodi che si sono svolti in Campania e nell’intero Mezzogiorno, e questo contribuirà a ridefinire il concetto di Resistenza, che fu una guerra di popolo nel senso che tutto il popolo si mobilitò, ognuno nel suo campo. E fu una resistenza fatta anche dai militari, che per troppo tempo anche a sinistra è stata negata, come insegna la straordinaria pagina di Cefalonia».

C’è stato un ritardo dell’Anpi?

«Stiamo lavorando dal 2011, quando sono stato eletto presidente, su questo tema. Mi sono proposto di restituire per quanto possibile la verità dei fatti e contestare una visione “eroica” della Resistenza, sottoli- neando invece il contributo normale di scelte coraggiose di tanti giovani che si sono schierati e delle donne, che non si possono solo identificare con le staffette partigiane ma hanno aiutato e nascosto tantissimi italiani dopo l’8 settembre. La Resistenza non è stata fatta solo con le armi, ma anche con l’opposizione al fascismo e ai nazisti per ristabilire il regime democratico, con gli scioperi del 1943-44».

Napoli è la città della Quattro

Giornate. Che ruolo ha avuto?

«Ci sono state rivolte contro i tedeschi in tante piccole e grandi località del Mezzogiorno dopo l’8 settembre, ma nella storiografia si citano al massimo le Quattro Giornate di Napoli che rappresentano certamente un momento altissimo di rivolta all’oppressione nazifascista, ma poi ci si ferma lì. Ecco, con il nostro convegno vogliamo dire che ci sono stati invece tantissimi casi di opposizione ai nazisti. E la Campania, anche per la rivolta di Napoli del settembre 1943, ci è sembrato il luogo più giusto nel quale l’Anpi dia conto di una lettura della Resistenza come fenomeno che ha riguardato l’intero territorio nazionale, e non solo il centronord ».

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“Vogliamo cambiare quella lettura errata che pone la rivolta al nazismo solo al centro nord”

PARTIGIANO E ANTIFASCISTA

Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia

22 gennaio 2015

pagina a cura di Caterina Pollichino

Nella prima giornata del Convegno a Napoli sul contributo del mezzogiorno alla Liberazione 22/23 gennaio è pervenuto questo significativo messaggio di Antonino Di Matteo

“Nella piena consapevolezza della importanza e nobiltà della vostra attività associativa, desidero rappresentare la mia personale vicinanza nei confronti di chi, come voi, continua a battersi per l’affermazione di quei valori Costituzionali oggi troppo spesso trascurati e calpestati nella indifferenza generale. Mi sento pienamente solidale con l’ANPI nell’ansia di rendere finalmente concreta e piena l’applicazione della Costituzione sulla quale ho giurato fedeltà allo stato e per la quale gli eroi della resistenza hanno combattuto anche a costo della loro vita e della loro libertà

Nino Di Matteo”

“Il Convegno non aveva la pretesa di essere esaustivo, ma di segnare qualche punto fermo,

su cui fondare le future riflessioni e indagini. E su questo piano, esso è apparso veramente

riuscito.

Ripeto: pubblicheremo gli atti e tutti potranno giovarsi di questo contributo alla ricostruzione

di una verità storica, che si imponeva; intanto, il Convegno ci ha fornito due punti fermi, di

cui ognuno dovrà tener conto in futuro: che è giusto parlare di “partecipazione” più che di

“contributo” del mezzogiorno alla liberazione dell’Italia; e che la Resistenza ha avuto un

inequivocabile connotazione nazionale, per la semplice ragione che in essa fu coinvolto

l’intero Paese, sia pure con forme e modalità diverse, ma con assoluta unitarietà di obiettivi.

Di questi risultati siamo fieri. Li dobbiamo soprattutto all’opera delle tre ricercatrici che così

bene hanno lavorato (Isabella Insolvibile, Chiara Donati e Toni Rovatti), all’apporto volontario

e disponibile dei tre “tutors” (Prof. Luca Baldissara, Prof.ssa Gabriella Gribaudi e il Dott.

Guido D’Agostino, Direttore dell’Istituto campano per la storia della Resistenza); ma li

dobbiamo anche ai contributi che sono venuti dai discussants e alla partecipazione alla

tavola rotonda conclusiva del Prof. Alberto De Bernardi, Vicepresidente dell’INSMLI.

Dobbiamo anche ringraziare tutta l’ANPI di Napoli, che a partire dal suo Presidente, si è

prodigata per la riuscita del Convegno, lo staff dell’ANPI nazionale, che ha lavorato con

impegno ed alacrità, a partire dal responsabile dell’area del Mezzogiorno, Vincenzo Calò fino

ai membri della Segreteria nazionale e a tanti altri. Un grazie di cuore anche al Sindaco, Luigi

De Magistris, che ha voluto assistere all’inizio dei lavori, ci ha onorati con un discorso che era

assai di più di un semplice saluto e ci ha fornito anche piacevoli esempi della tradizionale

ospitalità napoletana; infine un grazie alla Società napoletana di storia patria ed alla sua

Presidente Prof.ssa De Lorenzo, che hanno ospitato il Convegno con cordialità e amicizia.

Insomma, una nuova pagina della storia della Resistenza che in qualche modo stiamo

scrivendo e ricostruendo in questi anni difficili. Faremo in modo che essa diventi parte

essenziale delle comuni coscienze sul tema; sarà così compiuto, finalmente, anche un atto di

giustizia nei confronti del Mezzogiorno.”

Carlo Smuraglia

da ANPI news  3  febbraio 2015

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