Aiutiamo l’ANPI a difendere la democrazia

DONA IL 5 x 1000 + campagna abbonamenti 2014

Il 5×1000 all’ANPI

Destinare il 5 per mille della dichiarazione dei redditi 2014 all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia è semplice:

  1. Nel quadro Scelta per la destinazione del cinque per mille dell’Irpef dei Modelli CUD, 730-1 e Unico
    apponi la tua firma solo nel primo dei sei spazi previsti, quello con la dicitura “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, c. 1, lett a), del D.Lgs. n. 460 del 1997
  2. Sotto la firma inserisci il Codice Fiscale dell’ANPI 00776550584

È importante firmare anche se il calcolo della tua Irpef è pari a zero o a credito. La ripartizione delle somme tra i beneficiari viene calcolata in proporzione al numero di sottoscrizioni ricevute da ciascun soggetto.
Quindi firma e fai firmare in favore dell’ANPI.

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“per un teatro d’impegno civile”

L’ANPI Palermo segnala con piacere questo appuntamento a cui vi invita a partecipare.

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STORIE E SAPERI DI RESISTENZA E LIBERAZIONE

MARTEDI’ 20 MAGGIO 2014 – ORE 18/20

Presso il Conservatorio “Vincenzo Bellini”, Via Squarcialupo, 45-Palermo

 

STORIE E SAPERI DI RESISTENZA E LIBERAZIONE

Oggi come ieri: no alle culture violente

Nell’ambito della X edizione del “Premio L. Grassi”, Nazionale & Speciale Provincia di RE

Incontro con gli studenti di Reggio Emilia Milano e Palermo promosso da: ANPI Palermo e ANPI Reggio Emilia

Patrocinio del Comune di Palermo

Collaborazione della Provincia di RE e di Solidaria onlus Palermo.

Andrea Gherpelli, Attore e Consulente artistico, proporrà letture dedicate al tema

 

All’incontro saranno presenti:

Antonella Azoti figlia di Nicolò e Giorgio Colajanni, figlio di Pompeo

 

PROGRAMMA

Ore 18:00:Saluto delle istituzioni

PROF. Giuseppe SILVESTRI, Pres. conservatorio “V. Bellini”, già Rettore UNIPA

M° Daniele FICOLA, Rettore del Conservatorio “V. Bellini”

Interventi:

Ottavio Terranova, Presidente ANPI PALERMO

Fiorella Ferrarini, Vice Presidente ANPI RE

Salvatore Cernigliaro, Presidente di Solidaria Onlus (PA)

Mario Conte, Consigliere della Corte d’Appello (PA)

Alessandro Gallo, Educatore di Teatro Civile per la legalità e Scrittore

Ore 20:00: Conclusioni di Giuseppe Carlo Marino, Prof. Ord. di Storia Contemporanea UNIPA

 

Concerto per la Liberazione, composto da Franco Vito Gaiezza al piano e Francesco La Bruna al violino, in omaggio a Giovanni Ortoleva, partigiano delle Madonie trucidato nel Vercellese, e a tutti i caduti per la Libertà

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ANPInews: 70° della fondazione dell’ANPI

Notazioni del Presidente Nazionale ANPI, Carlo Smuraglia:

 

Dunque, la Corte di Cassazione ha confermato definitivamente la condanna di Dell’Utri a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Ho detto “definitivamente” non per caso(…)

Quello che è accaduto in questi giorni, a Milano, è semplicemente colossale. Non mi interessa disquisire sul fatto se si tratta di una nuova Tangentopoli o della stessa. L’unica cosa che appare certa è che  adesso sembrerebbe trattarsi di Comitati di affari che lavorano per sé; e ci riescono, nonostante che ci sia stato assicurato, fin dall’inizio, che  in vista dell’Expo ci sarebbero stati controlli particolarmente intensi soprattutto sugli appalti(…)

A Milano, sabato scorso, sono state asportate tre corone collocate di recente sotto le lapidi dedicate a caduti per la Libertà. Un altro atto di inequivocabile matrice fascista (chi altro potrebbe anche solo concepire un atto del genere?), che fa il paio – del resto – con la manifestazione prettamente fascista svoltasi, ancora a Milano, pochi giorni fa(…)

