25 APRILE 2013
Pubblichiamo la bellissima nobile lettera di Roberto Taverna con la quale rende pubblico un significativo scritto del 1964, del padre deportato in Germania che giustamente ascrive alla Resistenza Italiana il rifiuto della stragrande maggioranza dei soldati italiani al nazifascismo a costo della deportazione e della prigionia in condizioni terribili in molti casi fino alla morte nei lager nazifascisti. Roberto Taverna al quale mi lega una antica affettuosa amicizia, è stato fra i protagonisti della battaglia per la democrazia e il diritto allo studio negli Atenei negli anni che seguirono la rivoluzione culturale del 1968 in Italia. a.f.
Pubblico questo testo, scritto nel 1964 dal mio Papà, riguardante la sua prigionia in Germania. Nel 1943 era in Croazia come militare (non di carriera) e dopo l’8 settembre fu fatto prigioniero dei Tedeschi. Furono due anni terribili. Ma non si piegò ai voleri dei nazifascisti. Tuttavia chi leggerà queste pagine tremende non troverà gli accenti violenti e volgari che oggi invadono così spesso il dibattito a qualunque livello. Chi ha combattuto davvero e ha resistito alla ferocia di chi allora sembrava invincibile guarda l’umanità e il suo doloroso cammino con gli occhi dell’uomo che sa essere libero, giusto e rispettoso degli altri.
Nonostante il dolore che provo ogni volta che rileggo queste pagine le pubblico:
perché i giovani sappiano,
perché tutti ricordino,
perché non si ripeta mai più,
perché sia diverso il ricordo di chi ha combattuto e resistito contro quella aberrazione e di chi ne è stato o protagonista o complice o spettatore inerte.
La libertà di oggi è frutto del sacrificio dei primi, ma è patrimonio di tutti.
Difendiamola uniti.
Nel marzo del 1944 dopo un penoso viaggio durato otto giorni, in vagoni piombati (come di consuetudine) provvisti di stufette ma non di combustibile, affollati bestialmente sì che non era possibile fare alcun movimento, con circa dieci centimetri di acqua ghiacciata sotto la schiena per tutta la durata del viaggio, mentre il «bugliolo» degli escrementi passava di mano in mano, con la legge che chi lo usava se lo teneva, la mia salma veniva scaricata alla stazioncina di Sandbostel – Soltau (Hannover) per essere avviata, a piedi, allo Stammlager XB distante una quindicina di chilometri. Continua a leggere
LAPIDE IN VIA DEL PARLAMENTO ALLA CONFLUENZA CON CORSO VITT. EMAN. CHE SARA’ SCOPERTA MERCOLEDI’ 24 APRILE ALLE ORE 17,00
AL N° 32 DI QUESTA VIA SI CELEBRO’ NELL’APRILE DEL 1894 DAVANTI AL TRIBUNALE MILITARE DI GUERRA PERDURANDO LO STATO D’ASSEDIO IL PROCESSO AI DIRIGENTI DEL MOVIMENTO DEI FASCI SICILIANI
LA CITTA’ DI PALERMO E L’ANPI COMANDANTE BARBATO AI CADUTI PER LA LIBERTA’ L’UGUAGLIANZA E LA DIFESA DELLA DIGNITA’ UMANA NEL 70° DELLA RESISTENZA E NEL 120° DEI FASCI SICILIANI APRILE 2013
DURANTE L’INCONTRO SVOLTOSI VENERDI’ IN PREFTTURA TRA L’ANPI IL COMUNE DI PALERMO E IL RAPPRESENTANTE DELLE FORZE ARMATE, SI E’ CONCORDATO CHE A RENDERE ONORE E A DEPORRE LA CORONA AL CIPPO DI BARBATO E AI CADUTI DI CEFALONIA , SARANNO QUET’ANNO, PER LA PRIMA VOLTIA INSIEME, IL RAPPRESENTANTE DEL GOVERNO, IL SINDACO DELLA CITTA’, IL PRESIDENTE DELL’ANPI, E IL COMANDANTE L’INTERFORZE; MENTRE DUE CARABINIERI IN ALTA UNIFORME SOSTERANNO ACCANTO AL CIPPO DI BARBATO E DUE ACCANTO ALLA LAPIDE AI CADUTI DI CEFALONIA.
