In risposta alla vergogna di leggi che offendono la Costituzione e la dignità umana

un bellissimo esempio di lotta civile e di passione ideale

Carissimi, Vi comunico con piacere che ieri ho partecipato ad una assemblea come Anpi insieme a Scorta Civica , con il giornalista di Antimafia 2000 Aaron Pettinari, Adriana Gnani, Giovanna Pedroni di Agende rosse, e il figlio di una vittima della mafia Ferdinando Dome’ con la sua compagna Laura, all’Istituto Tecnico Commerciale, sempre con gli attivissimi  docenti Anna Ciccia e Gioacchino Cannizzaro. Ho parlato dell’ANPI e del nostro impegno con Scorta Civica per sostenere chi combatte per la legalità’ esortando i ragazzi a impegnarsi per capire il presente e difendere i principi sacri e inviolabili della Costituzione nata dalla Resistenza. Come nella Resistenza  i giovani si sono attivati per liberarsi dall’oppressore e conquistare la liberta’, adesso e’ necessario cercare di capire cosa sta succedendo per salvaguardare quei principi per cui molti si sono sacrificati, per non rischiare di perdere quelle conquiste fatte. Ho messo la mia solita passione nell’intervento e ad un certo punto un insegnante, non avendo nemmeno seguito per intero il mio intervento si e’ permesso di accusarmi di fare un comizio e di fare politica. Al che ho risposto che parlare di diritti, di legalità’ e di Costituzione non e’ reato e porgendogli il microfono per dirmi cosa avevo detto di sbagliato non ha saputo dirmi nulla..e’ diventato paonazzo e non voleva rispondere. L’insegnante Anna Ciccia ha preso il microfono e ha specificato che il mio intervento era stato perfetto e non avevo detto nulla che potesse dar adito a critiche, perché esortavo soltanto i ragazzi a prendere in mano la loro vita e interessarsi di legalità, informandosi sul comportamento dei politici e riflettere prima di votare, inducendo anzi i ragazzi a riflettere prima di esprimersi nelle cabine elettorali. Ho comunque capito che parlare di legalità’ e dire di non votare condannati e’ ritenuto rivoluzionario. Ho avuto solo la critica di questo insegnante ma l’approvazione di tutti, compresi insegnanti, il giornalista e gli altri di scorta civica. Mi hanno definita la pasionaria dell’Anpi, e il professore Cannizzaro mi ha detto che non ha mai conosciuto una donna partigiana attiva  come me …Spera di incontrare di nuovo Lidia Menapace, come l’anno scorso…Comunque, vi ho raccontato questo solo perché penso possa farvi piacere, sapere che portiamo avanti i valori per cui ci siamo sempre battuti, e mi e’ sembrato il giusto contributo che un vero Resistente deve dare, mantenendo la liberta’ di esprimere la propria opinione.
Se pensate invece che ho esagerato..accetto anche le critiche…:)
Un abbraccio

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Notazioni del Presidente Nazionale ANPI, Carlo Smuraglia

 

Legge elettorale e riforma del Senato: era (ed è) una questione democratica“: sabato 21 febbraio a Torino, iniziativa pubblica promossa dall’ANPI Nazionale. Interverranno Gustavo Zagrebelsky, Carlo Smuraglia e Antonio Caputo coordinati da Sandra Bonsanti. Aderiscono ARCI Nazionale e Libertà e Giustizia 

 

 

ARGOMENTI

 

Notazioni del Presidente Nazionale ANPI, Carlo Smuraglia:

 

Si torna a parlare, avvicinandosi il 20 febbraio, del decreto fiscale e, come spesso accade, se ne sentono di tutti i colori (…)

 

La settimana scorsa ho potuto inserire solo una breve postilla,  nella News 149, sul discorso di insediamento, appena pronunciato dal Presidente della Repubblica Mattarella. Non c’è molto da aggiungere, penso. Tuttavia desidero sottolineare il fatto che nel discorso, che – successivamente – ho potuto leggere con calma, il richiamo alla Costituzione è ripetuto in modo costante e tutt’altro che formale (…)

 

Ci troviamo, quasi senza rendercene conto, nella situazione più difficile e più pericolosa tra tutte quelle che si sono verificate dalla fine della guerra mondiale ad oggi. La questione dell’Ucraina ci mette sull’orlo di una guerra, come assai di rado era accaduto in precedenza. L’incontro a Mosca tra la Merkel, Hollande e Putin non ha prodotto quasi nulla(...)

