RICORDO DI PIO LA TORRE

PIO LA TORRE  SARA’ RICORDATO DALL’ANPI DI PALERMO  A TRENTANNI DAL SUO ASSASSINIO,  DURANTE LA SETTIMANA SULLE LIBERTA’, CHE VA DAL 25 APRILE AL PRIMO MAGGIO DI QUEST’ANNO.

di Ottavio Terranova

PIO LA TORRE  UN DIRIGENTE SICILIANO PROTAGONISTA NELLA LOTTA PER IL LAVORO, CONTRO LA MAFIA, PER LA PACE E PER IL RISCATTO DELLA SICILIA Continua a leggere

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CHI HA UCCISO PIO LA TORRE ?

Ho voluto scrivere, con Paolo Mondani, giornalista di “Report”, un libro sull’omicidio di Pio La Torre.

Abbiamo viaggiato, per lungo tempo, tra carte e documenti con alterni stati d’animo, spesso combattuti tra mollare o andare avanti. Ma, alla fine, non ci siamo rassegnati a considerare archiviata la vicenda politica del più importante dirigente comunista ucciso ne nostro paese.

Quella di Pio La Torre è la storia emblematica di un’Italia che vuole e riesce a pensare in grande guardando al futuro, che ragiona, lotta e non sta in silenzio.

E’ una storia che, negli anni in cui volgeva al termine, raggiunge livelli alti di un discorso concreto sul potere e sul sistema di potere mafioso, fuori da analisi superficiali e di comodo.

E’ una storia tragicamente interrotta dalla mente politica che ha  armato gli esecutori di quella stagione di sangue che, in Sicilia, va dal 1979 al 1982, ma che ha inizio con Portella della Ginestra e arriva a via D’Amelio, sommandosi alle stragi compiute da Piazza Fontana in  poi, tutte con l’obiettivo di impedire una cittadinanza caratterizzata dall’eguaglianza e dalla giustizia.

La vicenda di Pio La Torre appartiene alla democrazia, quella vera, fatta di partecipazione, lucidità e passione che va ricordata e  mantenuta dentro i canali di una ricerca instancabile delle troppe verità nascoste di questo Paese.

La Torre, in questo lavoro di studio e di ricerca, ci ha fatto incontrare Aldo Moro, Piersanti Mattarella, Enrico Berlinguer, in un insieme di sconcertante attualità, uomini che avevano visto avvicinarsi il pericolo di un grande silenzio della politica e ci ha spinto a riconsiderare tutto quello che è dovuto  donne e uomini di tenace concetto che lottano per il diritto alla verità.

Lo presenteremo a Palermo il prossimo 23 aprile ore 17,30  nell’aula magna del Rettorato dell’Università (Palazzo Steri).

Un caro saluto, Armando Sorrentino

 

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IN MEMORIA ED ONORE DI ROSARIO BENTIVEGNA partigiano siciliano

Erede di una illustre famiglia siciliana, quella dei Bentivegna, che a partire da Francesco, Stefano e tanti altri, è sempre stata, dalle rivoluzioni risorgimentali dei primi dell’ottocento fino a Rosario partigiano romano della Resistenza, dalla parte delle lotte per la libertà.

“E’ stato un eroe della Resistenza, fu decorato dal presidente Luigi Einaudi con una medaglia d’argento al valor militare” (Adnkronos)

 


ieri sera mi ha raggiunto la triste notizia della morte di Rosario Bentivegna, che avrei dovuto incontrare in maggio, e oggi mi rammarico di non averlo potuto abbracciare….

Con lui se ne va una parte fondamentale della storia della resistenza italiana, fu l’autore dell’attentato di via Rasella, e fino al 2010 ha dovuto combattere contro chi lo voleva colpevole delle fosse Ardeatine.

Una sentenza della cassazione stabili’ che non fu mai cosi, ma che una certa parte di italia lo voleva colpevole per forza.

Solo 22 ore dopo l’attentato i nazisti iniziavano la feroce rappresaglia, non ci fu il tempo di niente.