 

 

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Gonzalo Alvarez Garcia: Ortega Y Gasset “Europa: meditazione sull’idea di nazione”

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Carlo Smuraglia: Confronto sulle riforme costituzionali

Non siamo conservatori, ma il cambiamento si realizza solo nel solco della Costituzione e nel quadro di una democrazia che si rafforza anziché ridurre gli spazi della rappresentanza

Carlo Smuraglia: Introduzione
(Roma, 29.4.2014,Teatro Eliseo)
Consentitemi, prima di tutto, di esprimere la mia emozione nel vedere questa bella sala
strapiena, con tante bandiere, fazzoletti dell’ANPI, ragazzi e ragazze, giovani e anziani,
di cui molti venuti da lontano (Sicilia, Sardegna, Piemonte, Veneto, Calabria, per dire
solo alcune delle provenienze); tutti col sorriso di chi è felice di incontrarsi, di ritrovarsi
insieme in una bella iniziativa della propria Associazione, su temi di grande importanza.
A tutti i presenti, che non sono solo iscritti all’ANPI, anche ai molti che non conosco,
che hanno ricevuto l’invito o semplicemente hanno visto i manifesti, un grazie di cuore
per la presenza qui, in una giornata importante e ricca di calore, anche se poi destinata al
ragionamento ed alle riflessioni più che sui dati puramente emozionali.
In questa sala c’è tutto l’orgoglio dell’ANPI, rigorosa custode dei valori costituzionali e
per questo ha promosso questa manifestazione. Preciso subito che non è per avviare un
cammino solitario, ma per lavorare unitariamente con tutti coloro che credono, appunto,
nei valori di fondo che devono regolare la vita del nostro Paese.


Sono quindi particolarmente lieto di aver ricevuto diverse adesioni di Associazioni che
hanno sempre dedicato il loro impegno al sostegno dei valori e princìpi costituzionali; e
di aver qui sul palco alcuni vecchi amici con i quali siamo legati, da molti anni, da
rapporti di stima e amicizia e che ho sempre apprezzato per le loro qualità e per la loro
preparazione. Parlo di Stefano Rodotà e Gianni Ferrara, ma mi riferisco anche a
Lorenza Carlassare, che non ha potuto venire e di cui ho letto la lettera di disappunto
per l’impegno che l’ha tenuta lontana da Roma.
Anche lei appartiene alla categoria di coloro che studiano, lavorano, riflettono e non
improvvisano; una qualità che sta diventando rara, ma che me la rende sempre più
amica, stimata ed apprezzata. Continua a leggere

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Gravissima decisione del CSM che con la decisione di escludere dai processi contro la mafia i PM non della DIA ha di fatto scippato a Di Matteo il processo sulla trattativa Stato mafia.

Le gravissime dichiarazioni di Carlo Smuraglia, Stefano Rodotà e Gianni Ferrara di sistema illegale, di fatto colpo di stato continuato forse facevano anche riferimento a questa incredibile notizia?

Ieri questa gravissima situazione è stata denunziata da Salvatore Borsellino con la SCORTA CIVICA  in piazza Politeama dalla tribuna prima del comizio del Movimento 5 stelle

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COMUNICATO ANNIVERSARIO OMICIDIO PROCURATORE SCAGLIONE

Pubblichiamo un interessante comunicato della famiglia nell’anniversario dell’omicidio Scaglione

COMUNICATO ANNIVERSARIO OMICIDIO PROCURATORE SCAGLIONE

 ComunicatoQuarantatreesimo anniversario dell’omicidio del Procuratore Pietro Scaglione e dell’agente Antonio Lorusso