E’ STATA COSI’ ACCOLTA LA PROPOSTA DELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE CHE TENDEVA AL SUPERAMENTO DI UNA VECCHIA CONSUETUDINE CHE HA SEMPRE VISTO CELEBRAZIONI SEPARATE, IN QUESTO LUOGO SIMBOLO DELLA RESISTENZA ITALIANA.
PER UN GRANDE 25 APRILE
IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE
OTTAVIO TERRANOVA ANGELO FICARRA
PRESIDENTE SEGRETARIO
pubblichiamo con piacere questo articolo di Laura Dioguardi apparso su siciliaedonna
Il partigiano Placido Armando Follari riceve dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando la Medaglia della Città in occasione del suo novantesimo compleanno. Lo spirito è ancora quello del giovane combattente, indossa con malcelato orgoglio il fascia collo di partigiano e parla agli alunni della scuola Vittorio Emanuele III di Palermo e rendendo testimonianza di quegli anni di guerra e di coraggiosa opposizione all’occupazione nazista. Con fervore racconta e tiene i pugni stretti quasi volesse trasferire ai ragazzi la sua stessa devozione verso l’Italia e il suo spirito patriottico, quello che condusse il popolo dello stivale alla libertà e alla democrazia.
Appena ventenne decise di dedicare la sua giovinezza alla causa della Resistenza, fu catturato dai nazisti dopo un rastrellamento ma riuscì a sfuggire e ad entrare nella 9° Brigata Santa Justa, dove divenne Comandante di compagnia. Ancora oggi considera l’Italia una famiglia in difesa della quale, il 21 aprile 1943, contribuì a fermare i tedeschi che fuggendo volevano raggiungere la Lombardia attraversando la sponda sud del Po. Insignito della Croce di guerra al valore militare, Follari riceve la tessera ad honorem dell’Anpi.
Un momento storico questo secondo Angelo Ficarra, Segretario dell’Associazione Nazionale Partigiani D’Italia Palermo Comandante Barbato e Presidente del Comitato Promotore per il centenario dei
Fasci Siciliani. Quest’anno, infatti, per la prima volta dopo 70 anni la Città consegna una medaglia e ricorda il 120° anniversario del Movimento dei Fasci Siciliani con l’inaugurazione di una lapide. Nel ricco calendario di eventi programmato dal capoluogo siciliano e da Anpi Palermo in occasione della festa della Liberazione del 25 aprile si inserisce la storia della Resistenza e di Placido Armando Follari, conosciuto con il nome di battaglia Comandante Otello.
CARISSIMO COMANDANTE OTELLO TUTTI INSIEME TI FACCIAMO TANTI AUGURI PER I TUOI 90 ANNI. TI VOGLIAMO DIRE CHE TI SIAMO IMMENSAMENTE GRATI PER QUELLO CHE HAI FATTO PER RICONQUISTARE LA LIBERTA’ COMBATTENDO CONTRO I FASCISTI E I NAZISTI. TI DICIAMO ANCHE CHE TI VOGLIAMO TANTO BENE E SIAMO PARTICOLARMENTE ORGOGLIOSI PER IL TUO IMPEGNO IDEALE E MORALE E FELICI CHE OGGI TU RICEVA LA MEDAGLIA DELLA CITTA’ DI PALERMO PER MANO DEL SUO SINDACO LEOLUCA ORLANDO NEL 70° ANNIVERSARIO DELLA RESISTENZA. ANPI PALERMOQuì il link al foglio matricolare e caratteristico di Placido Follari “Comandante di distaccamento, fornivaripetute e belle prove di capacità e di coraggio, particolarmente distinguendosi nel combattimento di Medalana e in quello della confluenza del Setta Reno”. Appennino Emiliano, settembre 1944 – aprile 1945 sangiacomo fasci s.2
la pergamena dell’ANPI al Comandante Otello consegnata da Ottavio Terranova durante la cerimonia a Villa Niscemi dopo la consegna della medaglia della Città di Palermo da parte del Sindaco Leoluca Orlando.
26 ottobre 2012 di palermo

Due cugini combattenti
Salvatore Gulino e Angelo Indulsi partiti insieme come avieri, dopo l’Armistizio, fermi a Zara, furono catturati dai tedeschi e tenuti prigionieri per quindici mesi. Scelsero di scappare e di combattere gli ex alleati nazisti. Partigiani per quasi due anni, tra fame e miseria, fino alla liberazione, che ebbe il sapore della vita che ritornava
di Antonino Cicero