E’ stata una gran brava persona, grande partigiano  importante ciò che fece per svegliare le coscienze di una Roma paralizzata.

Con affetto

Silvia Bentivegna

“È il nome più conosciuto della Resistenza romana, perché ne fu indubbio protagonista e soprattutto perché a lui il comandante Carlo Salinari assegnò il compito rischioso di far scoppiare il 23 marzo 1944 al passaggio del Battaglione Bozen in via Rasella un carrettino pieno di tritolo che uccise 32 soldati nazisti. A quell’azione, decisa da Giorgio Amendola e dal comando delle formazioni garibaldine, parteciparono dodici partigiani dei Gap.”

 Dino Messina dal  Corriere della Sera del 24.9.11 in occasione della
presentazione del libro di Rosario Bentivegna:
"Senza fare di necessità virtù. Memorie di un antifascista", Einaudi.
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RIPRISTINATA LIBERTA’ DI PENSIERO E DI SINDACATO ALLA FIAT

DA DIRITTI DISTORTI

Fiat. Magneti condannata per condotta antisindacale

l tribunale di Bologna ha condannato la Fiat per attività antisindacale alla Magneti Marelli di Bologna riconoscendo alla Fiom il diritto di avere rappresentanti sindacali. È la prima sentenza di alcune decine di cause presentate dal sindacato guidato da Maurizio Landini.

Cosi’ da domani, per effetto della sentenza del giudice del lavoro Carlo Sorgi, i delegati Fiom ‘cacciati’ dalla Magneti Marelli di Bologna potranno rientrare nella saletta sindacale dello stabilimento. E nonostante un eventuale ricorso in appello dell’azienda. Se così non fosse, la Magneti Marelli commetterebbe un reato, punibile con l’arresto fino a tre mesi. Questo, secondo i legali che hanno presentato il ricorso per conto dei metalmeccanici della Cgil bolognese, è il rischio che corre la società del gruppo Fiat in caso di inottemperanza del decreto. Quello bolognese è il primo ricorso ex articolo 28 dello Statuto dei lavoratori che è stato definito in primo grado. Nel resto d’Italia sono una trentina i ricorsi (identici nelle argomentazioni) depositati e pendenti, di cui una ventina in Piemonte, quattro a Modena (contro Ferrari, Maserati, Lamborghini e New Holland), altri a Bari, Chieti e Brescia.

Ora aspettiamo che i tre operai di Melfi possano rientrare anche loro a lavoro. Un vero atto di giustizia e di rispetto delle regole e in tal caso del pronunciamento dei giudici.

http://www.dirittidistorti.it/articoli/12-lavoro/990-fiat-magneti-condannata-per-condotta-antisindacale.html
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CARLO SMURAGLIA CON L’ARTICOLO 18 SI DIFENDE LA COSTITUZIONE

Il Presidente dell’ANPI, in una intervista rilasciata al Manifesto giovedì 22 marzo, alla domanda se la CGIL, il sindacato più grande del mondo del lavoro in Italia,  rimarrà isolato nella difesa dell’articolo 18, così risponde: ” Dieci anni fa hanno riempito la piazza sull’articolo 18, è impossibile che i lavoratori abbiano cambiato idea. E’ vero che siamo in crisi ma i principi valgono anche in tempo di crisi. Cominciare a smantellarli è pericoloso perchè non si sa mai dove si finisce. E’ un discorso analogo a quello che si fa sulla Costituzione. Si può cambiare, ma non si può nemmeno immaginare di toccare i principi fondamentali. E l’articolo 18 nel sistema del diritto del lavoro equivale al principio di uguaglianza nella Costituzione.”

LEGGI TUTTA L’INTERVISTA     “C’era una volta Brodolini Così torniamo a prima del ’68”

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I giovani di tre licei di Palermo incontrano la storia della deportazione con VOCI DAL LAGER

La Storia e la Memoria

«Voglio vivere per tornare, per ricordare, per mangiare, per vestirmi, per darmi il rossetto e per raccontare forte, per gridare a tutti che sulla terra esiste l’inferno»  (Lidia Beccaria Rolfi).