Lunedì 5 maggio ricorrerà il quarantatreesimo anniversario dell’omicidio del Procuratore capo della Repubblica di Palermo Pietro Scaglione e del suo fedele
agente di custodia, Antonio Lorusso. Definito – anche in sede giurisdizionale penale – “un magistrato integerrimo,persecutore spietato della mafia”, Scaglione si occupò
dei principali misteri siciliani dal dopoguerra al 1971, anno della sua uccisione, in via Cipressi, vicino al cimitero dei Cappuccini di Palermo.
Per quanto riguarda gli “Atti relativi ai mandanti della strage di Portella della Ginestra”, nelle conclusioni del PM Pietro Scaglione (datate 31 agosto 1953),
i moventi principali accreditati furono i seguenti: la “difesa del latifondo e dei latifondisti”; la lotta “ad oltranza” contro il comunismo; la volontà da parte
dei banditi di accreditarsi come “i debellatori del comunismo”, per poi ottenere l’amnistia; la volontà di “usurpazione dei poteri di polizia devoluti allo Stato”; la
“punizione” contro i contadini che lottavano per la terra.
In relazione ai delitti dei sindacalisti siciliani negli anni Quaranta e Cinquanta, l’allora Sostituto procuratore generale Pietro Scaglione chiese sia il rinvio a giudizio
per gli indagati dell’omicidio di Salvatore Carnevale, sia l’ergastolo per i boss imputati nel processo contro i responsabili dell’assassinio di Placido Rizzotto. In
particolare, nella requisitoria del 1956 sul caso Carnevale, il pm Scaglione parlò di “febbre della terra” e scrisse che l’attività del sindacalista di Sciara era temuta da
coloro che avevano interesse al mantenimento del sistema latifondista.
Nell’inchiesta sulla scomparsa del giornalista Mauro De Mauro, l’intervento del procuratore Scaglione fu “attivissimo”, come, tra l’altro, dichiarato dalla moglie
del giornalista nell’intervista a “La Domenica del Corriere” del 13/06/1972 e come confermato dalla sentenza della Corte di Appello di Genova del 01/07/1975.
Il Procuratore Pietro Scaglione promosse anche numerose inchieste a carico di politici, di amministratori e di colletti bianchi, come risulta dagli atti giudiziari, dalle
sentenze e dalla testimonianza del giornalista Mario Francese (ucciso dalla mafia nel 1979). Secondo Francese, infatti, il procuratore Scaglione “fu convinto assertore che la mafia aveva origini politiche e che i mafiosi di maggior rilievo bisognava snidarli nelle pubbliche amministrazioni. E’ il tempo del cosiddetto braccio di ferro tra
l’alto magistrato e i politici, il tempo in cui la “linea” Scaglione portò ad una serie di procedimenti per peculato o per interesse privato in atti di ufficio nei confronti
di amministratori comunali e di enti pubblici. Procedimenti di nuovo stampo, che cominciarono a destare sensazione nell’opinione pubblica, per la personalità degli
incriminati. [….] Impossibile, in questo momento fare un preciso bilancio dei processi disposti da Scaglione contro pubblici amministratori per peculato, interesse
privato, corruzione ( FRANCESE, Il giudice degli anni più caldi, in Il Giornale di Sicilia, 6 maggio 1971, p. 3).
Secondo Paolo Borsellino, “la mafia condusse una campagna di eliminazione sistematica degli investigatori che intuirono qualcosa. Le cosche sapevano che erano
isolati, che dietro di loro non c’era lo Stato e che la loro morte avrebbe ritardato le scoperte. Isolati, uccisi, quegli uomini furono persino calunniati. Accadde così per
Scaglione [….]” (in La Sicilia, 2 febbraio 1987, p.10).
L’uccisione del Procuratore Scaglione – scrisse a sua volta Giovanni Falcone ebbe “lo scopo di dimostrare a tutti che Cosa nostra non soltanto non era stata intimidita
dalla repressione giudiziaria, ma che era sempre pronta a colpire chiunque ostacolasse il suo cammino” (in La Posta in gioco, Bur, Rizzoli, 2011, p. 320).
Il Procuratore Scaglione svolse, con impegno e dedizione, anche la funzione di Presidente del Consiglio di Patronato per l’assistenza alle famiglie dei detenuti ed ai
soggetti liberati dal carcere, promuovendo, tra l’altro, la costruzione di un asilo nido; per queste attività sociali, gli fu conferito dal Ministero della Giustizia il Diploma di
primo grado al merito della redenzione sociale, con facoltà di fregiarsi della relativa medaglia d’oro. Infine, con Decreto dello stesso Ministero della Giustizia del 1991,
previo parere favorevole del Consiglio Superiore della Magistratura, Pietro Scaglione fu riconosciuto “magistrato caduto vittima del dovere e della mafia”.