 

La notizia della morte di Massimo Rendina ci ha profondamente addolorati. Da parecchio tempo non riusciva più a frequentare le nostre riunioni, alle quali – finché gli era stato possibile – non era mai mancato. Ma lo sentivamo ancora presente fra noi, tanto vivido era il ricordo della sua voce, dei suoi interventi, dei suoi sprazzi ironici, talvolta duri e talvolta addirittura affettuosi(…)

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Incontri sul 70ºanniversario della liberazione dal nazifascismo promossi dall’ANPI con il MIUR.

Foto di gruppo di alcuni incontri dei rappresentanti dell’ANPI, Pino Lo Bello già Presidente dell’ANPI Palermo, Giusy Vacca membro della segreteria ANPI Palermo, Fausto Clemente funz. scol. e Mario Piraino storico, con gli studenti del Liceo Classico Gregorio Ugudulena di Termini Imerese, dell’Istituto Psicopedagogico di Caccamo e dell’Istituto Comprensivo di Cefalù, in preparazione del Progetto sul 70ºanniversario della liberazione dal nazifascismo Promosso dall’ANPI con il MIUR.

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10 febbraio “Giornata del ricordo”


ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA
COORDINAMENTO REGIONALE SICILIA
Ente Morale D.L. n. 224 del 5 aprile 1945

Oggetto: Comunicato Stampa: 10 febbraio Giornata del Ricordo
Nota del Coordinatore dell’ANPI Sicilia  Ottavio Terranova

Palermo. 5 febbraio 2015

Rispetto della memoria, decoro democratico e verità storica
NO alle gazzarre neo fasciste e al revisionismo storico

La giornata commemorativa del 10 febbraio è stata istituita il 30 marzo 2004, con la legge n. 92: “in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale”. Per ricomporre e “ricordare” i tragici eventi che si verificarono nelle aree finali  del nord-est tra il 1943 e il 1947. Il 10 febbraio del 1947 si firmò a Parigi il Trattato di Pace tra gli Alleati che congiuntamente ai Movimenti di Liberazione avevano sconfitto il nazi-fascismo e gli stati che assieme alla Germania avevano causato  la seconda guerra mondiale ( Italia, Romania, Bulgaria, Finlandia). La dittatura fascista aveva trascinato l’Italia – da protagonista, con la Germania nazista –  nell’orribile massacro che aveva provocato in Europa oltre cinquantacinque milioni di morti ed immane distruzioni. A seguito del trattato anche alcune aree territoriali del nord-est, Istria, Fiume, ecc.- furono riconosciute parti integranti della Iugoslavia. Il conseguente esodo determinò la fuoriuscita  di diverse decine di migliaia di italiani.
La Iugoslavia, aggredita ed invasa nell’aprile del 1941 dall’Italia fascista, dalla Germania e dagli altri stati che facevano parte dell’Asse  promotrice  della “razza eletta, dominatrice del mondo”, si liberò da sola  con le proprie formazioni partigiane. In quella aree le vicende  della guerra furono violentissime. Già con il dominio  nel ventennio della dittature fascista nelle zone dalmate,  con l’aggressione armata , poi, dopo l’8 settembre del 1943 e con la formazione della RSI con Mussolini, i conflitti tra i nazifascisti e le popolazioni locali di ceppo slavo,  e con i gruppi partigiani italiani e dell’esercito di liberazione iugoslavo, toccarono apici enormemente tragici. Altissimo il tributo collettivo di sangue delle popolazioni iugoslave, con più di 1.000.000 di morti. Le foibe, la scomparsa e la morte violenta di  diverse migliaia di  italiani avvenuta in queste fasi, specie nel periodo finale della sconfitta nazifascista, fanno parte del tragico contesto complessivo.
Nella ricorrenza del 10 febbraio si ha l’obbligo di ricordare i tragici eventi, gli orrori della guerra,  i valori fondamentali di pace, libertà, democrazia, civile convivenza, riconquistate, con un  enorme olocausto umano. Con la memoria, in particolare, rivolta alle tragedie che si consumarono nelle terre che hanno riguardato la “ Relazione della Commissione italo-slovena, sui rapporti italo-sloveni 1880-1956”, con gli Atti conclusivi del luglio 2000.
Come avvenuto nel corso degli anni sul piano nazionale e  anche in Sicilia, alcune organizzazioni di stampo neofascista, completamente emarginate dalla realtà civile e democratica del Paese, con iniziative e manifestazioni di stampo revisionista, tendono a distorcere in maniera strutturale le indissolubili verità storiche e le articolate motivazioni  della “Giornata del Ricordo”, ancora impresse nelle carni di molte persone, uomini e donne.  La condanna perenne ed universale dell’ideologia aberrante del nazifascismo e degli orrori e dei delitti contro l’umanità commessi dai suoi seguaci, rappresentano le fondamenta costitutive dell’Italia repubblicana e dell’Europa intera.  La verità storica non si cancella.
E’ questo il riferimento fondamentale della nostra Costituzione che fonda i suoi Valori su principi radicalmente opposti al totalitarismo, al razzismo, al diniego della dignità umana e alla pace, violentemente perseguiti dai nazifascisti.
L’ANPI Sicilia Invita le organizzazioni politiche e sociali, la cittadinanza civile, a respingere tutte le iniziative provocatorie che si dovessero operare nel corso dei prossimi giorni  caratterizzate da “richiamo fascista” e dalla falsificazione storica. Chiedono alle autorità a non autorizzate le manifestazioni  che nei fatti disprezzano e violentano  i dettami Costituzionali che rappresentano la nostra quotidianità. Riconfermando ancora, che la Sicilia è stata e sarà sempre antifascista.