I giovani dei licei Garibaldi, Ipsia Ascione e Vitt. Eman. III, per iniziativa dell’ANPI Palermo,  lunedì 19 marzo 2012 hanno dato vita con la loro voce alle “Voci dal lager” di Avagliano Palmeri

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Placido Rizzotto grazie e nuovo Appello dell’ANPI Palermo

COMANDANTE BARBATO

L’ANPI Palermo e l’ANPI Sicilia esprimono la propria sincera commozione e il proprio ringraziamento di fronte alla grande mobilitazione che ha interessato, anche con accenti diversi, strati più vari della popolazione italiana  e che restituisce ai familiari, con la decisione del Governo, la solennità dovuta dopo tanti anni al raccoglimento e al pianto sulla tomba di Placido Rizzotto.

Siamo commossi, ci uniamo e ringraziamo in un abbraccio ideale i familiari e tutti gli autori dei messaggi che hanno invaso il web.  Questa mobilitazione, questa famiglia allargata è stata cementata dal sudore, dal sangue e dagli ideali di chi ha lottato e lotta, anche nel suo piccolo e nell’anonimato, per la libertà e per la dignità degli esseri umani.

Questa mobilitazione parte dalle terre macchiate dalle stragi e dalla barbarie della violenza fascista e mafiosa e dalla ignominia delle classi dirigenti responsabili, prima e dopo Portella della Ginestra, di questa lunga scia di sangue  fino alle stragi in cui furono assassinati Pio La Torre, Falcone e Borsellino.

A tutti l’ANPI Palermo con il ringraziamento invia un messaggio. Noi, nuovi partigiani della Costituzione,  con l’aiuto di tutti ci batteremo fino in fondo perché nessuna pietra tombale cementifichi il bisogno di verità e giustizia.  Mobilitiamoci  per un cambiamento vero e radicale che sappia restituire allo Stato, quello della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza, la capacità di fare piazza pulita delle doppie verità, del doppio stato, dei depistaggi.

Dobbiamo far luce sulla nostra storia, ma soprattutto non lasciare che restino impuniti quanti hanno avuto responsabilità o taciuto sui gravi fatti che hanno macchiato e continuano a macchiare questa nostra terra. Dobbiamo essere le sentinelle della democrazia, della Costituzione e dare il giusto tributo a tutti quelli che si sono sacrificati in nome di un ideale, per la nostra libertà.

Per questo l’ANPI  Palermo chiama tutti i propri aderenti, i sinceri democratici e antifascisti a mobilitarsi perché il prossimo 25 aprile nel nome della libertà, nel nome di questi nostri eroi partigiani, di Giovanni Ortoleva e Placido Rizzotto e tutti gli altri, segni in questa nostra terra l’avvio profondo di un processo di recupero della memoria e con essa dell’orgoglio del popolo siciliano per il contributo dato alla lotta di liberazione dalla dittatura fascista, dal predominio feudale della borghesia e dalla mafia di ieri e da quella di oggi.

ANPI Palermo                  ANPI Sicilia

 COMANDANTE BARBATO

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VOCI DAL LAGER

L’ANPI Palermo

comunica che nell’Aula Magna dell’I.T.I.S. Vittorio Emanuele III, Via Duca della Verdura, 48

 il coautore Mario Avagliano presenterà, ad una rappresentanza di alunne e alunni dello stesso Istituto,

del Liceo Classico Garibaldi e dell’Istituto Professionale Ascione il libro VOCI DAL LAGER.

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Nel pomeriggio alle ore 16

nel Salone Convegni del Cral del Banco di Sicilia (Palermo – via Rosolino Pilo, 33) 

 nel quadro delle iniziative culturali indette dall’ULITE (Università della Terza Età

e con la partecipazione dell’ANPI Palermo

sarà presentato

il recente ed importante saggio di

Mario Avagliano e Marco Palmieri

VOCI DAL LAGER

Diari e lettere di deportati politici 1943-1945

(Edizioni EINAUDI)

Interverranno:

l’Avv. Lino BUSCEMI – storico e giornalista;

Ottavio TERRANOVA – Presidente ANPI Palermo;

Modera: la Presidentessa dell’ULITE Rita BACCHI

Il Prof. Vincenzo RINELLA, attore e docente, leggerà alcuni toccanti brani del libro

Conclusioni del Dr. Mario AVAGLIANO, coautore del libro, giornalista e storico


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L’ANPI Nazionale: funerali di Stato per Placido Rizzotto, ma anche una seria operazione di verità.