Distinti saluti
I familiari del Procuratore Scaglione
Disponibile
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25 aprile a Palermo NOMUOS: comunicato CGIL regionale

>CGIL SICILIA
>UFFICIO STAMPA
>
>                                    COMUNICATO STAMPA
>25 APRILE: PAGLIARO (CGIL), PACE E DISARMO GLI OBIETTIVI DI OGGI PER
PROSEGUIRE NEL SOLCO TRACCIATO CON LA LIBERAZIONE
>
>Palermo, 25 aprile- “Coltivare la memoria di quei passaggi storici che sono a
fondamento  e costituiscono le radici della democrazia e della libertà  nel
nostro Paese è fondamentale. E altrettanto lo è proseguire nel solco tracciato
con un impegno che oggi deve avere tra gli obiettivi prioritari la pace, il
disarmo e la solidarietà tra i popoli”. Lo dice il segretario generale della
Cgil Sicilia, Michele Pagliaro, a proposito della ricorrenza del 25 aprile.
“Come allora obiettivo fondamentale è stato liberarsi del nazifascismo-
aggiunge Pagliaro- oggi tutto l’impegno delle forze democratiche deve essere
volto da un lato al mantenimento e al rafforzamento delle conquiste
democratiche, dall’altro alla promozione dei processi di pace. E’ in quest’
ottica – dice Pagliaro- che ribadiamo la nostra contrarietà a istallazioni
militari come il Muos, chiediamo al governo di tagliare sulle spese militari e
sugli armamenti e di avviare iniziative per la pace e la solidarietà nel
Mediterraneo”. Pagliaro esprime inoltre solidarietà all’Anpi che, dopo svariate
richieste d’incontro rivolte al Presidente della Regione non e’ stata ancora
ricevuta. “L’assenza del governo siciliano e il suo disinteresse relativamente
all’obiettivo di coltivare la memoria delle fondamenta democratiche del nostro
Paese, – dice Pagliaro-  e’ l’espressione piu’ autentica di un governo
distratto e ingiustificabile, che non può non tenere conto di questi importanti
valori e di chi ha combattuto sacrificando persino la propria vita per
affermarli”.
>2014 dac

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Roma 29 aprile e Costituzione: se la politica ascoltasse quei ragazzi…

Se la politica ascoltasse quei ragazzi…

di Roberto Bertoni

Come sarebbe stato bello se Renzi e la Boschi, anziché prendersela con i “professoroni” che da trent’anni, non si sa come, non si sa perché, bloccherebbero le mitiche riforme, fossero stati con noi ieri pomeriggio al Teatro Eliseo! Come sarebbe stato bello se avessero partecipato all’iniziativa promossa dall’ANPI e dedicata a “una questione costituzionale”, ossia la tutela dei princìpi, dei valori e dello spirito originario della Costituzione dagli assalti di riformatori le cui proposte sembrano essere dettate più da esigenze elettorali che da un reale disegno di buona manutenzione della Carta!

Se fossero venuti con noi, ad esempio, si sarebbero accorti che nel Paese non c’è nessun gufo, nessun rosicone e nessun disfattista, tanto meno a sinistra, e che i nostri allarmi, i nostri appelli, le nostre richieste di chiarimento non derivano dalla volontà di favorire l’ascesa grillina a Palazzo Chigi bensì dal fermo desiderio di ricostruire una coalizione di centrosinistra degna di questo nome, in grado di garantire al Paese un governo all’altezza e di restituire credibilità alle istituzioni.