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CONCORSO NAZIONAlE “Dalla Resistenza alla Cittadinanza Attiva”

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LOTTE PER LA LEGALITA’: solidarietà a Gisella Taormina

 

Gomme bucate alla presidente della Pro loco di Vergine Maria

«Noi andiamo avanti nel nostro progetto di legalità»

Marta Genova 30 Gennaio 2015

Cronaca – L’associazione si muove da anni nella borgata di Vergine Maria, ma collabora con le altre realtà associative cittadine su tutto il  territorio palermitano, portando avanti iniziative legate alla condivisione degli spazi, al bene comune e al ripristino della legalità

 

Stamattina ha trovato due ruote della sua auto bucate. Ad accorgersi che si trattava di veri e propri squarci è stato il gommista che dopo aver controllato le ruote e indicando i 5 tagli è riuscito solo a fare un sorriso perplesso. Così ci ha raccontato Gisella Taormina, presidente della Pro Loco Nostra Donna del Rotolo, che opera sulla borgata di Vergine Maria ma non solo.

«Farò denuncia contro ignoti –  dice a Meridionews  – non possiamo fare altro. Ma una cosa è certa, non ci facciamo intimidire, i valori non si possono distruggere, si va avanti, l’amore per la giustizia è come il mare in tempesta, non lo puoi fermare».

Non c’è una firma, dove per firma intendiamo un nome di chi ha commesso questo gesto, ma di atto intimidatorio si tratta e il dubbio, su questo, nel quartiere non sembra lo abbiano in molti. Chi opera per il bene della città e per la legalità, da sempre subisce ritorsioni. E La pro Loco di Gisella Taormina, si spende proprio per attività volte tutte al bene comune, alla restituzione degli spazi della città e al ripristino della legalità, appunto.

«Sappiamo di dare fastidio – continua  -.  Abbiamo chiesto la condivisione della villetta di Vergine Maria, l’abbiamo ripulita, sistemata e subito dopo ci sono stati i primi atti vandalici. Le nostre attività sono varie, ci siamo se si e continuiamo a portare avanti una battaglia contro l’inquinamento acustico dovuto al rumore che proviene dalla Tonnara Bordonaro, abbiamo fatto esposti e denunce. Si tratta di un bene storico vincolato oltretutto, motivo per cui abbiamo in ultimo presentato qualche giorno fa un altro esposto insieme ad altre 7 associazioni, denunciando lo stato di pericolo in cui versa la struttura sia all’esterno che all’esterno e per il fatto che il comune ha più volte emesso ordinanze in tal senso, intimando al proprietario dell’immobile e al gestore di eseguire i lavori che di fatto ancora non vengono eseguiti, mettendo a repentaglio anche l’incolumità della gente».