A.N.P.I.

A S S O C I A Z I O N E N A Z I O N A L E P A R T I G I A N I D ’ I T A L I A

COMITATO NAZIONALE

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00192 Roma – Via degli Scipioni, 271 – Telefoni 06/3211949 – 3212345 –3212807 – Fax 06/3218495
Ente Morale Decreto Luogotenenziale n. 224 del 5 aprile 1945 – c/c p. 36053007 – Cod. Fisc. 00776550584
www.anpi.it - e-mail anpisegreteria@libero.it – comitatonazionale@anpi.it

L’ANPI Nazionale: funerali di Stato per Placido Rizzotto, ma anche una seria operazione di verità.

Il Comitato Nazionale ANPI sostiene fortemente e fa suo l’appello del Coordinamento Regionale ANPI Sicilia affinché lo Stato acconsenta

allo svolgimento dei funerali di Stato per Placido Rizzotto, partigiano, martire della libertà e dei diritti. Ma in particolare sottolinea la necessità civile di

andare oltre il rito, pur importante e significativo, per “scavare fino in fondo nel cuore di questa storia”, operando per la riapertura delle indagini, per

raggiungere – insomma – la verità. Avvertiamo questo come un dovere, non solo nei riguardi della memoria di Rizzotto, ma anche in quelli del Paese tutto:

senza la verità, senza il suo pieno accertamento, senza questo robusto anticorpo di civiltà, la democrazia risulta monca oltreché pericolosamente

esposta a possibili ritorni di barbarie.

Per queste ragioni, siamo a chiedere, con particolare forza, che gli antifascisti, i partigiani, i democratici e le nostre strutture provinciali

aderiscano all’appello ed esprimano, in ogni forma, una volontà ferma e determinata di certezza e di verità, nel ricordo affettuoso e partecipe di un

uomo come Placido Rizzotto.

Il Comitato Nazionale ANPI

Roma, 15 marzo 2012

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DA ORTOLEVA A PLACIDO RIZZOTTO RISCRIVIAMO LA STORIA DELLA RESISTENZA E DELLE LOTTE CONTADINE IN SICILIA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Placido Rizzotto

 

L’ANPI Palermo chiede di più. Dobbiamo andare anche oltre i funerali di stato che abbiamo chiesto e che diamo per scontati perchè sacrosanti. Noi dobbiamo ricostruire la memoria di questi eroi della libertà e dignità umana. Placido Rizzotto viene da lontano. Socialista, partigiano, Presidente dei combattenti e reduci dell’ANPI Palermo. Rilancia la Camera del lavoro dopo il fascismo, figlio ideale di Bernardino Verro grande dirigente del movimento dei fasci dei lavoratori siciliani, che quella Camera del Lavoro di Corleone costruì facendo portare ai contadini, di ritorno dal lavoro, ognuno una pietra. Anche esso ucciso dalla mafia. Non possiamo fermarci ad un momento per quanto solenne.Vogliamo scavare fino in fondo nel cuore di questa storia, nella storia delle stragi rimosse, sepolte negli armadi della vergogna, figlia dei depistaggi operati fin da allora dai residuati nefandi del fascismo infiltrati nelle istituzioni dello stato. Fu scatenato allora in Sicilia un vero e proprio terrorismo politico-mafioso e statuale teso a bloccare con il ” vento del Nord” anche la costruzione di una cultura antifascista.. La strage di Portella della Ginestra, in cui caddero uccisi tanti lavoratori inermi, fu la prima strage di Stato, emblematica di questo processo. Per questo vogliamo andare oltre con tutte le ANPI d’Italia, nel nome della Resistenza e della Costituzione.

ANPI Palermo

 

 

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