Se fossero venuti, inoltre, si sarebbero accorti che alla manifestazione promossa dall’ANPI non c’erano solo i “parrucconi” dal capello canuto che loro tanto avversano ma anche decine e decine di giovani che alle riunioni del PD non si vedono più. Giovani “partigiani”, giovani animati dall’amore per la politica e da un fortissimo impegno civile, giovani coraggiosi, ricchi di passione, desiderosi di raccogliere il testimone e prepararsi a combattere le resistenze moderne: per il lavoro, per i diritti, per la dignità della persona e anche per il ritorno della politica perché quella cui stiamo assistendo in questi mesi, oggettivamente, non lo è.

Non è politica quest’indegna e costante gazzarra priva di contenuti e di proposte; non è politica la religione dell’insulto e della delegittimazione dell’avversario; non è politica l’offesa gratuita, la sopraffazione delle minoranze e il tentativo di imporre il pensiero unico, da qualunque parte esso provenga; non è politica quest’arroccarsi in difesa di posizioni indifendibili mentre una moltitudine di cittadini ricchi di idee bussa alle porte e vorrebbe portare aria fresca nei palazzi del potere; non è politica, infine, questo scontro feroce, senza esclusione di colpi, all’insegna di un populismo e di una demagogia dilaganti che contribuiscono unicamente ad accentuare la sfiducia e il distacco delle persone da un sistema che viene considerato, spesso a ragione, dannoso e autoreferenziale.

È politica eccome, invece, il bel confronto fra una ragazza che avrà avuto la mia età o poco più e figure eccezionali come Rodotà, il professor Gianni Ferrara e il presidente dell’ANPI Carlo Smuraglia; è politica quella ragazza che ha imboccato il percorso della vita seduta a fianco di chi ha combattuto per rendere possibile la libertà del suo pensiero e delle sue parole; è politica vedere dei giovani col fazzoletto tricolore dell’ANPI  al collo e l’idea di essere i “partigiani del Terzo Millennio” o, meglio ancora, i “partigiani della Costituzione”; è politica il ricordo del meraviglioso discorso di Calamandrei ai giovani, quando li esortò a tener sempre vivo il ricordo del sangue e delle vite che era costata la nostra Costituzione. È la politica di cui avrebbe bisogno un Paese come il nostro, dalla memoria sempre più labile, in cui tutto sembra oramai consentito, persino dichiarazioni ignobili, persino le offese barbare ai sindacati e ai corpi intermedi, persino il vilipendio sistematico al Capo dello Stato, persino la logica dello sfascio nei confronti del sistema democratico.

È una politica onesta, genuina, pulita, in cui le generazioni si prendono per mano e camminano insieme, in cui chi è stato sui monti della Resistenza trasmette ai nipoti quei valori e quelle sensazioni, affidando alla nostra generazione il compito immane di custodirli e farli giungere alle prossime generazioni che, a differenza nostra, non avranno la fortuna di ascoltare la testimonianza diretta di chi ha vissuto quei giorni drammatici.

È, in poche parole, un’altra idea d’Italia, un’altra idea di confronto, un’altra idea di dialogo e di apertura mentale; è un’idea per cui vale la pena battersi perché, come abbiamo ricordato altre volte, è proprio nel momento dell’abisso che nacque il sogno dell’Europa unita ed è inaccettabile che oggi qualcuno si aggrappi persino a riforme complesse e ineludibili per utilizzarle in campagna elettorale, strumentalizzando la richiesta di cambiamento che si leva dal Paese.

Sì, c’è bisogno di cambiare, c’è bisogno di guardare al futuro, c’è bisogno di uscire da questo maledetto ventennio di declino e di degrado ma perché ciò accada è necessario, innanzitutto, appropriarsi di un nuovo linguaggio, poi tornare a guardarsi negli occhi, infine tornare a concepire la politica e la società nel suo complesso come una comunità solidale in cammino, riscattando con una nuova resistenza, morale e culturale, il senso stesso della dignità umana, calpestata dal liberismo, dall’egoismo, dall’idea che la società non esista e non abbia senso e, più che mai, dall’idea che non esistano più valori che non possono essere ridotti a merce.

Questa è la Resistenza cui sono chiamati i ventenni di oggi. Speriamo, per il bene della collettività, che ne siano all’altezza.

30 aprile 2014

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