Serve la collaborazione di tutti affinché le attività possano essere portate avanti, «Chiediamo partecipazione e – conclude –  una collaborazione ancora più forte delle forze dell’ordine per il controllo del territorio».

da Meridionews segnalato da Giusy Vacca

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ANPI Palermo News: Ricordo del partigiano Cristoforo Carabillò

I labari dei Comuni di Reggio Emilia e della fascia circostante ieri 3 febbraio hanno reso omaggio ai partigiani caduti fra cui il nostro Cristoforo Carabillò di Castelbuono a cui va il nostro pensiero riconoscente. Ringraziamo Bruno Vivi Presidente Anpi di Reggio Emilia a cui va il nostro ringraziamento anche per avere custodito in tutti questi 70 anni tanta importante memoria.

 

 

Ricevuto da Giusy Vacca

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Sergio Mattarella Presidente della Repubblica

ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA

A.N.P.I.

COMITATO NAZIONALE

___AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA_

Signor Presidente, siamo lietissimi che sia stato eletto un Presidente così

rappresentativo dei valori fondamentali in cui fermamente crediamo. Le auguriamo

sinceramente buon lavoro, nell’interesse della collettività nazionale e  della giustizia

sociale. Le assicuriamo che nell’impegno per i diritti, per la Costituzione e per la

democrazia, contro la corruzione, contro la criminalità organizzata e contro ogni

forma di razzismo, di neofascismo e di violenza, Ella troverà sempre al Suo fianco la

nostra Associazione, fedele ai valori della Resistenza e della Costituzione

repubblicana.  

Con sinceri rallegramenti e vivissima, rispettosa cordialità,   

Prof. Carlo Smuraglia  

Presidente Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

L’ANPI Palermo Comandante Barbato fa propri gli auguri sinceri di buon lavoro al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella inviati da Carlo Smuraglia Presidente nazionale dell’ANPI.  Apprezziamo la profondità e sincerità delle semplici parole rivolte alle dificoltà e alle speranze dei cittadini della Repubblica. Sobrietà alla quale ci ha disabituato la politica spettacolo di questi anni. Ma anche il significativo profondo momento del suo primo atto, la visita vera e sentita alle fosse Ardeatine. Abbiamo conosciuto il Presidente Mattarella professore all’Università di Palermo e Presidente dell’Opera Universitaria nel periodo dei movimenti negli atenei per la democrazia e il diritto allo studio. Per noi Sergio Mattarella resta legato a due momenti nodali della storia italiana: quello dell’assassinio di Aldo Moro nella Roma dei servizi segreti e di Gladio e quello dell’assassinio  a Palermo del fratello Pier Santi Presidente della Regione siciliana, legato a Moro, nel pieno del periodo delle stragi. Non abbiamo potuto fare a meno di pensare di fronte all’immagine del Presidente solo e assorto di fronte alle bare delle vittime della barbarie nazifascista che il suo pensiero corresse al fratello vittima della stessa barbarie che in qualche modo vuole cancellare la certezza della democrazia e della libertà. Buon lavoro Presidente.

Ottavio Terranova     Angelo Ficarra

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Il giorno della memoria: Salemi, Benedetto Croce, Istituto nautico

L‘Istituto comprensivo G. Garibaldi di Salemi, aderente al progetto dell’A.N.P.I. “Celebriamo il 70° anniversario della Liberazione”, ha organizzato il 27 gennaio  una serie di iniziative finalizzate al recupero della memoria.

Le classi, dopo un corteo,si sono recate nella sede dell’Istituto, dove è stata accesa la Menorah,il candelabro a 7 bracci simbolo dell’ebraismo, e sono stati ricordati sette campi di concentramento.

Le classi terze dalla Scuola Media ed una rappresentanza del Liceo classico e dell’I.T.C. di Salemi hanno seguito una conferenza aperta dal Dirigente Salvino Amato, che ha illustrato il significato dell’iniziativa. Ha preso poi la parola il sindaco di Salemi Domenico Venuti che, sottolineando l’importanza della memoria, ha dichiarato la disponibilità dell’Amministrazione comunale ad offrire un supporto per tutte quelle iniziative tendenti alla formazione della coscienza civile delle giovani generazioni.

Maria Letizia Colajanni,dopo avere illustrato l’attività e le finalità dellA.N.P.I., ha tracciato brevemente e nelle linee essenziali il percorso storico dal Fascismo alla nascita della Repubblica ed alla promulgazione della Costituzione, invitando classi e docenti ad approfondire i temi più significativi di tale percorso, a effettuare ricerche sul contributo locale dato alla Resistenza, a celebrare, in tutti i modi che la fantasia e la creatività possano suggerire, il 25 Aprile, data di nascita della nostra Repubblica e ad assumere come principi ispiratori del proprio essere ed agire i principi democratici di libertà, uguaglianza, tolleranza, solidarietà affermati nella nostra Costituzione .             A cura di Maria Letizia Colajanni

L’Istituto comprensivo G. Garibaldi di Salemi, aderente al progetto dell’A.N.P.I. “Celebriamo il 70° anniversario della Liberazione”, ha organizzato il 27 gennaio  una serie di iniziative finalizzate al recupero della memoria.

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Gli alunni del Liceo Scientifico Statale “Benedetto Croce”, insieme all’Associazione Nazionale Partigiani Italiani, ricordano, in occasione del 70° anniversario dell’apertura  dei cancelli di Auschwitz, gli orrori della shoah.

Martedì 27 gennaio 2015, una rappresentanza degli studenti del liceo, si è riunita nell’aula magna di via Benfratelli per riflettere, confrontarsi e ricordare la tragedia dei campi di sterminio, insieme ad Angelo Ficarra, segretario dell’ANPI Palermo e a Carmelo Botta, docente di storia. Dopo la proiezione del film-documentario  “Auschwitz” e della mostra in quaranta tavole dell’ANED, la dirigente scolastica Simonetta Calafiore ha sottolineato l’importanza del ricordo per non dimenticare il passato e dare memoria al futuro.

Molto apprezzati gli interventi di Angelo Ficarra che ha contestualizzato la storia del passato nel presente, come pericolo ricorrente di un “rigurgito” autoritario che porterebbe la società contemporanea ad una deriva culturale ed etica, e di Carmelo Botta, che ha evidenziato come il “secolo breve” sia stato caratterizzato dalla presenza della guerra, della violenza, della tortura, nonché di manovre di un becero revisionismo cha da più parti hanno tentato e tentano di mistificare e misconoscere fatti storici di fondamentale importanza.

Gli interventi  sono stati alternati dalla lettura da parte degli alunni Corsale Giusy, Pitti Giovanni, Rizzolo Dario, Costa Paolo, La Rosa Francesco , della classe V P, di interviste di deportati raccolte da Francesca Lo Nigro e Carmelo Botta nel libro “Il Male assoluto – La dura memoria della Shoah”.

La giornata di studi rientra nel percorso triennale proposto dall’ANPI alle scuole, attraverso l’intervento dell’USR e dell’USP, sul70° anniversario della Resistenza e della Liberazione dal nazifascismo.

 Istituto Tecnico Nautico G. Trabia

In occasione della giornata della memoria, il 27 gennaio, nei locali dell’Istituto Tecnico Nautico G. Trabia si è svolto dalle 11.00 alle 13.00 un incontro su “Resistenza e Shoa” con le classi V, organizzato dall’ANPI in collaborazione con la Prof. Gilda Messina, docente dello stesso Istituto. Hanno partecipato come relatrici la prof. Daniela Dioguardi per l’ANPI e la prof. Rita Calabrese, docente di letteratura tedesca dell’Università di Palermo, per la Biblioteca delle donne -UDIPALERMO. La prof. Dioguardi, dopo aver tracciato un quadro storico del periodo della II guerra mondiale e del fascismo in Italia, ha relazionato sul valore e sul significato della Resistenza, soffermandosi sul contributo, ancora poco noto, di molti siciliani, anche palermitani, alla lotta partigiana, e sull’alto numero di deportati politici morti nei campi di concentramento. Ha poi evidenziato la partecipazione delle donne soprattutto alla Resistenza civile, così detta per distinguerla da quell’armata. Tra i vari ruoli le donne svolsero quello fondamentale di staffette: con le biciclette percorrevano chilometri e chilometri al giorno, rischiando la vita, per trasportare messaggi e ogni sorta di bene necessario. La loro difficoltà a imbracciare i fucili non va interpretata come un di meno rispetto agli uomini, ma è il sintomo di un giusto disagio di cui troviamo traccia anche nei racconti di alcuni partigiani che, senza enfasi, sottolineano lo stato di necessità che li costrinse a usare la violenza. Alla fine, rispondendo anche ad alcune domande, ha fornito spiegazioni sul significato e sull’attività dell’ANPI oggi, a difesa della democrazia e della libertà.

La prof. Rita Calabrese ha relazionato sulla Shoa, evidenziando la manipolazione delle coscienze effettuata dal regime attraverso l’uso sistematico della menzogna e l’individuazione di un capro espiatorio in una situazione di difficoltà economica e sociale. Ha poi spiegato il senso della “soluzione finale” e la differenza tra campi di concentramento e di sterminio. I ragazzi e le ragazze presenti hanno seguito con attenzione, ponendo domande anche sulle situazioni di barbarie attuale. Entrambe le docenti hanno insistito sulla necessità della conoscenza, dì un pensiero critico e della partecipazione per evitare che la storia, sia pure sotto altre forme, si ripeta.

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ANPI CONVEGNO NAPOLI: MEZZOGIORNO E RESISTENZA

http://youtu.be/_S2_F9LaS88

 

Sulla scia di un rinnovamento degli studi sull’argomento, dopo decenni di sottovalutazione, si affronteranno i numerosi episodi resistenziali nel sud, il diretto coinvolgimento di meridionali in formazioni partigiane nel centro-nord, percorsi biografici esemplari, il tema del “ritorno” e il riconoscimento dell’esperienza partigiana nel dopoguerra.

 

 

I partigiani e il Sud che fece la Resistenza:

Una clip dal convegno “Il contributo del mezzogiorno alla liberazione d’Italia”.

https://www.youtube.com/watch?v=_S2_F9LaS88

“Vogliamo ribaltare la vulgata che vuole la Resistenza come Resistenza del nord, e vogliamo dimostrare che invece si è trattato di un fenomeno che ha avuto carattere nazionale, con centinaia di azioni di civili e militari, di grandi e piccole ribellioni, tantissime in Campania, in Sicilia, in Puglia, in Sardegna.”- da La Repubblica, intervista a Carlo Smuraglia, dal convegno di Napoli.

ARTICOLO LA REPUBBLICA.IT

Smuraglia: “Napoli e il Sud protagonisti della Resistenza”

IL PRESIDENTE DELL’ANPI APRE IL CONVEGNO ALLA SOCIETÀ NAPOLETANA DI STORIA PATRIA

ANTONIO FERRARA

AD APRIRE i lavori il presidente nazionale Anpi Carlo Smuraglia, volontario della Divisione Cremona. I saluti sono affidati al sindaco Luigi de Magistris, a Renata De Lorenzo di Storia patria e al combattente delle Quattro Giornate Antonio Amoretti, responsabile dell’Anpi di Napoli.

Presidente Smuraglia, perché il convegno a Napoli?

«Vogliamo ribaltare la vulgata che vuole la Resistenza come Resistenza del nord, e vogliamo dimostrare che invece si è trattato di un fenomeno che ha avuto carattere nazionale, con centinaia di azioni di civili e militari, di grandi e piccole ribellioni, tantissime in Campa- nia, in Sicilia, in Puglia, in Sardegna. Abbiamo ricostruito esattamente i tanti episodi che si sono svolti in Campania e nell’intero Mezzogiorno, e questo contribuirà a ridefinire il concetto di Resistenza, che fu una guerra di popolo nel senso che tutto il popolo si mobilitò, ognuno nel suo campo. E fu una resistenza fatta anche dai militari, che per troppo tempo anche a sinistra è stata negata, come insegna la straordinaria pagina di Cefalonia».

C’è stato un ritardo dell’Anpi?

«Stiamo lavorando dal 2011, quando sono stato eletto presidente, su questo tema. Mi sono proposto di restituire per quanto possibile la verità dei fatti e contestare una visione “eroica” della Resistenza, sottoli- neando invece il contributo normale di scelte coraggiose di tanti giovani che si sono schierati e delle donne, che non si possono solo identificare con le staffette partigiane ma hanno aiutato e nascosto tantissimi italiani dopo l’8 settembre. La Resistenza non è stata fatta solo con le armi, ma anche con l’opposizione al fascismo e ai nazisti per ristabilire il regime democratico, con gli scioperi del 1943-44».

Napoli è la città della Quattro

Giornate. Che ruolo ha avuto?

«Ci sono state rivolte contro i tedeschi in tante piccole e grandi località del Mezzogiorno dopo l’8 settembre, ma nella storiografia si citano al massimo le Quattro Giornate di Napoli che rappresentano certamente un momento altissimo di rivolta all’oppressione nazifascista, ma poi ci si ferma lì. Ecco, con il nostro convegno vogliamo dire che ci sono stati invece tantissimi casi di opposizione ai nazisti. E la Campania, anche per la rivolta di Napoli del settembre 1943, ci è sembrato il luogo più giusto nel quale l’Anpi dia conto di una lettura della Resistenza come fenomeno che ha riguardato l’intero territorio nazionale, e non solo il centronord ».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

“Vogliamo cambiare quella lettura errata che pone la rivolta al nazismo solo al centro nord”

PARTIGIANO E ANTIFASCISTA

Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia

22 gennaio 2015

pagina a cura di Caterina Pollichino

Nella prima giornata del Convegno a Napoli sul contributo del mezzogiorno alla Liberazione 22/23 gennaio è pervenuto questo significativo messaggio di Antonino Di Matteo

“Nella piena consapevolezza della importanza e nobiltà della vostra attività associativa, desidero rappresentare la mia personale vicinanza nei confronti di chi, come voi, continua a battersi per l’affermazione di quei valori Costituzionali oggi troppo spesso trascurati e calpestati nella indifferenza generale. Mi sento pienamente solidale con l’ANPI nell’ansia di rendere finalmente concreta e piena l’applicazione della Costituzione sulla quale ho giurato fedeltà allo stato e per la quale gli eroi della resistenza hanno combattuto anche a costo della loro vita e della loro libertà

Nino Di Matteo”

“Il Convegno non aveva la pretesa di essere esaustivo, ma di segnare qualche punto fermo,

su cui fondare le future riflessioni e indagini. E su questo piano, esso è apparso veramente

riuscito.

Ripeto: pubblicheremo gli atti e tutti potranno giovarsi di questo contributo alla ricostruzione

di una verità storica, che si imponeva; intanto, il Convegno ci ha fornito due punti fermi, di

cui ognuno dovrà tener conto in futuro: che è giusto parlare di “partecipazione” più che di

“contributo” del mezzogiorno alla liberazione dell’Italia; e che la Resistenza ha avuto un

inequivocabile connotazione nazionale, per la semplice ragione che in essa fu coinvolto

l’intero Paese, sia pure con forme e modalità diverse, ma con assoluta unitarietà di obiettivi.

Di questi risultati siamo fieri. Li dobbiamo soprattutto all’opera delle tre ricercatrici che così

bene hanno lavorato (Isabella Insolvibile, Chiara Donati e Toni Rovatti), all’apporto volontario

e disponibile dei tre “tutors” (Prof. Luca Baldissara, Prof.ssa Gabriella Gribaudi e il Dott.

Guido D’Agostino, Direttore dell’Istituto campano per la storia della Resistenza); ma li

dobbiamo anche ai contributi che sono venuti dai discussants e alla partecipazione alla

tavola rotonda conclusiva del Prof. Alberto De Bernardi, Vicepresidente dell’INSMLI.

Dobbiamo anche ringraziare tutta l’ANPI di Napoli, che a partire dal suo Presidente, si è

prodigata per la riuscita del Convegno, lo staff dell’ANPI nazionale, che ha lavorato con

impegno ed alacrità, a partire dal responsabile dell’area del Mezzogiorno, Vincenzo Calò fino

ai membri della Segreteria nazionale e a tanti altri. Un grazie di cuore anche al Sindaco, Luigi

De Magistris, che ha voluto assistere all’inizio dei lavori, ci ha onorati con un discorso che era

assai di più di un semplice saluto e ci ha fornito anche piacevoli esempi della tradizionale

ospitalità napoletana; infine un grazie alla Società napoletana di storia patria ed alla sua

Presidente Prof.ssa De Lorenzo, che hanno ospitato il Convegno con cordialità e amicizia.

Insomma, una nuova pagina della storia della Resistenza che in qualche modo stiamo

scrivendo e ricostruendo in questi anni difficili. Faremo in modo che essa diventi parte

essenziale delle comuni coscienze sul tema; sarà così compiuto, finalmente, anche un atto di

giustizia nei confronti del Mezzogiorno.”

Carlo Smuraglia

da ANPI news  3  febbraio 2015

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